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Il viaggio di un gruppo di amici della Val di Non per salvare i profughi ucraini in fuga dalla guerra (FOTO): “Uno dei bambini aveva solo 10 mesi”

Partendo dalla Val di Non un gruppo di amici ha percorso circa 1.400 chilometri per recuperare uomini, donne e soprattutto bambini in fuga dalla guerra in Ucraina: “Un anziano solo si è avvicinato a noi e ha chiesto di poter salire a bordo, quando ha visto la scritta Roma deve aver pensato che in Italia c’era ancora speranza”

Di Tiziano Grottolo - 22 marzo 2022 - 09:49

CLES. Circa 1.400 chilometri e oltre 40 ore di viaggio, è questo il bilancio della spedizione portata a termine da un gruppo di amici trentini che sono partiti alla volta della Polonia per portare in salvo alcuni profughi ucraini in fuga dalla guerra.

 

“È un viaggio ti segna – racconta Moreno Turri – in totale abbiamo recuperato 21 persone, in maggioranza donne e bambini. Uno dei più piccoli aveva solo 10 mesi”. In totale, dalla Val di Non, sono partiti 3 furgoni con 6 autisti che si sono alternati alla guida. I mezzi sono stati messi a disposizione dall’Apt, dalla squadra di calcio dell’Alta Anaunia e dall’Unione Ciclistica Valle di Non. La comunità nonesa inoltre si è impegnata per coprire le spese e raccogliere beni di prima necessità.

 

Il gruppo di amici è partito lo scorso lunedì 14 marzo per rientrare nella notte di mercoledì. In mezzo tanta solidarietà come quella incontrata in Repubblica Ceca dove grazie ad alcuni conoscenti hanno trovato ospitalità e ristoro. Poi c’è il gran cuore della gente della Val di Non che ha fornito il sostegno per il viaggio ma anche ospitalità come hanno fatto il comune di Borgo d’Anaunia e l’Hotel Villanuova.

 

LE FOTO. Dalla Val di Non per salvare i profughi ucraini in fuga dalla guerra. Cliccare sulle immagini per ingrandirle

“Abbiamo seguito le orme di alcuni amici che pochi giorni prima avevano fatto un viaggio simile – spiega Turri – qualcuno ci ha pure chiesto perché proprio gli ucraini ma la risposta è che in questo caso è facile aiutare, basta avere un mezzo e partire, sono molti le persone che vogliono raggiungere l’Italia perché hanno amici e parenti che lavorano qui”.

 

Non a caso delle 21 persone che sono state raccolte nella cittadina polacca di Przemysl solo una si è fermata in Trentino. Si tratta di un anziano che è momentaneamente ospitato da uno dei ragazzi della Val di Non. La guerra gli ha portato via tutto e in Ucraina non aveva nessuno a cui appoggiarsi così ha deciso di fuggire: “Si è avvicinato a noi e ha chiesto di poter salire a bordo – ricorda Turri – quando ha visto la scritta Roma deve aver pensato che in Italia c’era ancora speranza”.

 

Un'iniziativa sostenuta anche dall'Apt d'ambito. "Abbiamo prestato volentieri il nostro furgone ai ragazzi - commenta Lorenzo Paoli, presidente dell'Azienda per il turismo val di Non - siamo felici di poter dare un piccolo contributo per un progetto così importante. In questo momento così difficile per chi vive il dramma della guerra, anche una piccola azione diventa grande se serve a portare un po' di conforto, e questi volontari sono davvero da ammirare. Così come tanti nostri soci che si stanno adoperando in vari modi, sia sul fronte solidarietà che sull’accoglienza. Davvero una grande mobilitazione che rende onore alla comunità nonesa".

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