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Dal grande alpinista polacco Jerzy Kukuczka a 30 anni dalla tragedia del Lhotse alle storie di donne del Marocco, il sesto giorno del Trento Film Festival

Grande attesa per l’evento delle 18 in Sala Anna Proclemer del Teatro Sociale, dove il Club alpino italiano organizza il convegno Sentiero Italia Cai – 6880 km per incontrare, con un solo Cammino, le molte culture e bellezze del nostro Paese, per presentare il progetto di ripristino e rilancio dell’itinerario che collega Santa Teresa Gallura, in Sardegna, a Muggia, in provincia di Trieste

Pubblicato il - 01 maggio 2019 - 16:31

TRENTO. Nel giorno dell’omaggio al grande alpinista polacco Jerzy  Kukuczka a 30 anni dalla tragedia del Lhotse, che sarà ricordato con una serata evento all’Auditorium Santa Chiara condotta da Hervé Barmasse e Luca Calvi, alla presenza di Celina Kukuczka e Krzysztof Wielicki, che presenta poi in anteprima alle 16 alla sala della Sosat “La mia scelta. Vita e imprese di una leggenda dell’alpinismo polacco” (Hoepli), opera autobiografica di un grande interprete delle invernali e delle imprese solitarie sulle vette himalayane. Ma sono ancora tanti gli appuntamenti nel sesto giorno, quello di giovedì 2 maggio, del Trento Film Festival.

 

Al mattino, ancora un appuntamento nel segno di Fosco Maraini con la presentazione di “Gasherbrum IV, la montagna lucente”, un libro straordinario in cui il Club alpino italiano celebra la grande fotografia di Fosco Maraini e la conquista di una delle montagne più affascinanti del Karakorum.

 

Alle 17.30 a Palazzo Roccabruna Hic et nunc: l’uomo, l’arte, la natura e il tempo. Dialoghi sulla Cultura 2019, con Michele Lanzinger, Emanuele Montibeller e Silvano Tagliagambe. Un dialogo in cui il “ventomoto” verificatosi a fine ottobre in Trentino diventa occasione per riflettere sul rapporto tra uomo, natura e arte.

 

Grande attesa per l’evento delle 18 in Sala Anna Proclemer del Teatro Sociale, dove il Club alpino italiano organizza il convegno Sentiero Italia Cai – 6880 km per incontrare, con un solo Cammino, le molte culture e bellezze del nostro Paese, per presentare il progetto di ripristino e rilancio dell’itinerario che collega Santa Teresa Gallura, in Sardegna, a Muggia, in provincia di Trieste.

 

Programma cinema. Due le proiezioni mattutine di giovedì 2 maggio, alle 11 nella Sala 2 del Cinema Modena si proiettano: Sisyphe (di Driss Aroussi, Francia / 2017 / 12') e Renault 12 (di Mohamed El Khatib, Francia / 2018 / 78'), entrambe per la sezione Destinazione…Marocco.

 

Nel pomeriggio, alle 15.15 in Sala 1 ancora per Destinazione… Marocco il corto Fajr (di Lois Patiño, Spagna / 2016 / 12') e il documentario House in the Fields (di Tala Hadid, Marocco, Qatar / 2017 / 86'). Sempre alle 15.15 in Sala 2 due film in Concorso: Circus Movements (di Lukas Berger, Mário Gajo de Carvalho, Portogallo, Etiopia, Austria / 2019 / 15') e Bruder Jakob, schläfts du noch? (di Stefan Bohun, Austria / 2018 / 80').

      

In Sala 3 alle 15.00, per la sezione Alp&Ism si proiettano Skier vs Drone (di Mike Douglas, Canada, Stati Uniti / 2018 / 4'), Sutt’u picu ru suli (di Fabrizio Antonioli, Italia / 2018 / 41') e Pim Pam Pou (di Lina Schuetze, Luis Rizo, Spagna, Perù / 2017 / 46').

 

Alle 15 al Vittoria ancora Alp&Ism con Struktur – Die Skispur in der Kulturlandschaft  (di Hanno Mackowitz, Austria / 2017 / 12') e Kilian Jornet: Camino al Everest (di Josep Serra, Spagna, Francia / 2018 / 80'), documentario dedicato al più grande corridore di montagna di sempre, Kilian Jornet, che ha completato una storica doppia salita dell'Everest, in solitaria e senza ossigeno. Il film rivela le sue paure e contraddizioni, e celebra il suo desiderio di affrontare nuove sfide.

