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Da Barbarossa agli ottanta abitanti di Rhêmes Notre Dame, dai film alle mostre, il primo giorno del Trento Film Festival è già a pieno ritmo

Dopo la serata di anteprima al teatro Sociale con lo spettacolo tratto de Le otto montagne di Paolo Cognetti, sabato 27 aprile parte ufficialmente l'edizione numero 67 del Trento Film Festival. Le proiezioni al multisala Modena e al Supercinema Vittoria quest’anno cominciano al mattino: tutti i giorni fino a sabato 4 maggio, almeno un appuntamento nelle sale è programmato alle 11

Pubblicato il - 26 April 2019 - 17:19

TRENTO. Dopo la serata di anteprima al teatro Sociale con lo spettacolo tratto de Le otto montagne di Paolo Cognetti, sabato 27 aprile parte ufficialmente l'edizione numero 67 del Trento Film Festival. Le proiezioni al multisala Modena e al Supercinema Vittoria quest’anno cominciano al mattino: tutti i giorni fino a sabato 4 maggio, almeno un appuntamento nelle sale è programmato alle 11. 

 

Sempre alle 11, sarà inaugurata la mostra “Amazigh: Berberi del Marocco”, che resterà aperta fino al 15 maggio presso la suggestiva sede dello Spazio Archeologico Sass, la “Trento sotterranea”: all’inaugurazione sarà presente la console del Marocco a Verona, Amina Selmane.

 

Alle 11.30 in piazza Duomo parte una performance di grande impatto: Indifferenza, dell’artista Marco Nones, che sarà introdotta da Beatrice Calamari, in collaborazione con Fondazione Dolomiti Unesco e con il contributo di Fondo Comuni Confinanti.

 

Dopo l’apertura ufficiale delle 11, alle 17.30 MontagnaLibri ospita subito un’anteprima assoluta: “Il lupo e l’equilibrista” di Max Solinas (Garzanti) è la storia di un’amicizia singolare e senza tempo: quella tra un uomo desideroso di ritrovare sé stesso e il lupo che gli ha insegnato a guardare la realtà con occhi nuovi. 

 

Alle 18, un appuntamento a cura del Cai. “Il pastore di stambecchi. Storie di una vita fuori traccia”, di Irene Borgna e Luigi Oreiller ( ed. Club Alpino Italiano e Ponte alle Grazie) è la storia della vita di  Luigi Oreiller, uno degli ottanta abitanti di Rhêmes Notre Dame, piccolissimo comune valdostano nel Parco nazionale del Gran Paradiso. Appuntamento a Palazzo Roccabruna, via Santa Trinità.

 

Prima serata evento nel nome della musica: sul palco il cantautore romano Luca Barbarossa, che alla Sala della Filarmonica sarà protagonista della serata Tra musica e parole. Dialogando con Alberto Faustini, direttore del quotidiano L’Adige, il cantante romano racconterà il suo rapporto con la montagna, tra silenzi, natura, tradizioni e ricordi d'infanzia, proponendo alcuni dei suoi più grandi successo in un set acustico.

 

Ricco il programma al cinema. Al cinema Modena (sala 2) si parte alle 11.00 con Auspicio (di Elena Goatelli, Angel Luis Esteban Vega, Italia / 2019 / 13') e Latte Nostro (Italia / 2018 / 80'), del regista Michele Trentini, che questa volta indaga la storia e l’esperienza dei caseifici turnari, che rappresentano una delle più antiche forme di cooperazione agro-alimentare in Italia. Entrambi i film sono inseriti nella sezione Orizzonti vicini.

 

Sempre alle 11.00 in Sala 3 un’ideale introduzione al programma di Destinazione…  Marocco, con l’appassionato e coraggioso Razzia (di Nabil Ayouch, Francia, Marocco, Belgio / 2017 /119’) dal Festival di Cannes 2017, in cui i ritratti di quattro personaggi in una affascinante Casablanca contemporanea si riflettono in una vicenda accaduta trent’anni prima, in un villaggio tra i maestosi paesaggi dell’Atlante. Diretto dal grande regista marocchino Nabil Ayouch, il film è un grido contro l’intolleranza e l’estremismo, una travolgente opera insieme intima e fortemente politica.

 

Chiude il programma della mattina alle 11.00, per la sezione Muse.doc al Supercinema Vittoria Queen Without Land (di Asgeir Helgestad, Norvegia / 2018 / 70'), in anteprima italiana, uno spettacolare film sull'incontro tra Frost, splendida mamma orso polare, i suoi cuccioli e un regista, a partire dal loro primo contatto nel 2013 alle Svalbard, e sulla loro lotta per la sopravvivenza, mentre il ghiaccio si scioglie a velocità record.

