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Trento
12 settembre | 20:01

Al via Poplar, ecco come gli studenti sono riusciti a creare il festival musicale più forte di Trento

Dall'autofinanziamento (all'80%, cifra pazzesca) ai biglietti venduti al buio, dalla location (il Dos Trento è perfetto) alla pletora di volontari, storia di un'idea perfetta trasformata in qualcosa di grandioso

TRENTO. Un festival degli universitari sì, ma per la città. Da quel pionieristico 2017 delle Albere (un solo giorno) fino a oggi (quattro giorni senza sosta) Poplar è cresciuto esponenzialmente.

 

Un fatto di numeri, certo: oggi sono 3.500 persone (il massimo consentito) per ognuno dei quattro giorni di Poplar. Ma più di tutto il festival a tiro di sacrario (ma con rispetto) è un unicum per la varietà di un'offerta che ha avuto la “vista lunga” fin dall'inizio se è vero che da sconosciuti o giù di lì i Pinguini Tattici Nucleari si esibirono nella prima edizione.

 

Una percentuale da fissarsi subito e bene in testa? Ottanta per cento. L'80% di autofinanziamento che vuol dire – indubitabilmente – virtù organizzativa. Inusuale. Cosa da non credersi in una provincia – il Trentino – dove i festival artistici abbondano (a volte anche nella prosopopea e nei superlativi del vocabolario di chi li promuove) ma annasperebbero se il contributo pubblico non coprisse quasi per intero i costi delle loro proposte.

 

Quell'80 per cento i promotori di Poplar - la quattro giorni “oltre” la musica che fa del Doss Trento un luogo che detta il ritmo a un'aggregazione dove l'anagrafe spazia dal post adolescenziale in su fino ai quaranta e più - dovrebbero stamparselo bello grande sulle magliette.

 

Sì, perché l'alta percentuale del rientro di spesa è un'ulteriore testimonianza (a modesto parere la più importante) di qualità, serietà e capacità. Ulteriore perché a ben guardare c'è tanto altro in Poplar.

 

A domanda gli organizzatori rispondono senza titubanze. “Visto cosa siete diventati, visti i numeri, non è che l'anno prossimo potreste trasferire armi e bagagli alla Trento Music Arena?”. “No, per ora no. Poplar è il Doss Trento. Non c'è posto più bello. Non c'è posto più giusto”.

 

L'articolo completo su Poplar si può leggere nel numero di settembre di Uct-UomoCittàTerritorio, un'edizione nata dalla collaborazione con il Dolomiti. Dagli orsi in Trentino ai focus su Us Lavis e ViPo Trento a Toto Forray, dal Pinot Grigio ai Rifugi e agli eventi Sat: un magazine di approfondimento, inchieste e storie tutte da leggere.

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