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| 02 mag 2019 | 13:47

Il premio Sat alla guida alpina indagata per aver aiutato i migranti tra Italia e Francia. Premiato anche l'alpinista trentino Larcher

Un appuntamento tradizionale del Trento Film Festival è la consegna del Premio Sat che viene assegnato da oltre 20 anni a alpinisti e personaggi di riconosciuto spessore culturale, ma anche enti, associazioni o singole persone, che abbiano portato un contributo significativo nell’ambito dell’impegno sociale, in azioni umanitarie e di soccorso

Il premio Sat alla guida alpina indagata per aver aiutato i migranti tra Italia e Francia
di Redazione

TRENTO. Un appuntamento tradizionale del Trento Film Festival è la consegna del Premio Sat che viene assegnato da oltre 20 anni a alpinisti personaggi di riconosciuto spessore culturale, ma anche entiassociazioni o singole persone, che abbiano portato un contributo significativo nell’ambito dell’impegno socialein azioni umanitarie e di soccorso.

 

Sono tre le sezioni che compongono il premio, cioè alpinismo, cultura e scienze, impegno sociale. Tra i premiati Benoit Ducos, la guida alpina francese indagata dalla magistratura transalpina per aver soccorso il 17 marzo 2018 una famiglia di migranti al confine tra l’Italia e la Francia.

 

Una vicenda seguita da tutta Europa con il fiato sospeso, quando Ducos ha soccorso il 17 marzo 2018 una famiglia di migranti. Per aver trasportato la donna incinta a bordo della propria auto all’ospedale più vicino, la guida alpina ha dovuto rispondere del reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. 

 

La guida alpina è stata prescelta per il Premio Sat all’impegno civile e ha voluto destinare il riconoscimento all’associazione Tous Migrantes di Grenoble, della quale è membro. Tra le montagne, come in mare, aiutare le persone in difficoltà non è una scelta, ma un dovere.

 

Non abbandonare chi è in pericolo, chi è rimasto indietro, è un principio di solidarietà che è nel Dna della gente di montagna. I volontari dell'Associazione Tous Migrantes, come la guida alpina Benoît Ducos, lo mettono in pratica, intervenendo sulla cosiddetta “rotta alpina” tra Italia e Francia, affrontata con la stessa disperazione, dopo il mare, dai migranti.  

 

Nella sezione alpinismo si aggiudica il riconoscimento della Sat 2019 l’alpinista trentino Rolando Larcher. In primo piano dunque quest’anno la così detta “arrampicata sportiva”, che dalla seconda metà degli anni ‘70 in poi ha proiettato la Valle del Sarca nel firmamento del “climbing” di provenienza statunitense, anche se di fatto Larcher non disdegna affatto l’alpinismo tradizionale, che pratica comunque, ripetendo ed aprendo vie, per lui fonte ulteriore di divertimento ed avventura.

 

Moderno nell'approccio alla preparazione tecnica, pronto ad accogliere il nuovo e sperimentare sul piano atletico, ma motivato da una componente esplorativa e di ricerca. In questa efficace sintesi tra arrampicata estrema e montagna, sono nate alcune delle sue più significative realizzazioni, sulle pareti delle Dolomiti, ma non solo (e nessun continente è oggi escluso) ma anche vere pietre miliari nell'arrampicata sportiva.

 

Il premio per la sezione storico-scientifica 2019 va all’associazione “Dislivelli” di Torino, per l'impegno dimostrato nella promozione, lo studio, la documentazione, la ricerca, la formazione e l'informazione sulle “terre alte” nelle Alpi ed i suoi abitanti. In particolare con il proporre riflessioni sull'utilizzo del territorio montano e delle sue risorse, affidate ad un qualificato team di collaboratori, ricercatori e amministratori. .

 

La giuria del premio, che consiste in una xilografia, appositamente realizzata del famoso artista trentino Remo Wolf e da una spilla in argento, è composta dal presidente Franco Giacomoni, dalla presidente della Sat Anna Facchini, dal giudice Carlo Ancona, dalla alpinista Palma Baldo, dal giornalista Marco Benedetti e dal presidente della Commissione Cultura Sat Armando Tomasi. A conclusione della cerimonia di assegnazione il tradizionale e sempre attesissimo concerto del Coro della Sat.

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