 

Il terzo turno di proiezioni in Sala 1 dalle 17.15 da spazio alla sezione Amici Fragili con Wildland (di Alex Jablonski, Kahlil Hudson, Stati Uniti / 2019 / 77').

 

Sempre alle 17.15 in Sala 2 due proiezioni in Concorso: i documentari Stations (di Julien Huger, Francia/ 2018 / 23') e 4 years in 10 minutes (di Mladen Kovacevic, Serbia / 2018 / 63'). Alle 17 in Sala 3 per le Anteprime la proiezione de Il mangiatore di pietre (di Nicola Bellucci, Italia, Svizzera / 2018 / 109').

 

Al Supercinema Vittoria sempre alle 17 per Alp&Ism Weightless (di Jean-Baptiste Chandelier, Francia / 2017 / 6'),  Red And White (di Mohammad Farzinnia, Iran / 2018 / 24') e The Ascent of Everest (di Antonello Padovano, Regno Unito, Italia / 2019 / 57'). Quarto turno di proiezioni dalle 19.15 in Sala 1 per la sezione Terre Alte: Above 592 meters (di Maddi Barber, Spagna / 2018 / 25') e Harvest Moon (di Zaheed Mawani, Kirghizistan, Canada / 2018 / 70').

 

Alle 19.15 in Sala 2 una Proiezione Speciale L'altro spazio – Viaggio nelle aree interne d'Italia (di Marcello Pastonesi, Carlo Furgeri Gilbert, Italia / 2019 / 58'), un film sul viaggio dell'architetto Mario Cucinella alla ricerca delle tradizioni e delle usanze del nostro Paese, un molo proteso nel Mediterraneo, dove la tradizionale contrapposizione tra Nord e Sud si smaterializza.   

 

Alle 19 in Sala 3 due film in Concorso: Wild Love (di Paul Autric, Corentin Yvergniaux, Zoé Sottiaux, Léa Georges, Maryka Laudet, Quentin Camus, Francia / 2018 / 6') e Piano to Zanskar (di Michal Sulima, Regno Unito / 2018 / 86'), pellicola dedicata all'impresa di Desmond O'Keeffe, un accordatore di 65 anni, deciso ad effettuare la più impegnativa e pericolosa consegna della sua carriera: trasportare un piano a muro Broadwood and Sons dalla trafficata Londra al cuore dell’Himalaya indiano.

 

Al Vittoria alle 19 altri due film in Concorso: Let's go to Antartica! (di Gonzaga MansoSpagna / 2018 / 5') e Return to Mount Kennedy (di Eric Becker, Stati Uniti / 2018 / 80'), documentario che inizia dal viaggio di Jim Whittaker per condurre il senatore Robert Kennedy nella salita di una remota montagna nello Yukon. Cinquant'anni dopo, i figli dei membri del team originario si imbarcano in una spedizione che segue lo stesso tragitto.   

 

In prima serata al Modena, Sala 1, a partire dalle 21.15 tre proiezioni per la sezione Terre Alte: Val Grande: Itinerario di circostanza (di Ivan Gnani, Italia / 2018 / 12'), A history about silence (di Caterina Erica Shanta, Italia / 2018 / 21') e The Abscence of Apricots (di Daniel Asadi Faezi, Germania, Pakistan / 2018 / 49').

 

In Sala 2, alle 21.30 per Destinazione...Marocco: Mimosas (di Oliver Laxe, Marocco, Spagna, Francia, Qatar / 2016 / 93'), dedicato al viaggio di una carovana che trasporta un anziano sceicco malato attraverso l'Atlante Marocchino. La morte non aspetta e i carovanieri, intimoriti dal passo montano, si rifiutano di terminare il viaggio. Due di loro si incaricano però di portare la salma a destinazione.

 

Alle 21.15, in Sala 3, due film in Concorso: The Fox (di Sadegh Javadi Nikjeh, Iran / 2018 / 10') e La regina di Casetta (di Francesco Fei, Italia / 2018 / 80'), che segue la storia di Gregoria l’unica ragazzina rimasta a Casetta di Tiara, un paesino sperduto nell’Alto Mugello, abitato da undici persone. La ragazza non ci resterà ancora a lungo: a settembre del 2018 dovrà trasferirsi in valle per frequentare il liceo, e quel momento segnerà la conclusione del film.

