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Esposto striscione a favore di Filippi a Levico Terme. La città termale risponde così ai fascisti di Azzate

Nella notte è comparso un incoraggiamento all'autore del fortunato libro sulle bufale sul fascismo. “Nessuno lo rivendica, tutti lo rivendicano”. Levico rimarca il fatto di essere una "casa della democrazia"

Di Davide Leveghi - 10 luglio 2019 - 11:54

LEVICO. Nella rassegna letteraria levicense “Levico incontra gli autori” non poteva mancare uno dei più interessanti casi letterari dell'ultimo anno, “Mussolini ha fatto anche cose buone: le idiozie che continuano a circolare sul fascismo”, dello storico trentino Francesco Filippi. Organizzato in collaborazione tra La Piccola Libreria di Lisa Orlandi e la biblioteca del comune valsuganotto, il festival, giunto già alla quarta edizione e condito da 15 incontri, ospiterà sabato sera, 13 luglio, l'intervento dell'autore di questo “vademecum” utile ed importante per decostruire le inveterate bufale che circondano il rapporto degli italiani con il passato fascista (domani pomeriggio, giovedì 11 luglio, alle 17.30 al Parco di Levico si terrà invece l'incontro "I giardini del tè di Dazhangshan" alla presenza dell'autrice Patrizia Boschiero, a cui seguirà la proiezione di un film documentario sul tema).

 

Per la prima volta nella “sua” Levico, Filippi presenterà il suo pamphlet dopo aver girato tutta la penisola, accolto da un “inaspettato successo sia di vendite che di accoglienza” che oltre al logico e personale piacere per l'autore, “fa riflettere sul fatto che questo paese abbia ancora bisogno di questo tipo di libri, di porsi certe domande”. E l'accoglienza di Levico, dopo i fatti di Azzate (qui articolo), non poteva essere migliore.

 

“Levico è casa mia, dove ho cominciato a muovermi. Sono contento di ritornarci”, afferma. “Qui cominciai il mio lavoro di divulgazione con un ciclo di presentazioni con l'associazione culturale Chiarentana, di cui voglio ricordare il presidente Luciano De Carli, recentemente scomparso”. Dopo i numerosi interventi nel resto della provincia, Filippi “torna” a casa, accolto da una striscione che in risposta a quello esposto nel comune lombardo, “rinfranca e rincuora”, ribadendo un “concetto molto bello: che la democrazia ha bisogno di una casa”.

 

“Un bel segno di partecipazione della comunità che mi ha commosso”, dice Filippi, proprio come la reazione di una città, Azzate, che al di là di “ospitare” sul proprio territorio la sede di un'associazione di nostalgici, ha rivendicato con calore il suo appoggio all'autore e ai valori promossi dallo scorrevole volumetto sul fascismo. Valori di democrazia e antifascismo, riaffermati da una partecipazione cospicua di membri della società civile, politici, parti sociali coinvolte nell'affermazione di questi principi derivati dalla lotta al regime e dalla Resistenza a fondamento della Repubblica.

 

Anche in quel caso, chiosa l'autore, di fronte alla reazione degli azzatesi ai “metodi più mafiosi che fascisti di appropriazione del territorio”, “mi sono sentito a casa”. Proprio come a Levico, sabato, quando finalmente la presentazione del libro riporterà lo storico trentino nella propria città natale.

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