L’autobus della speranza trentino per soccorrere i profughi ucraini è arrivato al confine: “Stiamo aspettando di sapere quali persone caricare per portarle al sicuro”
Gli autisti Dariusz Jadczyk e Vladimir Turcan hanno percorso gli oltre 1.300 i chilometri che separano Trento dalla città polacca di Medyka, qui caricheranno oltre 50 profughi ucraini in fuga dalla guerra per portarli al sicuro in Trentino

TRENTO. Sono oltre 1.300 i chilometri che separano Trento da Medyka, una città polacca che sorge a ridosso del confine con l’Ucraina. A poca distanza sorge Leopoli, una delle principali città ucraine. Questa è una delle principali zone di passaggio per i profughi che scappano dalla guerra.
Nella mattinata del 28 febbraio un pullman della compagnia Matuzzi dell’Alto Garda, messo a disposizione su iniziativa del Consorzio degli autonoleggiatori trentini, è partito proprio alla volta di Medyka. “Abbiamo dato la nostra disponibilità perché due dei nostri autisti sono rispettivamente di origini polacche e ucraine”, spiega il titolare Claudio Matuzzi.
È così che gli autisti Dariusz Jadczyk e Vladimir Turcan (che parla ucraino) sono partiti a bordo di un pullman da 60 posti carico di cibo, medicinali e altri beni di prima necessità che saranno scaricati sul posto. “Sono arrivati intorno alle 4 di questa mattina – spiega Matuzzi – ora sono in attesa di ricevere istruzioni dal consolato ucraino a Cracovia per sapere quali persone caricare per portarle al sicuro in Trentino”.
Attualmente gli autisti sono ospitati dalla Caritas della città di Przemysl, in territorio polacco a una manciata di chilometri dal confine con l’Ucraina. Se tutto andrà secondo i piani l’autobus con a bordo i profughi ucraini dovrebbe rientrare in Trentino nella giornata di mercoledì.












