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Montagna accessibile grazie alle joelette: escursione a malga Cambrocoi organizzata dalla sezione Sat di Pergine

La joelette è una speciale carrozzella che permette ad ogni persona con mobilità ridotta di affrontare (quasi) ogni tipo di percorso. Domenica scorsa il quinto raduno provinciale di joelette. Circa 120 adesioni e 7 joelette. Paolo Roat: "Una giornata bellissima. La montagna può e deve essere per tutti"

Di Arianna Viesi - 11 ottobre 2019 - 20:10

PERGINE. Domenica 6 ottobre il gruppo Sat di Pergine ha organizzato il quinto raduno di joelette nella nostra provincia.

 

La joelette è una carrozzella da fuori strada a ruota unica che permette ad ogni persona con mobilità ridotta di affrontare (quasi) ogni tipo di percorso grazie all'aiuto di almeno due accompagnatori.

 

L'idea di organizzare, annualmente, un raduno di joelette è partita, cinque anni fa, dalla sezione di Arco. Quest'anno l'organizzazione è stata presa in carico dal gruppo di Pergine. Un gruppo molto nutrito, che conta circa 600 soci. Quella di Pergine, grazie anche all'impegno della nuova presidente Paola Trainotti, è una compagnia che molto si spende per rendere la montagna accessibile a tutti, e per davvero.

 

"Organizziamo anche tante cose per i bambini - spiega Paolo Roat, membro della sezione. Li portiamo alla palestra di roccia, ad esempio. Un'altra attività di cui andiamo molto fieri è la cosiddetta "montagna terapia", un momento in cui persone in difficoltà possono vivere la montagna come cura.  La nostra presidente, da quest'anno, ha organizzato delle gite 'facili' per i soci non più così giovani. Sono camminate tranquille che tutti possono affrontare. Un successone! Sabato andremo al lago di Tovel, e siamo già stati a Braies e Molveno.

 

Pochi giorni fa la sezione di Pergine ha avuto appunto l'onore di organizzare il raduno di joelette a malga Cambroncoi, sopra Piné.

 

"La joelette - continua Roat - è una carrozzella speciale. Ha ruote speciali e maniglie (sia nella parte anteriore che in quella posteriore) per essere agevolmente condotta da due o più persone . Viene montata in cinque minuti, quindi è davvero molto comoda".

 

In Italia, però, ce ne sono ancora molto poche. "Hanno un costo abbastanza elevato. Noi non abbiamo una nostra joelette. Ce le hanno prestate".  

 

"È stata una domenica bellissima. Di solito facciamo circa un'ora e mezza, due di salita, mangiamo e poi torniamo a valle. Questa volta c'erano sette joelette e varie sezioni provinciali: Arco, Civezzano, Besenello eccetera, ma anche Legnago, varie associazioni, c'era persino un dottore di Torino. Circa 120 persone, in tutto. Un'altissima adesione, insomma".

 

Roat ci racconta che, per ogni joelette, c'erano circa tre persone: due a tenere le maniglie anteriori e una (o due) dietro. "È bello perché ci si dà una mano a vicenda".  

 

"Sulle joelette c'erano persone d'ogni età. Io ho accompagnato un ragazzo, architetto, che qualche anno fa ha avuto un brutto incidente in moto. C'era una ragazza che si è appena laureata. Un gruppo eterogeneo, insomma. E ci si saluta, si scherza, ci si abbraccia: è una cosa bellissima. La montagna può (e deve) essere di tutti".  

 

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