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Caso M49, il Tar di Trento respinge il ricorso della Lndc: ''Esigenze di interesse pubblico''. L'associazione: ''Sentenza già scritta, ci rivolgiamo al consiglio di Stato''

Si avvicina la protesta degli animalisti prevista per sabato 13 e restano ancora sul tavolo l'interessamento posto dal ministro Sergio Costa al consiglio di Stato e quello di Enrico Rizzi alla procura, la Lndc ribadisce che sono pronti a fare ricorso: "Utilizzo strumentale dell'autonomia, solo il ministro può decidere"

Di L.A. - 11 luglio 2019 - 17:40

TRENTO. Il Tar di Trento ha respinto la richiesta della Lega nazionale per la difesa del cane per la sospensione dell'ordinanza del presidente Fugatti di catturare M49 (Qui articolo). "Il provvedimento contestato - riporta la nota della Provincia - appare congruamente e non illogicamente motivato in ordine alle esigenze di interesse pubblico che intende tutelare, interesse che nella comparazione complessiva appare prevalente, anche atteso che l'esecuzione dell'ordinanza si sostanzia nella mera cattura dell'animale".

 

Mentre si avvicina la protesta degli animalisti prevista per sabato 13 e restano ancora sul tavolo l'interessamento posto dal ministro Sergio Costa al consiglio di Stato (Qui articolo) e quello di Enrico Rizzi alla procura (Qui articolo), la Lndc ribadisce che sono pronti a fare ricorso. "Abbiamo deciso di presentare l'istanza - evidenzia l'associazione - nonostante conoscessimo già bene l'orientamento del Tar di Trento, che già in passato aveva bocciato i nostri ricorsi, ma si è cercato di non lasciare nulla di intentato per evitare il ripetersi di quanto già visto con le povere Daniza e Kj2".

 

La Lndc non molla e promette battaglia. "La risposta del Tar è arrivata dopo meno di un’ora dal deposito dell’istanza, con il rigetto della richiesta sulla base di 'esigenze di interesse pubblico' - Michele Pezone, legale e responsabile diritti animali - ma senza entrare nel merito delle ragioni che ci avevano spinto a richiedere la sospensione del provvedimento emesso dall’ente provinciale. Siamo pronti a rivolgerci al consiglio di Stato per affrontare il tema principale di questa vicenda, cioè l'utilizzo strumentale dei poteri attribuiti dall’articolo 52 dello Statuto di Autonomia al presidente della Pat per decidere in modo autonomo la sorte di ogni orso giudicato 'dannoso'. Una condotta, a nostro avviso, che aggira il dettato normativo che attribuisce solo al ministro dell’ambiente il potere di derogare (nei casi di vera necessità) al divieto di cattura e uccisione della fauna protetta, mentre la prassi amministrativa trentina è sempre stata quella di agire con ordinanze contingibili e urgenti, adottate ed attuate a tempo di record".

 

La Lndc si schiera con il ministro. "Mi conforta vedere - conclude la presidente Piera Rosati - che finalmente, a differenza di quanto avvenuto con i suoi predecessori, Sergio Costa ha preso una posizione chiara a difesa di M49 e di tutti gli animali selvatici. Il ministero ha già richiesto il parere del consiglio di Stato sulla legittimità dell’ordinanza provinciale e si sta giustamente interrogando sulla fine che farà l’orso se venisse realmente catturato e non ‘accidentalmente’ ucciso come successo in passato. Una preoccupazione che ci accomuna e che spero trovi risposta quanto prima".

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