 

Alle 15.15 al Modena in Sala 1 La Foresta Ferita (di Gianpiero Capecchi, Italia / 2019 / 21'), Querschnitt (di Elisa Nicoli, Italia / 2019 / 16') e Come se nulla fosse (di Clara Delva, Italia / 2018 / 45') per la sezione “Orizzonti vicini”.

 

Sempre alle 15.15 in Sala 2 prime proiezioni dei film in Concorso: Livadi (di Mirac Atabey, Turchia / 2018 / 15') e Drømmeland (di Joost Van Der Wiel, Paesi Bassi / 2019 / 72').

 

Alle 15.00 in Sala 3 per Alp&ism Weightless (di Jean-Baptiste Chandelier, Francia / 2017 / 6'), Red and white (di Mohammad Farzinnia, Iran / 2018 / 24') e The Ascent of Everest (di Antonello Padovano, Regno Unito, Italia / 2019 / 57').

 

Anche al Vittoria alle 15.00 spazio ad Alp&ism Aliento (di Ulises Fierro, Messico / 2018 / 17'), Parasol Peak (di Johannes Aitzetmüller, Austria / 2018 / 30') e Non Abbiate Paura di Sognare (Klaus Pierluigi Dell'Orto, Italia / 2019 / 46'), un film significativo perché raccoglie tra le tante la testimonianza del grande alpinista Hansjörg Auer , recentemente scomparso. Saranno presenti in sala il regista e Nicola Tondini, produttore e protagonista.

 

Terzo turno di proiezioni in Sala 1 alle 17.15 con i primi appuntamenti con Amici fragili: Forest on Location (di Persijn Broersen, Margit Lukacs, Paesi Bassi / 2018 / 12') e Acid Forest (di Rugile Barzdziukaite, Lituania / 2018 / 63')

 

Ancora Destinazione… Marocco alle 17.00 in Sala 2, con Honey and Old Cheese ( di Yassine El Idrissi, Marocco, Paesi Bassi / 2016 / 25') e Le ciel, la terre et l'homme (di Caroline Reucker, Germania / 2018 / 70').

 

In Sala 3 alle 17.00 un altro film in Concorso: In questo mondo (di Anna Kauber, Italia / 2018 / 97'). Il documentario racconta la vita delle pastore in Italia ed è il risultato di un viaggio di più di due anni e di 100 interviste a donne tra i 20 e i 102 anni. La figura del pastore, nell'immaginario e nella simbologia più diffusa, è associata al genere maschile. Ma nel settore dell'allevamento ovicaprino sempre più donne scelgono di svolgere questo lavoro tradizionalmente patriarcale.

 

Ancora film in Concorso alle 17.00 al Vittoria: Così in terra (di Pier Lorenzo Pisano, Italia / 2018 / 13') e This Mountain Life (di Grant Baldwin, Canada / 2018 / 78').

 

Alle 19.15 in Sala 1 per Orizzonti vicini, Wenn er kommt, dann schießen wir (di Jona Salcher, Luigjina Shkupa, Italia, Germania / 2019 / 29') e J (di Gaetano Liberti, Italia, Bosnia Erzegovina / 2018 / 44'). I registi saranno presenti in sala.

 

Cominciano le proiezioni di Terre Alte in Sala 2 alle 19.15 con Tecchiaioli (di Alessio Salvini, Italia / 2019 / 11') e Homo botanicus (di Guillermo Quintero, Colombia, Francia / 2018 / 88').

 

In Sala 3 alle 19.00 altri due film in Concorso: La Tour d'Ivoire (di Maïlis Fourie, Belgio / 2017 / 13') e Storie di pietre (di Alessandro Leone, Italia / 2019 / 74'): il regista Alessandro Leone sarà presente in sala, per raccontare un film ambientato nella piccola comunità di Frascaro, frazione di Norcia, che rimane legata a una terra che non smette di tremare.

  

Ancora Concorso alle 19.00 al Supercinema Vittoria: Let's go to Antarctica! (di Gonzaga Manso, Spagna / 2018 / 5') e Return to Mount Kennedy (di Eric Becker, Stati Uniti / 2018 / 80' ). Un film che intreccia politica, alpinismo, musica ed ecologia nell’indimenticabile racconto di un evento poco noto del ‘900 americano, che vede al centro le iconiche figure di John Fitzgerald e Robert Kennedy. Il regista sarà presente in sala.

 

In prima serata al Modena, Sala 1, alle 21.15 due proiezioni di Alp&ism: Life Coach (di Renan Ozturk, Stati Uniti / 2017 / 13') e Climbing the elixir (di Monica Dovarch, Italia / 2019 / 80'). La regista sarà presente in sala.

