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Notre Dame, il vescovo Tisi: ''Colpito dalla gente che pregava'', l'imam Breigheche: ''Solidarietà ai credenti e al popolo francese''

Mentre anche in Trentino c'era già chi gridava al complotto e condivideva frasi d'odio su Facebook il procuratore di Parigi, Rémy Heitz, spiegava che "niente va nella direzione di un atto volontario". Decisivo per salvare la struttura l'intervento dei vigili del fuoco

Di L.P. - 16 aprile 2019 - 19:53

TRENTO. L'arcivescovo e l'Imam di Trento uniti nel dolore per quanto accaduto a Parigi. Parole simili quelle delle due figure religiose di riferimento del Trentino entrambe pienamente solidali con il popolo francese per il drammatico incendio che ha divorato la parte alta della Cattedrale di Notre Dame. Un evento disastroso che, però, grazie all'opera di 400 vigili del fuoco parigini è rimasto contenuto alle parti più alte dell'edificio eretto oltre 800 anni fa mentre la struttura ha tenuto (cosa che, ovviamente, non sarebbe stata garantita con interventi dall'alto con, per esempio, i famigerati Canadair, che scaricano oltre 6 tonnellate d'acqua a passaggio). 

 

 

Il sottosegretario all'Interno, Laurent Nunez, ha spiegato che il salvataggio della Cattedrale è avvenuto tutto nel giro di 15-30 minuti grazia a una ventina di pompieri che sono entrati nelle due torri principali mentre il tetto già stava bruciando. L'unica pista seguita per quanto accaduto è quella dell'incidente ha detto il procuratore di Parigi, Rémy Heitz, spiegando che "niente va nella direzione di un atto volontario" con buona pace dei tanti italiani che su Facebook ancora oggi condividono parole d'odio contro l'Islam e si lanciano in misteriosi complotti tra l'altro avallati ieri sera da pessimi organi d'informazione che scrivevano, senza avere nessuna conferma al riguardo, di possibili connessioni con qualche atto di terrorismo (in Trentino il solito sito delle voci non ha perso nemmeno questa occasione).

 

''Mi ha molto colpito la folla che pregava, cantando, davanti a Notre-Dame - commenta oggi l'arcivescovo Tisi -. Lì mi è venuto spontaneo pensare che quella cattedrale è un simbolo che va ben oltre i credenti e che l’uomo non è descrivibile dal suo curriculum, non è ingabbiabile nella misurabilità del suo fare e del suo avere, ma è eccedenza, è di più, è commozione e stupore. Quella sofferenza davanti a Notre-Dame mi ha fatto dire che da lì dobbiamo ripartire per ricostruire l’Europa”.

 

Aboulkheir Breigheche ha condiviso sulla sua pagina Facebook il pensiero dell'Associazione islamica italiana e delle guide religiose dichiarando che: ''Grande tristezza si prova nel vedere l'incendio ardere la cattedrale di Notre Dame di Parigi. Un simbolo di arte e di cultura europea. Una cattedrale eretta oltre 800 anni fa, il più importante simbolo religioso e turistico della Francia visitato ogni anno da circa 13 milioni di turisti. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza a tutti i credenti e al popolo francese in particolare in questi momenti drammatici''. 

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