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Maschile e femminile, al via un anno di percorsi per superare stereotipi e creare società egualitarie

Il progetto finanziato dalla Provincia si intitola ''Creta. Costruzione paRtecipata di sociEtà egualiTArie''. Francesca Zeni (Lune sui Laghi): ''Speriamo partecipi anche la politica''

Pubblicato il - 24 marzo 2019 - 05:01

TRENTO. Qualcosa di più di un convegno. "Creta" è un percorso di "Costruzione paRtecipata di sociEtà egualiTArie": promosso dalle associazioni Lune sui Laghi (di Levico e Borgo) e Tempio della Grande Madre (Roncegno), prenderà il via sabato e domenica 30 e 31 marzo e terminerà alla fine dell'anno.

 

"Un'esplorazione delle società egualitarie tra passato e presente che si propone di mutuare buone pratiche per un differente approccio alla vita, per costruire una società dove maschile e femminile escano dai ruoli stereotipati e stagnanti in cui sono relegati, ma possano compenetrarsi trovando creativamente nuove modalità espressive, nella quotidianità e nelle relazioni" è la spiegazione di "Creta" che compare sulla locandina del progetto. Un percorso finanziato dalla Provincia autonoma di Trento nell'ambito del bando per le pari opportunità ("Della scorsa giunta, con scadenza il 30 ottobre 2018", precisano gli organizzatori) a cui partecipano altre realtà del territorio, le associazioni Tenda Rossa di Trento e Slowcinema di Borgo, con il contributo del Comune di Levico.

 

Un percorso strutturato in diversi momenti, spiega la vicepresidente di Lune sui Laghi Francesca Zeni: "L'iniziativa è divisa in tre parti. La prima è di analisi delle prospettive: si compone di una serie di conferenze e seminari in cui tratteremo tra l'altro i temi dell'economia del dono, delle forme diverse dall'avere, delle società egualitarie e senza violenza. Seguirà un momento di attuazione: ci sarà la creazione di un gruppo, poi diviso in due tra uomini e donne, di persone che proveranno a mettere in pratica nella loro vita quotidiana gli spunti che saranno emersi dagli incontri precedenti". "Il terzo momento - prosegue - sarà quello della restituzione: si cercherà di elaborare un postulato, una serie di raccomandazioni alla popolazione che saranno condivise nel corso di un incontro che si terrà a dicembre".

 

Le prime conferenze e seminari sono in programma per il fine settimana del 30 e 31 marzo: il sabato si parlerà dell'"Economia materna del dono" con Genevieve Vaughan, autrice del saggio "Per-donare. Una critica femminista dello scambio" (alle 20 al Centro per la cooperazione internazionale di via San Marco). La domenica sarà la volta dell'incontro con Daniela Degan che tratterà di "Cura, dono e manutenzione del mondo. Le radici femminili-femministe del cambiamento". Le altre date seguiranno il 13 e 14 aprile, il 3 maggio, l'8 e il 9 giugno (informazioni qui).

 

"L'idea è nata dalle nostre associazioni che si occupano di promozione della consapevolezza femminile. In un'epoca in cui ci sono grosse difficoltà nel rapporto tra uomo e donna, che vede situazioni di posizioni lavorative femminili poco retribuite o donne costrette a rinunciare alla carriera per la famiglia, in cui ci sono insomma dimensioni sociali molto stressanti per le donne, abbiamo voluto provare a cambiare il punto di vista. Abbiamo provato a vedere se ci sono modelli di altre culture che possono essere mutuati e contestualizzati nel nostro oggi".

 

Il primo appuntamento avverrà proprio durante il (tanto contestato, qui articolo) Congresso per le Famiglie di Verona. Impossibile non chiedere alla vicepresidente Zeni un commento sul Congresso stesso, sulle politiche reazionarie di una corrente della Lega, sulla conferenza di venerdì "Donne e uomini. Solo stereotipi di genere o bellezza della differenza?" promosso dagli assessorati di Bisesti e Segnana, sulla sospensione nelle scuole dei corsi di educazione di genere. "La mia non è una risposta di estrema contrapposizione - afferma Zeni - ci sono modi diversi di leggere la realtà. Il nostro è molto diverso da quello del convegno di venerdì, ad esempio".

 

"Ma può essere utile - prosegue - a volte fermarsi e osservare l'altro: aiuta a comprendere meglio il nostro presente. Fare un passo indietro e osservarsi con l'occhio dell'altro porta a un maggior rispetto. Ad esempio aiuta a porsi in un'altra ottica sapere che nella cultura Moso la parola "stupro" non esiste proprio perché proprio non esiste lo stupro. Aiuta a mettersi in discussione". Quindi l'invito, anche agli assessori provinciali: "Auspichiamo che ci sia una partecipazione della politica al nostro percorso. È fondamentale parlare di questi temi".

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