 

Infine, alle 21 al cinema Vittoria per le Anteprime si proietta Fortuna (di Germinal Roaux, Svizzera / 2018 / 106'),  la storia di un'adolescente etiope che non riceve notizie da parte dei suoi genitori da quando è arrivata a Lampedusa. Assieme ad altri rifugiati, viene ospitata per l’inverno in una struttura di accoglienza a 2000 metri. Nella profonda e trattenuta interpretazione del priore, il grande attore svizzero Bruno Ganz, scomparso nel febbraio 2019, qui in uno dei suoi ultimi ruoli.

 

Per “districarsi” nel vasto programma, l’appuntamento fisso delle 12.00 con Cosa vedo oggi?, incontro quotidiano con il responsabile del programma cinematografico Sergio Fant e i registi ospiti al festival, presso il Rifugio Moderno della Scienza di Piazza Lodron. I registi presenti sono  Fabrizio Antonioli, Lina Schuetze e Luis Rizo, Francesco Fei e Ivan Gnani.

 

Eventi e incontri. Alle 9 allo Spazio Alpino Sat di Via Manci si inizia con il convegno La montagna nell’antichità, a cura dell’Associazione italiana di cultura classica. Grazie all’intervento di esperti di consolidata capacità comunicativa, il convegno internazionale intende focalizzare l'attenzione su alcune linee tematiche prioritarie. L’ottica con cui gli antichi guardavano e pensavano le montagne e le esperienze impegnative e avventurose in ambiente montano, per motivi esplorativi, bellici o religiosi. Il convegno esamina inoltre il tema dei paesaggi montani descritti da fonti antiche di genere diverso e varia provenienza, i valori simbolico-metaforici della montagna ed infine il lessico della montagna.

 

Alle 11 a MontagnaLibri un altro appuntamento nel segno di Fosco Maraini: “Gasherbrum IV, la montagna lucente”. Uno libro straordinario in cui il Club Alpino Italiano celebra la grande fotografia di Fosco Maraini e la conquista del Gasherbrum IV, una delle montagne più affascinanti del Karakorum, con una introduzione che ne definisce la rilevanza storica. Il libro raccoglie e presenta per la prima volta una serie di immagini inedite scattate da Fosco Maraini, componente della spedizione e documentarista d’eccezione dell’impresa di Riccardo Cassin, Walter Bonatti, Carlo Mauri e della squadra italiana che nel 1958 riuscì nella difficilissima ascensione ai 7980 metri della vetta del Gasherbrum IV, la montagna lucente, definita da Kurt Diemberger "un trapezio incollato al cielo sopra il Ghiacciaio del Baltoro da cui sembra uscire una luce irreale". Con Alessandro Giorgetta e Anna Girardi.

 

Alle 13.30 al Parco dei Mestieri presentazione di “Le maschere di Pocacosa”, di Claudio Morandini (Ed. Salani – Cai). Protagonista del libro è un bambino di nome Remigio a cui le maschere fanno paura. C’è un motivo: quando arriva il Carnevale, a Pocacosa tutti sembrano impazzire, e nascosti dentro mascheroni spaventosi, distruggono tutto e sembrano avercela soprattutto con lui, che a scuola è il più bravo. Per proteggersi Remigio scappa tra le montagne dove troverà il modo di rifarsi, ma non subito: perché per tornare preparato deve imparare ad ascoltare i suoni della natura, percepire ogni odore, capire i versi degli animali e…affrontare le proprie paure.

 

Alle 16 sempre al Parco dei Mestieri Un viaggio lungo una fiaba. Storia di una magia vissuta e sognata da Fausto De Stefani, spettacolo teatrale tratto dall'omonimo libro di Fausto De Stefani. Lettura scenica di Susanna Costaglione, alla fisarmonica e pianino giocattolo Marco Di Blasio, con la regia di Claudio Di Scanno.

 

Alle 16 alla sala della SOSAT Krzysztof Wielicki  presenta in anteprima “La mia scelta. Vita e imprese di una leggenda dell’alpinismo polacco” (Hoepli), opera autobiografica di uno dei più forti alpinisti polacchi di sempre, grande interprete delle invernali e delle imprese solitarie sulle vette himalayane.

