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Otto giovani trentini hanno percorso la grande via migratoria a bordo del furgoncino delle Acli

A palazzo Thun sarà esposta fino al 5 luglio la testimonianza fotografica di Ipsia, che da anni fornisce aiuti nei campi profughi lungo la via migratoria

Di Pier Paolo Bonini (Liceo Prati) - 26 giugno 2019 - 22:24

TRENTO. Otto giovani trentini hanno percorso la grande via migratoria a bordo del furgoncino Acli e ora restituiscono l'esperienza con una galleria fotografica inaugurata a palazzo Thun. Questo il progetto BalcanicaMente targato Ipsia-Istituto pace sviluppo innovazione delle Acli.

 

Otto giovani trentini, dopo cinque giornate di formazione, sono partiti il 22 aprile a bordo di un furgone delle Acli e, arrivati a Belgrado, hanno ripercorso la rotta migratoria a ritroso. Durante il viaggio hanno visitato i campi profughi ed i luoghi in cui lavora IPSIA, lungo i confini tra Serbia e Croazia, Bosnia e Croazia e, oltre alla già citata Belgrado anche a Sarajevo.

 

Uno dei partecipanti, Roberto Cialdella, ha raccontato come ha vissuto il viaggio: “E’ stata una bella esperienza, sono stato colpito da molte cose: vedevamo bambini che, nonostante avessero abbandonato tutto, erano sereni e contenti. Dall'altra parte però, abbiamo visto situazioni critiche: il campo di Bira, per esempio, a nordovest della Bosnia. Lì la situazione è molto difficile, e la gestione delle persone è molto complicata”.

 

L’obiettivo finale è dunque sensibilizzare i giovani e la cittadinanza tutta facendo riflettere sulla realtà incontrata. Questo è possibile restituendo al territorio l’esperienza tramite interviste, pubblicazioni di testimonianze su facebook e Instagram e infine con la mostra fotografica, che rimarrà a palazzo Thun fino al 5 luglio.

 

Prosegue quindi l’impegno di Ipsia, che fa parte di un network formato da Caritas locali e altre organizzazioni, che insieme, dal 2015, inizio della crisi migratoria, sono attive per far fronte all'emergenza con programmi di distribuzione di aiuti umanitari, allestimenti di strutture e molto altro.

 

In programma ci sono ulteriori incontri presso i gruppi giovani locali, i gruppi scout cittadini ed il Centro Missionario Diocesano, per continuare la divulgazione e le riflessioni sulla drammatica realtà migratoria lungo la “Rotta Balcanica”.

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