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''Contro pregiudizi e discriminazioni'': ecco gli eventi con cui la società si schiera contro il Congresso per le Famiglie e il convegno con soli esperti di ''teoria del gender''

Venerdì una serata aperta alla cittadinanza dedicata a ''Genere, educazione, pluralità'' e, nel pomeriggio, appuntamento con la Cgil in piazza Dante. Il 30 marzo tutti a Verona per il corteo di Non una di meno

Foto tratta da Facebook
Pubblicato il - 21 marzo 2019 - 20:12

TRENTO. Entra nel vivo l'attività della società civile con proposte di confronto contro le politiche reazionarie di una corrente della Lega. I primi eventi per protestare contro il Congresso delle Famiglie e la sospensione dei corsi di educazione di genere si terranno domani, venerdì: in programma alla sera un convegno aperto alla cittadinanza su "Genere, educazione, pluralità". Nel pomeriggio appuntamento in piazza Dante con la Cgil "contro una visione subalterna della donna".

 

"Tenetevi pronti per venerdì. Stiamo organizzando qualcosa di alternativo a quel terribile evento promosso dagli assessorati all'Istruzione e alle Politiche sociali della Provincia con solo figure ultracattoliche e omotransfobiche, convinti teorici della fantomatica teoria del gender" avevano annunciato, a Sociologia, diverse associazioni, facendo riferimento al convegno promosso da Bisesti e Segnana (quiqui gli articoli).

 

E quella che appena qualche giorno fa era solo un'idea, ha pian piano preso corpo e acquisito consistenza. Ora il ruolino di marcia è chiaro e ci si aggiungono nuovi eventi ogni ora. Si inizierà domani, venerdì, con un duplice appuntamento pomeridiano e serale.

 

Nel pomeriggio (alle 17.30) la Cgil dà appuntamento in piazza Dante (qui informazioni). "Le differenze di genere non si affrontano con intolleranza, pregiudizio e discriminazione - recita il volantino che pubblicizza la manifestazione che porta la firma anche della Flc Cgil, la Federazione lavoratori della conoscenza del sindacato di via Muredei - La giunta provinciale esce allo scoperto sull'educazione di genere e promuove un dibattito invitando solo relatori "schierati" sulla fantomatica "teoria gender" senza contraddittorio o confronto tra argomentazioni diverse, sbarrando la porta ad esperti con visioni "scomode" o alle educatrici che fino all'anno scorso hanno proposto corsi nelle scuole trentine. È questo l'approfondimento promesso dall'assessora Segnana quando ha cancellato i corsi sull'educazione alle differenze di genere?".

"Siamo di fronte a una nuova Inquisizione? - si legge sempre sul volantino - È inaccettabile". Quindi le motivazioni della presa di posizione, perché "questo non sia solo l'inizio del ritorno al passato": "No a una visione subalterna della donna! No ai pregiudizi di genere. Opponiamoci a chi vuole trasformare la nostra comunità in una società asfittica e chiusa, governata da visioni retrograde e intolleranti".

 

La proposta di Non una di meno Trento, a cui hanno finora aderito (in 13) i Laici trentini per i diritti civili, l'Arcigay del Trentino, la Casa delle donne di Rovereto, Se non ora quando Trentino, l'Osservatorio Cara Città, il Coordinamento Donne Onlus, Udu Trento, Insegnanti e genitori per una cittadinanza attiva, I sentinelli di Trento, la Piccola libreria, Lila del Trentino, Potere al popolo Trentino e la Cgil stessa, è quella per la sera (dalle 20 all'Impact Hub Trentino di via Sanseverino) di una conferenza, un "incontro aperto con la cittadinanza" in cui si parlerà di "Genere, educazione, pluralità".

 

"Sarà un modo di opporsi, con un approccio inclusivo, alle idee di chiusura che sono arrivate anche in Provincia" anticipa Lorenzo De Preto, presidente di Arcigay del Trentino.

 

Un evento in cui si tratteranno temi "caldi" del momento, tra cui i diritti personali, le libertà, la famiglia, le relazioni di genere. Per contrastare l'attacco a questi ultimi di una corrente della Lega, oggi vicina alle sfere di governo.

 

Un incontro che potrebbe divenire un appuntamento fisso per la cittadinanza, una sorta di corso all'educazione di genere aperto a tutti, in risposta alla sospensione di quelli nelle scuole decisa dall'esecutivo provinciale.

 

Così viene descritto il confronto di venerdì sera (qui informazioni): "Un appuntamento maturato alla luce delle vicende degli ultimi mesi che hanno visto la città di Trento al centro di un animato dibattito portato avanti dalla società civile, all'infuori delle istituzioni, nato in seguito alla "sospensione per approfondimenti" dei corsi di educazione alla relazione di genere nelle scuole da parte della Provincia. Sospensione che è diventata, di fatto, una cancellazione".

 

Ancora: "Questo spazio di confronto (definito "orizzontale", ndr) vuole essere l'alternativa alla posizione della Provincia autonoma di Trento che organizza, sempre nella giornata di domani, un incontro dal titolo "Donne e uomini, solo stereotipi di genere o bellezza della differenza?". Incontro che vede la partecipazione di ospiti "esperti", in prima linea nel sostenere istanze antiabortiste, omotransfobiche, sessiste e misogine. Incontro che promuove una precisa visione della società, invocata con argomenti privi di qualsivoglia base scientifica ma zeppi di non-contenuti e non-informazioni, che, guardando nostalgicamente a tempi passati ed in linea con la pericolosa deriva nazionale, promuovono discorsi d'odio, negazione ed esclusione".

 

In programma le diverse realtà hanno poi una trasferta a Verona, proprio in occasione del Congresso per le Famiglie. Non una di meno Verona ha organizzato una tre giorni di eventi per manifestare contro l'appuntamento, a cui potranno prendere parte coloro che vorranno anche dal Trentino.

 

Un'adesione massiccia di partecipanti provenienti dalla provincia è prevista poi per il corteo che partirà domenica 30 marzo alle 14.30 dalla stazione di Porta Nuova a Verona e che percorrerà le vie del centro in concomitanza proprio con lo svolgimento del Congresso.

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