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Scialpinismo, semaforo verde della Provincia per i tre percorsi sul Bondone. Maestranzi: ''Abbiamo anche il supporto di un'azienda leader nel settore''

Dopo un periodo di stallo per analizzare soprattutto le leggi provinciali, la prima svolta è arrivata a luglio di due anni fa, quando in assestamento di bilancio sono entrati cinque interventi tra Candriai e Vason per circa 400 mila euro, compreso quello per arrivare allo scialpinismo

Di Luca Andreazza - 12 gennaio 2019 - 17:07

TRENTO. Inizia a prendere forma il progetto dei percorsi di scialpinismo-ski touring sul Bondone. Tra le prime ipotesi messe sul tavolo dal Dario Mestranzi, consigliere comunale in orbita Patt e delegato all'alpe di Trento, per rilanciare la montagna della città incassa l'ok a procede da piazza Dante.

 

"Portiamo avanti - commenta Maestranzi - con caparbietà ed entusiasmo un progetto che avrà al suo completamento una valenza nazionale con conseguenti ricadute turistiche e economiche per Trento e il Monte Bondone. Il capoluogo sarebbe la prima città e la montagna la seconda stazione turistica a far convivere sci di discesa e scialpinismo".

 

Dopo un periodo di stallo per analizzare soprattutto le leggi provinciali, la prima svolta è arrivata a luglio di due anni fa, quando in assestamento di bilancio sono entrati cinque interventi tra Candriai e Vason per circa 400 mila euro (Qui articolo), compreso quello per arrivare allo scialpinismo.

 

"L'obiettivo - aggiunge il consigliere - è quello di far diventare Trento la capitale italiana dello sci alpinismo, un punto di riferimento per sportivi e aziende, eventi e gare. Questa nostra convinzione è stata confermata e assolutamente rafforzata da una nota azienda leader nel settore dell'abbigliamento per la montagna che ha accolto entusiasticamente con una formale 'manifestazione d'interesse' il nostro invito a essere partner del progetto e del Monte Bondone".

Tra i più interessanti quello per regolamentare lo scialpinismo, una pratica diffusa ma a conti fatti "fuorilegge". Una disciplina che si è intensificata negli ultimi anni anche sul Bondone per il bacino d'utenza della comunità territoriale che può contare oltre 120 mila abitanti, la facilità di accesso ai percorsi e la vicinanza ai centri abitati, senza dimenticare la conformazione dei percorsi non particolarmente difficili e la presenza di strutture ricettive ed esercizi pubblici aperti a monte dei vari itinerari.

 

A questo si aggiunge la stima che tra i prossimi 5 e 7 anni, le persone che frequenteranno la montagna pelle di foca ai piedi subirà un incremento del 50%  ('La nuova giovinezza dello scialpinismo' di Reiner Gerstner, brand manager del gruppo Salewa/Oberalp - 2013, ndr). Nello specifico sono previsti tre itinerari (Qui articolo).

 

Un via libera della Provincia che spiega: "L'intervento proposto consiste essenzialmente nella segnatura a terra di tre tracciati destinati a scialpinismo e quindi a fruizione esclusivamente invernale da realizzarsi nell'area sciistica del monte Bondone, che pur partendo da tre punti diversi hanno come unico traguardo la sommità del Palon. Il progetto non prevede pertanto la creazione di nuovi sentieri ma la messa in posa di pali segnavia e cartelli di indicazione del tracciato".

 

Nessuna criticità dal punto di vista degli interventi e anche l'impatto ambientale è ridotto al minimo. "Gli interventi - si legge nella determina - sulla vegetazione previsti si limitano all'apertura di varchi in compagini boscate o arbustive e comporteranno un limitato prelievo di di piante e nessun impatto visivo. Gli interventi di movimento terra proposti interessano alcuni punti di un sentiero esistente del quale è previsto l'allargamento".  

 

Il progetto ora riparte e sono tre i step da affrontare. Il Comune di Trento deve presentare il piano agli uffici di edilizia privata, mentre contestualmente si può avviare l'iter amministrativo per definire la regolamentazione dei percorsi attraverso un comma ad hoc in quello di polizia locale. Forse la parte più complicata è quella di definire le modalità di gestione, ma in parte già risolto: una nota azienda trentina si è mostrata più che interessata a diventare partner di questa iniziativa.

 

"In questo modo -  conclude Maestranzi - prevediamo di regolamentare una tradizione consolidata, ma che non potrebbe essere esercitata. E' importante evidenziare che prevediamo un regolamento molto severo: emozioni e divertimento devono essere svolti in massima sicurezza, ma soprattutto nel pieno rispetto di tutti".

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