Lasciano quasi 2milioni di euro alle associazioni di volontariato e alla parrocchia: lo straordinario gesto dei coniugi Giazzon - Da Rold
Maria Alberta Da Rold, detta Berta è scomparsa esattamente un anno fa e ieri è stato ufficializzato il lascito: due beni immobili tra Belluno e Nevegal alla Lilt Belluno e circa 300mila euro a testa a Aism Belluno, Via di Natale di Aviano, la parrocchia ''Don Bosco'' di Belluno e il Comitato d'Intesa di Belluno

BELLUNO. Circa 2 milioni di euro donati alle associazioni del territorio bellunese in un gesto d'amore e generosità, verso il mondo del volontariato e parrocchiale, a dir poco unico. E' qualcosa di straordinario quel che è successo in questo giorni a Belluno. I benefattori sono i coniugi Maria Alberta Da Rold, detta Berta, scomparsa esattamente un anno fa, l’11 maggio del 2021, e Alfonso Giazzon, scomparso nel 1988. Berta ha lasciato un patrimonio molto importante destinandolo a molti enti del territorio e oggi, a distanza di un anno, la comunicazione è diventata ufficiale.
Nello specifico, si tratta di immobili per un valore di 500.000 euro circa e di una somma pari a circa 1.500.000 euro, depositata sui conti correnti. Assegnataria di due immobili, a Belluno e in Nevegal, è la sezione bellunese della Lilt (Lega italiana per la lotta ai tumori). La somma invece è ripartita, per circa 300 mila euro a testa, tra Aism Belluno (Associazione italiana sclerosi multipla), Via di Natale Onlus di Aviano (per le cure palliative), la parrocchia “Don Bosco” di Belluno e il Comitato d’Intesa di Belluno. La restante parte è lasciata ai legati (tre privati).
La vita di Maria Alberta Da Rold è stata presentata in una conferenza stampa del Csv Belluno: era nata a Belluno il 2 febbraio 1926, fu assunta all’Inps giovanissima durante la seconda guerra mondiale, dove rimase fino al 1° luglio 1973. Sposò Alfonso Giazzon il 4 settembre 1948, rimanendo vedova nel 1988. Fedele al suo borgo natio, mantenne la residenza a Borgo Pra, dove con il marito Alfonso costruì la sua casa. Amava il lavoro a maglia e all’uncinetto e realizzava preziosi manufatti, che poi, con generosità, regalava ai suoi amici più cari.
Ha sempre vissuto con semplicità, con costante dedizione alle opere caritatevoli. Ha puntualmente curato i rapporti con la chiesa, in particolare quella di San Giuseppe, ed è sempre stata sensibile verso i problemi degli indigenti, che aiutava con assiduità, specialmente i piccoli. La ricordano con riconoscenza, oltre a presidenti e direttivi di associazioni e chiesa destinatari della donazione, anche la signora Maria Teresa Bortoluzzi in Emeri, esecutrice testamentario e amica, Oleksandra Pyatkovska, cittadina ucraina che l’ha assistita amorevolmente negli ultimi dieci anni, e la comunità bellunese che l’ha conosciuta.


















