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Trento
21 dicembre | 15:39

Recuperata la vecchia carrozza della Ora-Predazzo: sarà restaurata per il museo diffuso dedicato alla ferrovia costruita dall'Impero Austro-Ungarico

Il progetto del museo diffuso della Ora-Predazzo è il primo di questo genere in Italia dedicato alle ferrovie di montagna a scartamento 1000. Il progetto si sviluppa su varie linee guida e il restauro della AB 109 che Transdolomites ha recentemente donato al Comune di Predazzo è il primo passo in questo senso per avviare i lavori che prevedono interventi di recupero, demolizione ricostruzione per le parti metalliche e lignee

Recuperata la vecchia carrozza della Ora-Predazzo: sarà restaurata per il museo diffuso dedicato alla ferrovia costruita
di Redazione

ORA. E' stata rimorchiata questa mattina da Ora e trasportata a Redagno alla carrozzeria Josef Darocca, unica carrozzeria in Alto Adige abilitata ai lavori di sabbiatura per questo tipo di interventi di restauro.

 

Questa carrozza fa parte delle tre rimorchiate ex Ssif (Ferrovia Vigezzina Centovalli) che assieme ad un carro merci della ex Ferrovia della Val di Fiemme la Regione Liguria aveva donato a Transdolomites in sostegno al progetto che prevede la realizzazione di un Museo diffuso da Ora a Predazzo per recuperare la memoria storica della ferrovia che tra l’inverno 1916 e il 1918 venne costruita dall’Impero Austro-Ungarico per essere destinata al trasporto di materiale bellico e soldati per rifornire le linee militari sul Lagorai nel corso della Prima Guerra Mondiale.

 

Successivamente detta linea diventò un punto di riferimento per le comunità della zona servendole e rappresentando un collegamento ferroviario di prim'ordine. All’inizio il trasporto avvenne con locomotive alimentate a carbone, poi con i lavori di elettrificazione, dal 1929 la trazione avvenne in elettrico fino alla sua dismissione nel 1963. La Ferrovia della Val di Fiemme ebbe un ruolo molto importante nel favorire il trasporto di merci e persone e permise l’avvio dell’economia turistica in val di Fiemme ed in Val di Fassa. I viaggiatori raggiungevano Ora in treno dalla Ferrovia del Brennero, poi effettuato il cambio, proseguivano il viaggio tra Ora e Predazzo.

 

Transodolomites da anni accarezza il sogno di veder ripristinato questo collegamento su ferrovia che permetterebbe di risolvere tante problematiche legate al traffico e all'inquinamento e pensa, più in grande, a un treno delle Dolomiti che rimetta in collegamento tante tratte oggi dismesse ma che hanno servito i territori per svariati decenni collegando Tiarno e Bormio addirittura a Venezia (QUI ARTICOLO). Intanto, però, vi è in ballo il progetto del museo diffuso della Ora-Predazzo, il primo di questo genere in Italia dedicato alle ferrovie di montagna a scartamento 1000.

 

Il progetto si sviluppa su varie linee guida e il restauro della AB 109 che Transdolomites ha recentemente donato al Comune di Predazzo è il primo passo in questo senso per avviare i lavori che prevedono interventi di recupero, demolizione ricostruzione per le parti metalliche e lignee. Il passo successivo è il restauro delle rotabili che progressivamente avranno come destinazione Castello Molina, Ora e Montagna. Poi ci sarà la georeferenziazione dei siti storici tra Ora e Predazzo già individuati nel corso degli ultimi due anni camminando e fotografando sull’intero percorso tutto ciò che si è ritenuto opportuno portare all’attenzione lungo la ciclabile che si sviluppa sul sedime ex ferrovia; ponti, viadotti, gallerie, cippi, opere idrauliche, basamenti dei pali di trazione della linea elettrica ed altri particolari.

 

Quindi si vuol realizzare l'allestimento lungo il percorso delle tabelle multilingui tematiche con riferimenti alla toponomastica dei ponti, viadotti, gallerie ancora oggi privi di tabelle che ne indichino i nomi e programmare il restauro delle stazioni: quella di Predazzo è stata restaurata a cura del Comune di Predazzo, per quella di Ora sono in corso trattative. Una volta istituzionalizzato il percorso con la posa delle tavole tematiche e la realizzazione della mappa complessiva del percorso quest’ultimo potrà essere inserito nell’Atlante Nazionale della Mobilità Dolce curato da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) Amodo (Associazione Mobilità Dolce) alla quale anche Transdolomites è iscritta. Obiettivo è quello di portare questo percorso storico-culturale sino in fondo alla Val di Fassa in modo da promuovere un movimento turistico legato alla cultura e alla mobilità dolce che possa gemellare le Dolomiti alla Bassa Atesina.

 

Oltre alle carrozze da destinarsi al restauro, la proposta museale ha interessato tutti i comuni che sorgevano lungo il percorso della vecchia ferrovia. Ziano, Panchià, Cavalese, Ville di Fiemme, Montagna, avevano provveduto a inviare a Transdolomites le rispettive proposte per realizzare della aree tematiche ex ferrovia. ''Riteniamo - spiega Massimo Girardi presidente di Transdolomites - che questo sia il momento opportuno per riprendere in mano questi buoni propositi ed avviarne la pianificazione. In parallelo, l’avvio ufficiale del progetto museale ci sprona per il 2024 a promuovere l’iniziativa volta a gemellare i territori della ex Ora-Predazzo con quelli della Genova-Casella alla quale dal 1963 venne trasferito parte del materiale della dismessa Ora-Predazzo e sulla quale viaggiano tuttora due sue storiche elettromotrici la A1 e la A2. Sempre per il 2024 Transdolomites, grazie alla collaborazione con Associazione Europea dei Ferrovieri con la quale è attiva una convezione di collaborazione, ha proposto la candidatura della Stazione FS di Ora al Premio Ferroviario Europeo "Euroferr". Al Comune di Predazzo va tutto il nostro plauso per il coraggio di essere stato il primo dei quattro comuni ad avviare l’attività di restauro. Grazie al suo impegno finanziario e quello di cofinanziamento del BIM Adige, questa esperienza ha potuto prendere avvio e sposarsi al progetto della nuova biblioteca di Predazzo''.

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