Contenuto sponsorizzato

Oltre 200 giovani volontari al lavoro per regalare a Trento l'evento di musica e cultura per tutta la città: arriva Poplar

Intervista a una delle organizzatrici della due giorni de Le Albere che l'anno scorso ha fatto registrare oltre 18 mila spettatori: ''L’obiettivo è proporre un festival che sia strumento di valorizzazione dei giovani come parte integrante del contesto cittadino e delle opportunità di socialità, cultura e aggregazione che essi possono offrire a tutta la città''

Di Aurora Paissan - 09 settembre 2019 - 18:01

TRENTO. “L’ambizione di Poplar è creare uno spazio che abbracci segmenti di città diversi, proponendo un target musicale ampio e un ventaglio di proposte su misura per ognuno. Ciò non esclude chi non vive o non studia a Trento: #tuttamialacittà nasce infatti come concetto generale di inclusione di realtà e dinamiche differenti”. Esordisce così Nahid Aliyari, una delle organizzatrici del festival, il mega evento musicale e culturale, che si terrà a Trento, a Le Albere, durante le giornate di venerdì 20 e sabato 21 settembre 2109.

 

Il festival, ormai giunto alla terza edizione è organizzato principalmente dai giovani, tra cui molti studenti universitari (in una sola giornata si erano contati oltre 10.000 passaggi) per e con la città di Trento e l’hastag scelto per raccontarlo è “#tuttamialacittà”. Per quale ragione? Nahid spiega che il significato dello slogan è vario. Da un lato sussiste l’idea di ricreare negli spazi del festival la Trento che i giovani vorrebbero. Dove l’universitario e l’istituzione pubblica possano coesistere, dove non ci si stupisca di vedere il gazebo di un’impresa al fianco di uno stand di un'associazione no profit. C’è poi il desiderio di creare aggregazione con l’intera realtà cittadina valorizzando tutta la realtà urbana per viverla a pieno.

 

Infatti, per il secondo anno oltre alla musica, anche la cultura sarà la protagonista di questa due giorni “full” di conferenze, stand up comedy, dibattiti, presentazioni di libri e tanto altro. Poplar infatti non è solo un festival musicale; Poplar è soprattutto uno spazio in cui anche chi è esterno alla città o al mondo universitario può trovare la cultura che cerca, è integrazione fra la realtà di Trento e gli studenti che la abitano e la vivono quotidianamente. I protagonisti sono tanto gli studenti fuori sede quanto quelli che abitano in Trentino come i cittadini dello stesso capoluogo. Gli organizzatori e gli oltre 200 volontari lavorano per concretizzare questo progetto.

 

Nahid, cosa spinge tutti questi volontari, principalmente studenti, ma anche giovani lavoratori, a prestare il proprio tempo e investire sulla realizzazione dell’evento?

La motivazione principale che li spinge è la consapevolezza di lavorare per una causa comune: l’obiettivo è proporre un festival che sia strumento di valorizzazione dei giovani come parte integrante del contesto cittadino e delle opportunità di socialità, cultura e aggregazione che essi possono offrire a tutta la città e, al tempo stesso, mostrare come questa integrazione tra giovani e città sia un motore di sviluppo e arricchimento reciproco. La collaborazione fra i vari enti coinvolti, fin ora, è stata ottima: il supporto da parte delle istituzioni è stato essenziale per la buona riuscita dell’iniziativa soprattutto grazie ad un lavoro di co-progettazione e ascolto reciproco.

 

E i privati?

È stimolante il fatto che alcuni partner privati locali che hanno investito già dal primo anno nel nostro progetto, continuino a farlo e d’altra parte che anche partner non locali, abbiano deciso di supportarci. Il primo punto è un segno del fatto che non siamo solo noi giovani, qui a Trento, a condividere gli obiettivi di questo progetto. Il secondo, invece, è una dimostrazione che, nonostante Poplar nasca per un contesto come Trento, il presupposto che c’è alla base di questa “protesta costruttiva” non riguarda solo la città di Trento.

 

L’anno scorso l’evento ha visto la partecipazione di 18 mila persone distribuite nelle due giornate di festival: anche quest’anno la voglia di fare meglio dell’anno precedente è tanta, anche perché le aspettative sono sempre più alte. Ma cosa significa organizzare un festival di questa portata? Come siete organizzati?

 

La progettazione dura da circa un anno e si suddivide fra una parte organizzativa e una operativa. Gli organizzatori sono una quindicina e, anche se il festival cresce, il suo cuore non cambia: sono tutti volontari che, lavorando anche solo per un giorno, lo rendono possibile. Sicuramente però il lavoro dietro ad una manifestazione del genere è tanto. A Trento è rimasta poca gente che fa musica per passione, dietro alla rassegna ci sono infatti volontari, motivo per cui il festival ha un impatto sociale così forte.

 

E Poplar nel 2020 tornerà in scena?

Ce lo auspichiamo sicuramente ma intanto vi invitiamo tutti a godervi questa terza edizione con la speranza che possa essere davvero una fonte di ricchezza per la nostra città. Perché tutta nostra è la città.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 settembre 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

18 settembre - 06:01

In Veneto c'è preoccupazione, ma si forniscono i dati e si punta sull'impegno a proseguire e rafforzare le iniziative di prevenzione a tutela del settore zootecnico e di corretta informazione alla popolazione con un approccio finalizzato ad assicurare un supporto diretto al singolo interessato, in stretto raccordo con la Regione del Veneto e le associazioni di categoria

17 settembre - 19:28

Elisa Filippi, renziana doc, oggi ha spiegato di non avere dichiarazioni da fare. Tra i possibili parlamentari pronti a seguire Renzi salta fuori anche il nome della senatrice Conzatti di Forza Italia. Intanto c'è attesa per l'appuntamento di giovedì a Trento con il vicepresidente alla Camera Ettore Rosato (pronto a seguire Renzi)  

17 settembre - 14:15

Dura interrogazione dell'ex assessore del Pd, il quale interviene sulla querelle della rinuncia di 1 milione di euro, anche di provenienza europea, da parte della Provincia a trazione Lega. Le risorse destinate per progetti di integrazione, ora piazza Dante dovrebbe restituire il 60% già anticipato dallo Stato

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato