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In Burundi una maternità nel nome di Aste. "Armando e la moglie Nedda non ebbero bambini. Mi piace pensare che quelli che nasceranno qui saranno tutti figli loro"

Armando Aste s'è spento nel 2017 a 91 anni. Parte della sua eredità (90.000 euro) è stata consegnata all'Associazione Spagnolli che l'ha investita nella costruzione di una maternità a Buyengero in Burundi, uno dei paesi più poveri al mondo. Aste, alpinista di fama nazionale, era un uomo molto generoso, un esempio per la sua comunità e non solo. Concordi Patrizia Belli e Graziano Manica: "Speriamo che Rovereto gli renda onore dedicandogli qualcosa. E' stato un uomo straordinario"

Di Arianna Viesi - 30 September 2019 - 20:55

BUYENGERO (Burundi). Armando Aste se n'è andato il primo settembre 2017, all'età di 91 anni.  Grazie a lui, qualche giorno fa, a Buyengero, nel cuore del Burundi, è stata inaugurata una maternità che porta il suo nome.

 

Il Burundi è tra i paesi più poveri al mondo. Il reddito medio è di un dollaro e mezzo al mese circa e la mortalità infantile è altissima. Le donne faticano ad arrivare agli ospedali e molti bambini vengono abbandonati.

 

Il dottor Graziano Manica, di Armando Aste, è stato grande amico. Ed è stato, anche, suo amministratore di sostegno ed esecutore testamentario. "Era un uomo molto concreto ma poco incline a maneggiare il denaro". 

 

È lui a raccontarci, con commozione, la straordinaria storia di Aste. "Quando è morto ha parcellizzato la sua eredità tra alcune associazioni benefiche. Tra queste, ha destinato 90.000 euro all'Associazione Spagnolli (QUI SITO) affinché li investisse in un progetto umanitario". L'associazione ha quindi deciso di usarli per la costruzione di una maternità.

 

Armando Aste, classe '26, è nato in una famiglia molto povera. Ha frequentato una scuola tecnico-industriale che gli ha poi permesso di trovare lavoro come caldaista presso la Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco. Questa è stata la sua fortuna, dice Manica. Il venerdì pomeriggio, infatti, era solito montare in sella alla sua moto e andare verso la Marmolada. "Le più importanti scalate sulla Marmolada sono sue", racconta Roberto Manica.

 

È stato un alpinista importante, Armando Aste. Un alpinista di vecchia scuola, di quelli con la corda in spalla. Grazie alle sue imprese, era diventato anche accademico del Cai. "Lo chiamavano in tutta Italia per conferenze e incontri - racconta Manica. Lui, però, non ha mai voluto ricevere compensi. Era un uomo molto umile e molto onesto".

Armando Aste era anche un uomo di fede. Di una spiritualità salda, come le sue montagne. "Un uomo severo, con se stesso soprattutto. Un uomo guidato da un rigore assoluto. Entrò anche in Consiglio Comunale ma vi rimase solo un anno".

 

La sua vita non è stata sempre facile. Quando il fratello fu colpito da una grave forma di meningite che lo costrinse su una sedia a rotelle, Armando Aste lasciò la montagna e rinviò il matrimonio con l'adorata Nedda per assisterlo. "Tutte le sere - continua Manica - andava a trovarlo, si assicurava che avesse mangiato, gli rimboccava le coperte". Gli abitanti di Sacco lo ricordano bene. Aste ha aiutato economicamente anche molte famiglie in difficoltà del suo borgo. 

 

Patrizia Belli ricorda, commossa, la frase che spesso Aste ripeteva: "Quando sarà il momento il Signore non mi chiederà quante vette ho scalato, ma quante persone ho aiutato". E così, quando quel momento è arrivato, Armando Aste era pronto. Manica ricorda: "Negli ultimi mesi mi ripeteva sempre che era pronto per morire, che si sentiva apposto, ma che non aveva molta fretta e non era particolarmente curioso di farlo. Me lo ripeteva con un sorriso e una serenità in volto che ancora ricordo".  

La maternità ha preso il suo nome e, durante l'inaugurazione, è stata apposta anche una targa. Una targa speciale. Sì, perché la targa è stata affissa con uno dei chiodi da roccia che lui stesso aveva usato nelle sue scalate. "C'erano circa 1000 1500 persone - racconta Graziano Manica. La cosa che mi fa sorridere è questa: Armando si è sposato tardi, a 50 anni circa. Lui e sua moglie non hanno avuto bambini. Mi piace pensare che i bambini che nasceranno in questa maternità saranno tutti figli di Nedda e Armando".

 

E Armando Aste, all'inaugurazione della "sua" maternità, c'era. "Quando abbiamo iniziato a parlare di lui, è scoppiato un forte scroscio. Magari ha pensato che non dovevamo festeggiarlo (ride, ndr) ma che dovevamo festeggiare solo i bambini. Non gli è mai piaciuto stare al centro dell'attenzione, era un uomo molto schivo".

 

A febbraio, al Trento Film Festival, verrà presentato un lungometraggio sulla sua vita. "Il cercatore d'infinito", questo il titolo della pellicola. E, a ben guardare, non potrebbe esserci titolo più calzante.

 

Tanto Patrizia Belli quando Roberto Manica sperano che, presto, la sua città gli renda onore dedicandogli qualcosa: una strada, un parco, un edificio. Aste è stato una persona di altissima statura morale e di irreprensibile onestà intellettuale.

 

"Armando - conclude Manica - è stato un esempio, per tutti. Tutti dovremmo morire come è morto lui, con il cuore in pace e una serenità assoluta. Se fosse qui a vedere la festa dei bambini, sarebbe contento. Anzi, non devo dire 'se'. Lui, all'inaugurazione, c'era. È qui con noi: lo è sempre stato, e sempre lo sarà".

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