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Da Alessandro Rudatis a Lisa Vittozzi, i vincitori del premio Pelmo d'oro. Ecco chi sono i vincitori della 26esima edizione

Il premio Pelmo d'oro è un riconoscimento per meriti nell'alpinismo e nella solidarietà alpina, nella tutela e valorizzazione dell’ambiente e delle risorse montane, nella conoscenza e promozione della cultura, della storia, e delle tradizioni delle comunità delle Dolomiti Bellunesi

Di Antonio Gheno - 12 giugno 2024 - 19:31

BELLUNO. Torna il premio Pelmo d'oro, appuntamento arrivato alla sua 26esima edizione. L'appuntamento, istituito nel 1997 dalla Provincia di Belluno, è finalizzato al riconoscimento dei particolari meriti acquisiti da persone, enti pubblici e privati da associazioni e sodalizi nell’ambito dell’alpinismo e della solidarietà alpina, della tutela e valorizzazione dell’ambiente e delle risorse montane, della conoscenza e promozione della cultura, della storia, e delle tradizioni delle comunità delle Dolomiti Bellunesi.

 

L'evento è in programma alle 10.15 di sabato 27 luglio nella Sala degli elefanti della birreria a Pedavena


La giuria del Premio Pelmo d’Oro 2024, composta dai rappresentanti della Casa Comune, dal presidente della Provincia di Belluno e dal presidente del Consorzio Bim Piave ha deciso di assegnare il riconoscimento ad Alessandro Rudatis per l’Alpinismo in attività, a Diego Dalla Rosa per la Carriera alpinistica, a don Sergio Sacco Sonador per la Cultura alpina, a Matteo Righetto il Premio Speciale Dolomiti Unesco, a Pieranna Casanova il Premio speciale “Giuliano De Marchi" e a Lisa Vittozzi il Premio Speciale Pelmo d’Oro.


La cerimonia del Premio si aprirà con il simbolico passaggio di consegne tra il Comune di San Tomaso Agordino, che ne ospitò la precedente edizione, e il Comune di Pedavena e proseguirà, quindi, con la consegna dei premi 2024 che vedranno oltre alla consueta scultura del Monte Pelmo, opera del maestro Gianni Pezzei, anche due opere realizzate dallo scultore Paolo Schenal di Pedavena. A rendere speciale questa 26esima edizione contribuirà il Coro Cai di Belluno.


La manifestazione, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco, gode del patrocinio della Regione del Veneto e dell’Unione montana feltrina ed è possibile grazie alla fondamentale organizzazione e al sostegno economico della “Casa Comune” composta da Cai-Cnsas-Guide Alpine, del Consorzio Bim Piave, nonché della sponsorizzazione di Grafiche Antiga di Crocetta del Montello; collaborano alla giornata del Pelmo d’Oro anche numerose associazioni e volontari tra i quali la Pro Loco di Pedavena, il Consorzio Dolomiti Prealpi e la Birreria Pedavena.


Andando nello specifico delle motivazioni che hanno spinto la giuria a scegliere le persone sopra citate si legge che, nel caso di Alessandro Rudatis. "La sua passione per l'arrampicata, coltivata fin da bambino sulle montagne vicino a casa, lo porta a preferire vie sostenute con pochi chiodi o 'spittature' distanti sulle pareti delle Dolomiti. Nell'aprire nuove vie esplora i suoi limiti fisici e psicologici, vero motore della sua passione, dedicando energia e tempo appeso in parete fino a conquistare la sfida dell'arrampicata in 'libera'. Per lui, arrampicare è principalmente una sfida con se stesso e il mondo verticale, cercando di godere dei momenti in parete, libero da qualsiasi competizione esterna, assaporando appieno la compagnia e l’energia della cordata con risate e spensieratezza".


Per quanto riguarda Diego Dalla Rosa, il premio alla carriera alpinistica è dato dal fatto che si tratta di un “forte alpinista e scialpinista, freerider provetto, eccellente rocciatore, pioniere del volo libero, viaggiatore ed esploratore. Soprattutto, spesso in maniera controcorrente e anticonformista, ha cercato i propri limiti personali vivendo la montagna intensamente in ogni sua stagione e tramite una sua sistematica esplorazione ne ha colto la sua essenza più selvaggia. E' l'avventuriero Feltrino per antonomasia”.


Il premio alla cultura alpina è andato appunto a don Sergio Sacco Sonador che “in stretta sintonia col fratello don Claudio, prematuramente scomparso, che con le sue composizioni melodiche ha elevato al Cielo nel canto la bellezza delle nostre vallate, ha dotato i bellunesi di preziosi e talora insostituibili strumenti di conoscenza e autocoscienza della loro identità storica, politica, culturale, artistica e religiosa, contribuendo in modo significativo alla crescita delle giovani generazioni e alla conoscenza, valorizzazione e divulgazione delle Dolomiti Bellunesi, sì che di fronte a tanto impegno tutta la nostra terra non può che esprimere un profondo senso di gratitudine”. E ancora il il premio Speciale Dolomiti Unesco a Matteo Righetto che “con i suoi romanzi ha reso le Dolomiti protagoniste, al pari dei personaggi che ne vivono le asperità e l'incanto e con il suo impegno culturale e civile ci richiama alla responsabilità di custodirle e percorrerle con consapevolezza e rispetto”.


A Pieranna Casanova il premio speciale Giuliano De Marchi “per la sua energia e determinazione nel rivitalizzare l'antico borgo di Gena Alta, per il suo impegno nella ricostruzione, pulizia e abitazione del borgo, oltre che per la preservazione della sua storia, diventando un modello per il ripopolamento delle aree montane. Casanova, insegnante, scrittrice e storica locale, con le sue iniziative nella Valle del Mis, è un punto di riferimento culturale, salvaguardando la memoria di una civiltà centenaria perfettamente integrata nel territorio selvaggio” si legge nella relazione della provincia. Si chiude con il premio speciale provincia di Belluno a Lisa Vittozzi che “con tenacia, impegno, determinazione ha saputo trasformare una delle sue passioni infantili in un sogno agonistico che l’hanno portata nell’Olimpo del biathlon, sport invernale che coniuga lo sci da fondo con la precisione nel centrare il bersaglio. Con i suoi successi ha portato nel mondo la sua terra d’origine e le sue montagne”.

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