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Cinque immobili confiscati alle mafie sul Garda restituiti alla comunità. Con Euricse la villetta di Manerba diventa ''casa della legalità''

Dopo un percorso formativo sul tema delle mafie al nord e del riutilizzo sociale, a fine aprile gli studenti della classe V Geometri dell'ITC Battisti di Salò hanno realizzato uno studio degli spazi, mentre le classi V del liceo scientifico Fermi di Salò hanno sviluppato un «word cafè» sul tema del riutilizzo

Pubblicato il - 09 luglio 2019 - 12:25

MANERBA. Confiscato nel 2005 a Michele e Graziantonio Ciccimarra, coinvolti, secondo le indagini, in un maxi traffico di droga, è uno dei cinque immobili recuperati alle mafie sul Lago di Garda e si trasformerà in ''casa della legalità''. Stiamo parlando di una villetta di Manerba paesino sul versante lombardo del Garda che si compone di 2 piani di 87 metri quadri ciascuno con al piano terra 3 locali, attualmente adibiti ad ambulatori/uffici dell’Avis Valtenesi - che li utilizza una volta al mese circa - mentre il piano interrato ospita un archivio comunale. L’immobile ha anche un piccolo giardino ed è, in generale, in buone condizioni e da aprile è al centro di una serie di iniziative per la riattivazione, con il coinvolgimento della comunità locale, a partire dalle scuole.

 

Dopo un percorso formativo sul tema delle mafie al nord e del riutilizzo sociale, a fine aprile gli studenti della classe V Geometri dell'ITC Battisti di Salò hanno realizzato uno studio degli spazi, mentre le classi V del liceo scientifico Fermi di Salò hanno sviluppato un «word cafè» sul tema del riutilizzo.

 

E qui sono entrati in campo Euricse di Trento (fondazione che promuove la conoscenza e l’innovazione nell’ambito delle imprese cooperative e sociali) e Labsus (Laboratorio per la Sussidiarietà), occupandosi di realizzare uno studio di fattibilità sul progetto e di impostare le attività di rigenerazione dell’immobile, coordinate dal ricercatore Flaviano Zandonai. Il progetto si chiama Legami Leali e vuole riattivare 5 immobili confiscati alle mafie sul lago di Garda. A questa fase sta dando un contributo molto importante anche il campo E!State Liberi "Liberi e Forti" di LIBERA contro le Mafie che si tiene dal 7 al 14 luglio. Al campo partecipano fino a 20 giovani dai 18 ai 25 anni provenienti da tutta Italia che contribuiranno a dare una nuova vita all’immobile, approfondendo la tematica dell’infiltrazione mafiosa al nord, della legalità e della cittadinanza attiva. 

 

 

''La riattivazione di quest’immobile si basa sul coinvolgimento di tutta la comunità: il nostro compito di esperti è quello di trovare un modello di business che sia al contempo sostenibile economicamente e partecipato'', commenta llana Gotz di Euricse.

 

Legami Leali, partito a ottobre 2018, avrà durata triennale con capofila l’Azienda Speciale Consortile Garda Sociale (ente gestore dei servizi sociali per i comuni dell'Ambito 11-Garda) e enti partner: Consorzio Laghi, Consorzio Tenda Solidarietà e Cooperazione Brescia Est, Cooperativa Area, Cooperativa Il Calabrone, Cooperativa La Sorgente, Cooperativa La Vela, Cooperativa La Nuvola Nel Sacco, Cooperativa Tempo Libero. Nel corso del triennio, il progetto si occuperà oltre che della riqualifica della villetta di Manerba, anche di altri 4 immobili confiscati nei comuni di Padenghe sul Garda, Soiano del Garda, Puegnago del Garda (in quest'ultimo paese gli immobili sono due), costruendo esperienze condivise di cura della comunità per dare una sostanza tutta nuova al concetto di legalità.

 

''Legami Leali - aggiunge Paolo Guglielmi, project manager dell'iniziativa - nasce dalla convinzione che la legalità non è un concetto astratto, ma un elemento essenziale che influenza la qualità della nostra vita e delle nostre relazioni, partendo dalla cura del prossimo e del proprio territorio. Promuoviamo quindi attività di sensibilizzazione della comunità e delle scuole sul tema della legalità, azioni di riutilizzo di immobili confiscati alla criminalità organizzata e beni comuni, percorsi di accompagnamento di minori e giovani adulti seguiti dai servizi sociali o a rischio di esclusione sociale, attraverso processi partecipati di cittadinanza attiva e di cura del territorio''.

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