Il campo di calcio a Candriai finisce in soffitta e il Comune vira sull'Acropark
Dopo i pareri negativi delle circoscrizioni di Sopramonte e Bondone, i voti in Consiglio comunale hanno definitivamente cassato il progetto. Parte così il piano B, quello dell'Acropark, più volte invocato dagli enti locali e inserito anche nel masterplan di sviluppo dell'Alpe di Trento

TRENTO. L'ipotesi del campo di Candriai finisce definitivamente in soffitta. Dopo i pareri negativi delle circoscrizioni di Sopramonte e Bondone (Qui articolo), i voti in Consiglio comunale hanno definitivamente cassato il progetto.
Parte così il piano B, quello dell'Acropark, più volte invocato dagli enti locali e inserito anche nel masterplan di sviluppo del Bondone. "Andiamo avanti con un nuovo progetto - commenta Dario Maestranzi, consigliere delegato al Bondone - iniziamo a lavorare per realizzare un parco avventura di richiamo per famiglie e turisti. Riscontriamo maggior entusiasmo e convergenza, quindi ci sono i presupposti per andare fino in fondo".
Le risorse sarebbero quelle già pianificato per il campo da calcio per un progetto, ancora in fase di studio, da 240 mila euro circa. L'amministrazione comunale ha interessato l'Azienda forestale per capire quale potrebbe essere la zona più indicata e se gli alberi sono sufficientemente adatti per supportare un Acropark.
I parchi avventura si sono da tempo affermati oltrealpe e nel mondo anglosassone, dove sono già stati realizzati negli anni '90. Anche in Italia queste strutture piacciono e la diffusione è sempre maggiore. "E' un modo - dice il consigliere - per valorizzare il patrimonio con attività innovative a basso impatto ambientale".
Tra le ipotesi iniziali del consigliere delegato, reduce dal semaforo verde per i tracciati di sci alpinismo (Qui articolo), l'Acropark passa così da Viote a Candriai (Qui articolo). "Abbiamo avviato - conclude Maestranzi - i primi passi per capire la fattibilità. I soldi ci sono, una convergenza politica di massima anche, quindi siamo fiduciosi. Resta poi da capire gli aspetti più tecnici, ma anche l'eventuale gestione di questa struttura".














