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Oltre 230mila euro per mettere al sicuro gli abeti rossi di Stradivari schiantati dalla tempesta Vaia

È il crowdfunding lanciato dalla ditta Ciresa di Tesero, leder nella produzione dei pregiati strumenti in abete. Una raccolta fondi alla quale hanno preso parte 870 persone ma che fra tre anni, quando le tavole armoniche avranno completato la stagionatura e saranno state vendute, si vedranno restituire i soldi “prestati”

Di Tiziano Grottolo - 12 agosto 2019 - 12:14

TESERO. È ancora impressa nella memoria di tutti la violenza della tempesta Vaia che tra ottobre e novembre ha colpito duramente il Nord-est, schiantando oltre 2 milioni di alberi e devastando intere foreste.

 

Fra queste ci sono anche quelle della Val di Fiemme, dove crescono gli imponenti abeti rossi che vengono utilizzati per la creazione di pregiatissimi strumenti musicali, lo stesso legno con il quale vennero realizzati i violini Stradivari.

 

Già in altre occasioni personaggi dello spettacolo e dell'informazione come Dolcenera e Mentana si erano attivati per venire in aiuto delle zone colpite dalla tempesta.

Ma la raccolta fondi lanciata da Fabio Ognibeni, uno dei massimi esperti di legni di risonanza per strumenti musicali, nonché amministratore della Ciresa azienda specializzata in questo settore, è del tutto particolare.

 

Alla fine dello scorso anno è stata lanciata una campagna crowdfunding a restituzione per “Salvare il legno di Stradivari”. Alberi rarissimi e del tutto particolari, infatti solamente tre alberi ogni mille presentano le caratteristiche adatte per la creazione dei raffinati strumenti musicali.

 

Si tratta dei così detti abeti di risonanza, tronchi perfetti che devono avere fibra stretta e regolare, ciò richiede una maturazione che va dai 130 ai 150 anni e che può realizzarsi solo grazie ad una crescita lenta che si verifica esclusivamente nei versanti esposti a nord ad un’altitudine compresa tra i 1400 e i 1800 metri.

Con la tempesta molti alberi sono stati abbattuti facendo crollare il prezzo del legname, con il rischio concreto di far chiudere i battenti a molte imprese del settore. La Ciresa però si è impegnata a pagare il legname lo stesso prezzo che aveva prima del disastro, circa 170 euro al metro cubo.

 

Per fare questo però ha chiesto una mano alla gente comune organizzando un crowdfunding a restituzione al quale hanno partecipato 870 persone raccogliendo 230mila euro.

 

Queste persone però, e questa è la vera particolarità di questa raccolta fondi che la distingue da tutte le altre, fra tre anni, quando le tavole armoniche avranno completato la stagionatura e saranno state vendute, si vedranno restituire i soldi “prestati”.

In poco tempo, per salvarli dal deterioramento provocato da insetti, funghi e muffe, sono stati selezionati 3000 tronchi di risonanza che sono stati lavorati e messi in stagionatura: “Ben 5 volte la quantità annuale di acquisto – sottolinea Ognibeni – da questo legno, nei prossimi 4-5 anni potremo dare voce e vita a circa 16.000 pianoforti, 2200 arpe da concerto e circa 18.000 strumenti di Liuteria come violini, chitarre, violoncelli, mandolini e altri”.

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