Pelmo d'Oro, vincono Diego Dellai, i fratelli Michal e Miroslav Coubal e Giorgio Fontanive. Ecco a chi vanno i 3 premi speciali
Rivelati i vincitori della 27esima edizione del Pelmo d’Oro che viene riconosciuto per meriti nell'alpinismo e nella cultura alpina. A ospitare l’evento sarà Calalzo di Cadore, con numerosi eventi tra mostre, incontri con gli autori di montagna, approfondimenti, concerti e momenti di convivialità già a partire dal 4 luglio. La premiazione avrà luogo sabato 26 luglio alle 10.15, in località San Giovanni

BELLUNO. Rivelati i vincitori della 27esima edizione del Pelmo d’Oro: sono Diego Dellai, i fratelli Michal e Miroslav Coubal e Giorgio Fontanive. A essi si aggiungono i 3 premi speciali, assegnati a Riccarda de Eccher, Alfio De Sandre e Francesco Chiamulera. “Annunciamo sempre con emozione i vincitori del Premio, istituito dalla Provincia nel 1998 sotto la presidenza di Oscar De Bona e portato avanti negli anni in un percorso che, a luglio, vedrà oltre un mese di iniziative delle quali la cerimonia di premiazione sarà il cuore” afferma Roberto Padrin, presidente della Provincia.
Sarà Calalzo di Cadore a ospitare la cerimonia, che comprenderà numerosi eventi tra mostre, incontri con gli autori di montagna, approfondimenti, concerti e momenti di convivialità già a partire dal 4 luglio. La premiazione avrà luogo sabato 26 luglio alle 10.15, in località San Giovanni. “Per la realizzazione dell’evento - spiega il sindaco Luca Fanton - abbiamo coinvolto tutte le associazioni di volontariato del paese e diversi sponsor. Il Pelmo d’Oro è oggi non solo un riconoscimento, ma sta diventando sempre più un momento in cui in montagna si può parlare di montagna con gente di montagna. Per questo, monteremo una tensostruttura in località San Giovanni, che è la porta di accesso al sistema 5 del sito Unesco e si trova in prossimità di dove è nata la prima fabbrica di occhiali: due elementi rilevanti per il nostro paese, attorno ai quali abbiamo voluto costruire la nostra offerta per turisti e residenti con una serie di eventi collaterali legati alla montagna”.
La cerimonia centrale inizierà con il passaggio di consegne dal comune di Pedavena, che ha ospitato la scorsa edizione. Il Pelmo d’Oro è un premio finalizzato al riconoscimento di particolari meriti acquisiti da persone fisiche, enti pubblici e privati, associazioni e sodalizi nell’ambito dell’alpinismo, della solidarietà alpina, della tutela dell’ambiente e della promozione della cultura delle comunità delle Dolomiti bellunesi. I componenti della giuria per questa 27esima edizione sono: Roberto Padrin, Stefano Santomaso (Club alpino accademico italiano), Federico Bressan e Giorgio Brotto (Club alpino italiano), Gianpaolo Sani (Cnsas e guida alpina), Roberto Bressan (Guide alpine Veneto) e Marco Staunovo Polacco (Consorzio Bim Piave).
I tre premi
Per la sezione Alpinismo in attività, il riconoscimento va a Diego Dellai. “Originario di Tonezza del Cimone - spiega Gianpaolo Sani - è stato adottato dal mondo agordino avendo frequentato l’istituto minerario. Abbiamo voluto premiare il fatto che, con lui, sia stata scritta un’importante pagina di storia alpinistica della parete nord dell’Agner. Accanto alle imprese di Messner, Riccardo Bee e altri grandi alpinisti, ha saputo realizzare la Diretta, chiamata poi “Diretta dei quattro gatti” in onore del gruppo cui appartiene. Di fatto lui raddrizza la diretta dei Sudtirolesi tracciata da Messner in uno stile pulito senza l’uso di mezzi forzati: ci è sembrato così di premiare un continuatore dell’alpinismo tradizionale. Inoltre, nel 2023 ha tracciato un’importante cascata di ghiaccio sulla nord-est dell’Agner, che abbiamo ritenuto una salita fondamentale nella storia della parete più alta delle Dolomiti”.
Per la sezione Carriera alpinistica, il riconoscimento va ai fratelli Michal e Miroslav Coubal.
“Il premio - spiega Stefano Santomaso - è assegnato a due fratelli cecoslovacchi che tra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta hanno sempre fatto cordata fissa. Hanno aperto sulle più significative pareti dolomitiche una serie di salite di ampio respiro, avveniristiche per la difficoltà che ancora oggi rappresentano. Inoltre, hanno trasferito l’etica appresa in patria e sulle torri di arenaria di Boemia e Sassonia in salite effettuate con uno stile minimalista, rispettando la parete e sfruttando le linee naturali. Hanno superato le più grandi pareti tra Alpi e Nepal: il premio ha quindi anche la funzione di far conoscere l’attività di due eccezionali scalatori rimasti forse nell'ombra per molti anni”.
Per la sezione Cultura alpina, infine, il riconoscimento va a Giorgio Fontanive: “Nato a Masarè di Rocca Pietore, perito minerario e giornalista - spiega Federico Bressan - è molto legato alla sua terra e al Cai, di cui è stato presidente. Ha un pregio grande che abbiamo voluto evidenziare: attratto dal suo microcosmo dell’Agordino, ha fatto per decenni una ricerca puntualissima, umile e silenziosa nel conoscere ed evidenziare qualsiasi angolo della sua terra, di cui ha raccontato in maniera scientifica e precisa ogni aspetto, dalla storia alla geologia e la geografia in opere davvero interessanti. La cosa più importante, però, sono gli oltre 100 articoli apparsi su tutte le riviste, soprattutto ‘Le Dolomiti bellunesi’ e ‘Le Alpi venete’, che spiegano in maniera scientifica la montagna e divulgano il suo amore nel frequentarla”.
I tre premi speciali
A questi riconoscimenti, si affiancano poi i tre premi speciali.
Il Premio Dolomiti Unesco va a Riccarda De Eccher, definita da Sani “un animo bello, come belli sono i suoi acquerelli. Abbiamo premiato una donna - spiega - che si è schierata a favore della montagna e lo ha fatto attraverso l’alpinismo e l’arte, creando un connubio tra i due mondi. Per sua stessa dichiarazione, inoltre, il Pelmo è la montagna che più la coinvolge dal punto di vista alpinistico e artistico, al punto da dichiararsi malata di pelmite”.
Il Premio Giuliano De Marchi va invece ad Alfio De Sandre. “Figura bellunese di San Vito - spiega Padrin - è stato fondatore e direttore per anni del centro di Oncologia di Auronzo. Anche in pensione ha continuato a collaborare con l’Ulss 1 e questo suo impegno rappresenta una vita dedicata alla cura e alla prevenzione, interpretando i valori di prossimità e solidarietà propri dello stesso De Marchi”.
Infine, il Premio speciale della Provincia di Belluno è stato assegnato a Francesco Chiamulera. “Una scelta innovativa - conclude Padrin - e originale, che collega il premio a Cortina, sede delle Olimpiadi, per dare un segno di vicinanza alla località che per alcune settimane sarà un po’ il centro del mondo. Francesco dà valore alla montagna attraverso la rassegna ‘Una montagna di libri’, diventata un punto di riferimento della montagna che parla e della cultura delle Dolomiti”.












