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| 28 lug 2019 | 15:16

"Fuochi nelle malghe": lanciato nelle Giudicarie un progetto d'innovazione sociale per la gestione dei beni comuni

Nella terra dove nacque la cooperazione trentina, la cooperativa Fuoco ha promosso un'iniziativa per immaginare nuove modalità di gestione dei beni comuni in maniera sostenibile

di Davide Leveghi

TRENTO. Nelle Alpi giudicarie e ledrensi, il cui territorio è stato nel 2015 riconosciuto come “riserva di biosfera” nell'ambito del programma Unesco “Man and biosphere”, è stato lanciato un progetto per la gestione imprenditoriale dei beni comuni attraverso forme innovative di imprese sociali.

 

Un'idea che si vuole inserire nel tradizionale solco della cooperazione, che in questa parte del Trentino è nata, e che ha la finalità di individuare nuovi modelli di gestione e governo del territorio tali da non compromettere la proprietà collettiva e la fruizione dei beni, aumentandone il valore socio-economico.

 

Fuochi nelle malghe”, così si chiama il progetto cofinanziato dalla Riserva di biosfera MAB Unesco Alpi Ledrensi e Judicaria, ideato dalla cooperativa Fuoco e in collaborazione con la Fondazione don Lorenzo Guetti e l'associazione sportiva Comano Mountain Runners, mira a stimolare dei processi di innovazione legati alla gestione dei beni comuni al fine di garantirne l'evoluzione ed il rapporto sostenibile col territorio.

 

“E' essenziale per i territori periferici riuscire a sviluppare progetti dedicati a fare comunità a livello locale- ha dichiarato Marco Buratti, presidente della Cooperativa Fuoco. Progetti che come il fuoco siano capaci di riscaldare e illuminare, accendere passioni e voglia di intraprendere e che possano essere anche luoghi di ritrovo e riflessione per e della comunità”.

 

La stessa gestione collettiva dei beni, frutto della cooperazione, è stata all'origine della candidatura Unesco del territorio di Ledro e Giudicarie. Il virtuoso rapporto tra uomo e ambiente, la volontà di valorizzare le specificità relative allo sviluppo economico e sociale del territorio, sono tra le priorità di un progetto innovativo e che punta sull'innovazione.

 

“Per garantire un futuro ai territori di montagna - ha affermato Fabio Berasi, presidente della Fondazione don Lorenzo Guetti, partner del progetto - è fondamentale valorizzare le tipicità delle terre alte alpine. La cooperazione è nata in alta quota, in risposta ad una serie di bisogni che la società e l'economia di allora non erano in grado di soddisfare. Oggi come ieri - ha concluso - serve produrre innovazione sociale. Una delle forme più convincenti è la rigenerazione dei beni, anche immobili,che appartengono alla comunità”.

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