Dalla trentina Sara Segantin a Riccardo Illy, ecco i riconoscimenti del Premio Masi tra bellezza, sostenibilità e valori umani
La trentina Sara Segantin ottiene il Premio Masi “per l’impegno, le pubblicazioni e le collaborazioni che collocano lei e la sua opera in una dimensione di incanto per il Bello e il Buono della natura, con attenzione alla sostenibilità e alla giustizia climatica necessaria alla sua conservazione"

TRENTO. Una botte di vino Amarone come premio per quanti ogni anno diffondono cultura nei settori più disparati, tutti comunque accomunati dall’impegno nella tutela dei diritti socio economici, nel rispetto dell’habitat e delle più sincere consuetudini conviviali delle cosiddette Venezie.
E’ l’autorevole Premio Masi, iniziativa promossa da 43 anni da Masi Agricola, azienda della Valpolicella, protagonista sul mercato internazionale del vino più rappresentativo.
"Il circolo virtuoso della Bellezza" è il tema del Premio 2024, scelto per sottolineare la ricerca dell’armonia e dell’umanesimo come contrappunto alla asettica forma della specializzazione e settorializzazione estreme, in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia.
Diverse le sezioni assegnate, con un preciso importante riferimento alle Dolomiti. Perché tra i premiati troviamo Sara Segantin, nata a Cavalese, scrittrice, naturalista, attivista impegnata da anni in tante iniziative a difesa dell’habitat.
A lei il prestigioso Premio Civiltà Veneta, assegnato assieme all’imprenditore triestino Riccardo Illy, allo scultore vicentino Arcangelo Sassolino. Non mancano premi prettamente enoici: quello internazionale Civiltà del vino va a Donatella Cinelli Colombini, produttrice toscana e pioniera nel promuovere movimenti culturali vitivinicoli. Il Grosso d'Oro Veneziano è conferito all'Opera Don Calabria, una multinazionale del bene nata a Verona, oggi attiva nei 5 continenti.
"Celebriamo quest’anno coloro che contribuiscono a costruire un circolo virtuoso, dove armonia, sostenibilità e bellezza, in Veneto e nel Mondo, diventano strumento di ispirazione e miglioramento per tutte le generazioni”, ha dichiarato la presidente della Fondazione Masi, Isabella Bossi Fedrigotti. Per il vicepresidente della Fondazione e presidente di Masi Agricola, Sandro Boscaini, il circolo virtuoso della bellezza "ci porta a valutare la fruizione del bello come spinta ad avere cura dei valori e dei beni comuni. La vite e il vino declinano questo concetto al meglio attraverso l’armonia, la bellezza dei paesaggi viticoli e l’appagamento estetico e sensoriale del prodotto”.
Precise le motivazioni per ogni singolo premiato. Sara Segantin ottiene il Premio Masi “per l’impegno, le pubblicazioni e le collaborazioni che collocano lei e la sua opera in una dimensione di incanto per il Bello e il Buono della natura, con attenzione alla sostenibilità e alla giustizia climatica necessaria alla sua conservazione. Una raffinata sensibilità le consente di percepire non solo la Bellezza ma anche la fragilità del mondo e le sue ripercussioni sull’umanità”.
Il premio internazionale a Donatella Cinelli Colombini riconosce la sua pluriennale attività di produttrice e la sua sensibilità a favore dell’ambiente e del vino. A Riccardo Illy per il suo straordinario impegno e la sua visione imprenditoriale etica e culturale. Ad Arcangelo Sassolino: "la sua arte, che guarda al futuro, trasforma la cultura in un campo di intensa e continua riflessione".
Il Grosso d’Oro Veneziano è stato assegnato all’Opera Don Calabria, "Portatrice dei valori di semplicità e del carisma del Santo fondatore, si esprime con grande sensibilità nelle sue iniziative sociali e umanitarie, sanitarie e pastorali con particolare riguardo all’emarginazione, al disagio e alla salute del corpo e dello spirito. Trasforma il dolore in speranza e dignità e rende tangibile la bellezza della solidarietà con l’impegno per il bene comune; può essere pertanto definita una 'multinazionale del Bene', presente com’è nei cinque continenti dove parla italiano e rappresenta un orgoglio veronese e nazionale".
La cerimonia di premiazione, con una serie di appuntamenti culturali tra Verona e la Valpolicella è fissata per il prossimo 25 ottobre. Dopo la firma sulla Botte di Amarone, che è il simbolo del premio, presso le storiche cantine Masi, a Gargagnago, la cerimonia continuerà nel nuovo attiguo complesso polifunzionale Monteleone, dove ci sarà un momento di riflessione e confronto tra i premiati.












