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Trento
19 luglio | 10:44

"Poche righe, grandi storie", la raccolta di Gigi Weber su Fai della Paganella diventa un nuovo libro. La presentazione tra musica e parole è stato un grande successo

Spumeggiante ricercatore che da anni raccoglie le microstorie di Fai della Paganella, il nuovo libro "Poche righe, grandi storie" di Gigi Weber ha raccolto grandi riscontri nella serata di presentazione della pubblicazione

"Poche righe, grandi storie", la raccolta di Gigi Weber su Fai della Paganella diventa un nuovo libro
Foto di Valerio Banal
di Redazione

FAI DELLA PAGANELLA. Un grande successo di pubblico per Gigi Weber, spumeggiante ricercatore che da anni raccoglie le microstorie di Fai della Paganella, ha presentato sabato scorso il suo ultimo libro: "Poche righe, grandi storie" nella sala polifunzionale del paese.

 

Così Weber bissa il successo di pubblico di due anni fa, sempre alla sala polifunzionale. Questa volta, però, col suo nuovo libro ha esteso le sue ricerche a tutto l'Altopiano. La sala era gremita di persone che, curiose, sono state attratte non solo dalla presentazione ma, soprattutto, da una serata - chiamata Festa Grande e presentata dal giornalista Rosario Fichera - con un programma accattivante ed eterogeneo. "Da tempo non vedevo tutti i parcheggi di Fai pieni", ha dichiarato un cittadino entusiasta. "Ho avuto difficoltà a parcheggiare", gli fa eco un altro. 

 

Oltre alla presentazione del libro di Weber ne è stato pure un altro: "Multiforme ingegno - Attila Zoller e il jazz", scritto dal giornalista Stefano Orlando Puracchio e dal chitarrista Andrea Parente. Il TrentinoInJazz 2024 (assieme al Valli del Noce Jazz) ha patrocinato a titolo morale l'anteprima.

 

Puracchio: "Andrea e io siamo felici che sia stato possibile trovare identità di vedute consonanti tra noi, Weber e il TrentinoInJazz. D'altronde la figura di Zoller, professionalmente parlando, è molto stimata nell'ambiente jazzistico e, a livello personale, è affine a quella di Weber. Zoller era dotato di calore umano, come Gigi". Oltre al brano: "The birds and the bees" di Zoller (suonato assieme al Maestro Francesco Cima alle tastiere), Parente ha deliziato il pubblico con un medley di brani swing tratti dallo spettacolo che sta portando in giro per l'Italia. 

 

Successivamente, in un crescendo di aspettative - ben orchestrato da Fichera - l'attenzione è stata catturata dal valido coro "Genzianella" di Roncogno. L'esibizione dei cantori è stata molto apprezzata dal pubblico.

 

A maggior ragione quando, sul palco, è salito anche lo stimato tenore romano Marco Nardella, che ha cantato alcune canzoni col "Genzianella". L'idea di unire tenore e coro è stata di Weber, anche questa una scommessa vinta, a giudicare dall'alto volume degli applausi in sala.

 

A concludere, Nardella ha cantato in solo alcuni suoi cavalli di battaglia. Il bilancio della serata è sicuramente positivo. La speranza è che le istituzioni (pubbliche e private) continuino a supportare (al meglio) questo genere di iniziative. 

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