 

Stessa ora, in Sala 2, un importante proiezione di Amici fragili: Le Temps des forêts (di François-Xavier Drouet, Francia, 2018), il racconto di come le foreste francesi stanno cambiando, in una fase di industrializzazione senza precedenti, tra meccanizzazione, monocoltura, fertilizzanti e pesticidi.

 

Sempre alle 21.15 in Sala 3 due film in Concorso: Connected (di Aleksandra Maciejczyk, Polonia / 2018 / 18') e La Grand-Messe (di Valéry Rosier, Méryl Fortunat-Rossi, Belgio, Francia / 2018 / 70').

 

Alle 21.00 al Supercinema Vittoria, il film di apertura del programma cinematografico del festival: sullo schermo, la spettacolare biografia kolossal di produzione norvegese Amundsen, diretta dal regista candidato all’Oscar nel 2012 per Kon-Tiki Espen Sandberg, in collaborazione con il Norwegian Film Institute. Nel ruolo del leggendario e controverso esploratore norvegese Roald Amundsen, che dedicò l’intera vita alla scoperta di nuove terre, sacrificando tutto per realizzare i suoi sogni, la star internazionale Pål Sverre Hagen. Uscito nelle sale norvegesi lo scorso 15 febbraio, Amundsen avrà la sua anteprima internazionale al Trento Film Festival.

 

Per “districarsi” nel vasto programma, l’appuntamento fisso delle 12.00 con Cosa vedo oggi?, incontro quotidiano con il responsabile del programma cinematografico Sergio Fant e i registi ospiti al festival, presso il Rifugio Moderno della Scienza di Piazza Lodron. Saranno presenti i registi Eric Becker, Mailis Fourie, Antonello Padovano, Luigjina Shkupa e Jona Salcher, Alessandro Leone, Sergio Rocca, Nicola Tondini, Pierluigi Dell’Orto, Gianpiero Capecchi e Gaetano Liberti.

 

Tanti anche gli eventi e gli incontri. Gli appuntamenti della prima giornata partono alle 10.00, in occasione del Mercato Contadino di Piazza Dante, con una prima attività rivolta a bambini e ragazzi, a cura del MUSE: La biodiversità andò al mercato… ed un cavolo comprò. Insieme alla signorina Cipolla, all’ingenua Carota, a Mrs. Pera Williams e tanti altri loro amici, grandi e piccini scopriranno insieme il valore della biodiversità, dalla terra alla tavola. In collaborazione con la Rete di Riserve Bondone e l’Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi.

 

Al via anche le prime mostre. “Don Piero Solero 1991-1973”, una selezione di immagini di montagna e alpinismo conservate nella Biblioteca “Don Piero Solero” del CAI, sezione di Rivarolo Canavese, sarà inaugurata alle 15 a Palazzo Geremia di Via Belenzani. Don Solero -alpino, alpinista, fotografo, scrittore - è stato definito il “Cappellano del Gran Paradiso". A cura di Adolfo Camusso, Mario Merlo e Stefano Merlo, nel 90° del Gism, Accademia di Arte e Cultura Alpina, la mostra è allestita presso la sala espositiva di Palazzo Geremia ed è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

 

Alle 17 nell'atrio dell’Auditorium Santa Chiara sarà inaugurata la mostra “L’arte della pietra a secco in Trentino”, che mette i riflettori su un patrimonio di cultura materiale e immateriale da salvaguardare: la mostra infatti si compone di 40 scatti a testimonianza della capacità tecnica e dell’armonia che rappresentano i manufatti in pietra a secco. Curata dalla “Scuola trentina della Pietra a Secco” - tsm / Accademia della Montagna, è aperta per tutta la durata del festival dalle 10.00 alle 19.00.

 

Alle 18.30 allo Studio Andromeda di Via Malpaga inaugurazione della mostra “Sradicati”. Qualche mese fa lo Studio d’Arte Andromeda ha chiamato a raccolta 37 illustratori trentini, invitandoli a fare una riflessione sul bosco a seguito dei devastanti eventi atmosferici dell’ottobre scorso che hanno colpito il nostro territorio: ne è nata questa mostra, aperta tutti i giorni del festival dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00.

 

Alle 19.00 a MontagnaLibri inaugurazione della mostra “Grokch, esorcisti himalayani”,  a cura di Emanuele Confortin, in collaborazione con Montura. La mostra porta il visitatore a scoprire il Kinnaur, un distretto indiano posto al confine con il Tibet. Un luogo selvaggio, i cui abitanti sono eredi di un’antica tradizione. L'idea stessa del Cosmo, per i Kinnaura, fonde la realtà oggettiva a un mondo sottile popolato da dèi e demoni che pervadono l’ambiente naturale. Allestita a Montagnalibri, è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00.

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