“Ci sto bene”: premiati vincitrici e vincitori del concorso che vuole convincere i giovani a restare a vivere a Belluno
Sei giovani bellunesi premiati per il loro amore per il territorio. È giunto al termine il concorso “Ci sto bene”, promosso dalla Fondazione Welfare Dolomiti con l’obiettivo di far raccontare alle nuove generazioni perché vale la pena vivere a Belluno

BELLUNO. Sei giovani bellunesi sono stati premiati per il loro amore per il territorio. È giunto al termine il concorso “Ci sto bene”, promosso dalla Fondazione Welfare Dolomiti con l’obiettivo di far raccontare alle nuove generazioni perché vale la pena vivere a Belluno.
"Grazie a questi ragazzi e ragazze bellunesi, che hanno realizzato non solo dei video ma racconti intensi, capaci di trasmettere con autenticità lo spirito del territorio. Parlano di ambiente montano come luogo di identità e appartenenza, delle Dolomiti come patrimonio da custodire, di tradizioni locali e resilienza. Hanno insomma dato voce a un territorio che spesso parla sottovoce, ma che grazie a loro si è fatto sentire con intensità" commenta Sonia Bridda, coordinatrice Uil Veneto Belluno e membro del Cda della Fondazione.
Fondazione Welfare Dolomiti è un ente filantropico del terzo settore nato per contrastare spopolamento, denatalità, povertà, invecchiamento ed emigrazione giovanile nel Bellunese.
"Una parte delle nostre azioni - spiega la presidentessa Francesca De Biasi - riguarda l'approfondimento dell’identità del territorio. Tra le iniziative promosse rivolte ai giovani, ad esempio, nel 2019 abbiamo chiesto loro di creare il logo della Fondazione e in esso c’è tutto quello che loro vedono nella provincia, cioè montagna, solidarietà, ecologia, natura e famiglia. Inoltre, abbiamo intervistato 1600 persone, dai 16 agli 88 anni, e 50 giovani bellunesi espatriati, per chiedere cosa le porta a rimanere e cosa ad andarsene. Cosa è emerso? Si rimane per l’attaccamento al paesaggio, la natura, i valori, la sicurezza, mentre si va via per la mobilità, le opportunità lavorative e la mancanza di servizi alla persona. Una propensione ad andarsene che è alta tra 16 e 18 anni, mentre poi aumenta la percentuale dei “non so”: è allora su questa fascia e su questi temi che dobbiamo intervenire".
Da qui anche l’idea di tradurre tutto questo in un breve video o reel, realizzato da ragazzi tra i 15 e i 25 anni ai quali è stata data una consegna semplice, ma non scontata: “Convinci un tuo coetaneo a rimanere o tornare a vivere a Belluno”. E in un periodo di forte spopolamento, soprattutto delle fasce più giovani, non è un’impresa facile: eppure i giovani sono riusciti a far capire perché loro, in controtendenza, decidono di rimanere.
Ecco allora i vincitori. Il primo premio è andato ex aequo a Elisa Maria Imperatore e Alice Manera, il secondo a Gioele Frescura e il terzo a Ilaria Sossai. Menzione speciale per la qualità di scrittura, riprese e regia al video di Andrea Del Favero e Federico Galeazzi. Alcuni video sono già disponibili online, ma tutti saranno veicolati in ogni modo possibile per dimostrare che a Belluno le opportunità non mancano se ci sono la voglia e la passione di vivere la montagna.
Sono infatti video diversi, prospettive che toccano spunti diversi, da chi ha vissuto a Milano rendendosi conto che non è dei negozi e della frenesia che ha bisogno, a chi si alza al mattino consapevole di poter scalare una montagna se ne ha voglia, a chi semplicemente ama un locale del centro perché è lì che ha conosciuto il profumo di una cioccolata che non dimenticherà mai. Ma tutti con la montagna come protagonista, sempre presente e mai solo sullo sfondo: insomma, se libere di esprimersi le nuove generazioni hanno dimostrato di poter far notare a tutti ciò che, spesso inconsapevolmente, circonda chi vive a Belluno.
Con un auspicio: “sogno una Belluno più viva, una Belluno per i giovani, che non abbia paura del cambiamento”. Speriamo allora che non solo i vostri coetanei, ma anche le istituzioni ascoltino questi giovani.