 

La collina di Lorenzo” è un libro di Fausto De Stefani, con disegni di Michele Avigo (Montura Editing): sarà presentato alle ore 17 a MontagnaLibri. Un’oasi naturalistica a due passi dalle sponde meridionali del Garda, un luogo dove ad ogni età si possono sognare e vivere avventure. Il libro sostiene la “Rarahil Memorial School” di Kirtipur, in Nepal.

 

Alle 17 al Centro per la Cooperazione Internazionale, il fotografo Alberto Prina racconta le impressioni e le immagini che ha raccolto nella sua recente visita nelle montagne del Nord del Vietnam dove le minoranze etniche vivono in piccoli villaggi abbarbicati su ripidi pendii.

 

Sempre alle 17 sarà inaugurata all’Area Archeologica di Piazza Lodron la mostra “rifugioPLUS. Vivere la Media Montagna – Case per un alpinista in Alta Valle dei Mocheni”, realizzata dagli studenti del corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura dell’Università degli Studi di Trento e curata dal prof. arch. Claudio Lamanna, arch. Riccardo Giacomelli, arch. Arianna Panarella, arch. Giovanna Salgarello. Rimarrà aperta dal 27 aprile al 5 maggio, con chiusura il lunedì.

 

Alle 17.30 a Palazzo Roccabruna Hic et nunc: l’uomo, l’arte, la natura e il tempo. Dialoghi sulla Cultura 2019, con Michele Lanzinger, Emanuele Montibeller e Silvano Tagliagambe. Un dialogo in cui il “ventomoto” verificatosi a fine ottobre in Trentino diventa occasione per riflettere sul rapporto tra uomo, natura e arte: da un lato l’essere umano si dimostra sempre più fragile e impotente di fronte alla maestosità e alla furia della natura, dall’altra è proprio l’azione umana che incide e modifica il “cambiamento naturale” e climatico. A cura di SMTC- Scuola di Management del Turismo e della Cultura di TSM.

 

Alle 18 alla Sala della Sosat il tradizionale appuntamento di consegna del “Chiodo d’oro”, premio assegnato ad un alpinista trentino portatore di quei principi che sono stati alla base della nascita della Sosat.

 

Alle 18 in Sala Anna Proclemer del Teatro Sociale il Club Alpino Italiano organizza il convegno Sentiero Italia Cai – 6880 km per incontrare, con un solo Cammino, le molte culture e bellezze del nostro Paese, per presentare il progetto di ripristino e rilancio dell’itinerario che collega Santa Teresa Gallura, in Sardegna, a Muggia, in provincia di Trieste. Con questo progetto il Club alpino intende dunque recuperare e rilanciare il tracciato escursionistico del Sentiero Italia per collegare, attraverso i suoi oltre 6800 km, tutte le regioni italiane, con il fascino, la bellezza e le tradizioni dei loro territori interni. Come spiega il presidente generale del Cai Vincenzo Torti, a Trento sarà ripercorsa, attraverso il racconto e le immagini, la storia dell’idea di tracciare un sentiero che attraversasse tutta l’Italia. “Una storia passata attraverso l’avventura del CamminaItalia 1995, fortemente voluta dalla componente escursionistica del Cai, e approdata ora alla sua realizzazione, grazie all’impegno di centinaia di volontari, per consentire, con la lentezza di un cammino ininterrotto, di scoprire paesaggi e culture che rendono unico il nostro Paese”.

 

Alle 19.30 alla Bottega Mandacarù si raccontano Storie di donne dal Marocco, con Beatrice De Blasi: un incontro dedicato alle donne con due proiezioni per scoprire l’argan e lo zafferano del Marocco.

 

Di nuovo in scena l’alpinismo alle 21 all’Auditorium Santa Chiara. Indimenticabile Kukuczka vuole essere un omaggio alla memoria del grande alpinista polacco, a 30 anni dalla tragedia del Lhotse. Il 24 ottobre 1989 la rottura di una corda costò la vita al fenomenale polacco, che stava concludendo la salita della più difficile parete degli 8000. In meno di 9 anni li aveva saliti tutti con audacia, forza e resistenza sbalorditive. Con Hervé Barmasse e Luca Calvi dialogheranno Celina Kukuczka e Krzysztof Wielicki.

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