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La società civile fa quadrato contro le politiche reazionarie della Lega: ''Per il 22 faremo un evento e andremo a Verona a manifestare uniti''

Tante le associazioni che questa mattina si sono date appuntamento a Sociologia per condividere un percorso comune contro la serata promossa Bisesti e Segnana e contro il Congresso delle Famiglie. Presenti anche la presidente del Pd e il leader di Futura Ghezzi. Lettera di Attolini (Sinistra italiana): ''Dobbiamo essere uniti per difendere diritti e libertà''

Di Luca Pianesi - 16 marzo 2019 - 18:40

TRENTO. ''Tenetevi pronti per venerdì. Stiamo organizzando qualcosa di alternativo a quel terribile evento promosso dagli assessorati all'istruzione e alle politiche sociali della Provincia con solo figure ultracattoliche e omotransfobiche, convinti teorici della fantomatica Teoria del Gender''. E' partita, questa mattina, da un'aula di Sociologia la ''marcia'' di molte associazioni del Trentino per dire ''no'' all'attacco di una corrente della Lega, oggi molto vicina alle sfere di governo, all'impianto dei diritti e delle libertà personali conquistati dal dopoguerra ad oggi.

 

Dalle campagne contro l'aborto (con la mozione depositata anche in consiglio comunale a Trento dalla mamma dell'assessore provinciale Bisesti) alla sospensione (ormai annullamento) dei corsi sulla parità di genere, dal sostegno alla cosiddetta famiglia tradizionale (se mai ne è esistita una) al tema dei migranti e dell'abbandono di chi è più in difficoltà, il progetto reazionario di questa Lega, non più Nord ma molto bigotta, anche in Trentino è sempre più chiaro. Ed è così che, al contrario, sono sempre di più le associazioni che hanno deciso di opporsi a un tale disegno

 

''Opporsi al fascismo - spiega Mario Postal dell'Anpi - è la nostra principale ragione d'esistere. E qui siamo in pieno fascismo. Si vogliono veicolare modelli e principi, per fortuna superati, ma che con quegli anni hanno molto a che fare. Quindi noi ci saremo in difesa dei diritti e delle libertà''. L'Anpi è una delle tante associazioni che si sono date appuntamento al tavolo di Sociologia per pianificare l'evento di ''contrasto'' a quello del 22 marzo organizzato da Bisesti e Segnana e per lanciare la contromanifestazione che si terrà il 30 marzo a Verona in opposizione al Congresso Mondiale delle Famiglie.

 

''Un congresso che del congresso non ha nulla - spiega Claudia Merighi dei Laici del Trentino - visto che non c'è confronto, non c'è un qualche tipo di controrelatore. Sono tutte figure legate al Family Day e agli ambienti ultracattolici e poi ospiti internazionali del calibro di un ministro ugandese che ha promosso la pena di morte per gli omosessuali''. E ovviamente non mancheranno il senatore Pillon, Gandolfini personaggi come il russo Smirnov, presidente della commissione patriarcale per la famiglia e la maternità e poi la ministra per la famiglia ungherese Katalin Novak e dalla Moldavia il presidente Igor Dodon, noto per le sue posizioni omofobe. Per non parlare dell'attivista nigeriana Theresa Okafor che nel 2014 ha proposto una legge che criminalizza le unioni tra persone dello stesso sesso

 

Per partecipare alla contromanifestazione di Verona le associazioni trentine che aderiscono invitano a prendere il treno e, per i dettagli e l'organizzazione, a prendere contatti con loro partendo dalle pagine Facebook. Che aderiscono sia all'evento di Verona che a quello di Trento (ancora da svelare) del 22 marzo sono il Comitato laici trentini per i diritti civili, Arcigay del Trentino, Arci del Trentino, Anpi del Trentino, Rete LGBTQ, Non una Di meno, Se non ora quando, Casa delle donne, Osservatorio cara città, i Sentinelli di Trento, Udu -unione degli universitari, Lila. Presenti al tavolo anche Paolo Ghezzi leader di Futura e Minella Chilà neopresidente del Partito democratico.

 

Sul tema è scesa in campo anche la Sinistra Italiana con la segretaria Renata Attolini che spiega: ''Da quando la nuova giunta provinciale è alla direzione della nostra provincia, si sono susseguiti ripetuti attacchi ai diritti e alle libertà conquistati con lotte politiche, spesso protratte per anni, contro le discriminazioni. La spiacevole sensazione che ci pervade è che tutto stia inesorabilmente franando sotto i nostri piedi lasciandoci senza appigli. Ma noi non vogliamo arrenderci; la consapevolezza dei rischi che stiamo correndo e della gravità delle azioni intraprese dal governo provinciale ci spinge ad intensificare la nostra presenza sui territori e a cercare la condivisione con quanti più possibile sulle forme di lotta da promuovere''.

 

''Davanti a tutto ciò - conclude Attolini - nessuno può abbandonarsi alla depressione e ritirarsi a vita privata. Dobbiamo invece raddoppiare l’impegno, riprendere l’entusiasmo e cercare con la massima determinazione campi di lavoro condivisi, abbandonando le sterili divisioni tra associazioni, movimenti, partiti di sinistra. Dobbiamo intraprendere azioni politiche di rilievo, a cominciare dal costruire una risposta condivisa adeguata al convegno del 22 marzo''. 

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