Oltre 1.300 chilometri in autobus per salvare chi scappa dalla guerra in Ucraina (VIDEO): il racconto del viaggio da Trento fino ai confini polacchi
Il viaggio dell’autobus della speranza trentino per salvare i profughi ucraini in fuga dalla guerra. L’allarme dell’Onu: “Stiamo guardando a quella che potrebbe diventare la più grande crisi di rifugiati in Europa di questo secolo”

TRENTO. Le Nazioni unite stimano che siano almeno 12 milioni gli ucraini che nel breve periodo potrebbero avere bisogno di assistenza umanitaria, mentre sono oltre 4 milioni i profughi che potrebbero decidere di lasciare il Paese per fuggire dalla guerra. È da una settimana ormai che in Ucraina si combatte e si muore. Kyiv, Kharkiv, Kherson e Mariupol sono le città più gravate dai bombardamenti russi che hanno colpito anche alcuni quartieri residenziali provocando vittime fra i civili.
Il Sottosegretario generale per gli affari umanitari e coordinatore degli aiuti di emergenza, Martin Griffiths, ha fatto sapere che “il numero delle vittime sta aumentando rapidamente”, mentre “famiglie con bambini sono costrette a nascondersi negli scantinati e nelle stazioni della metropolitana” per sfuggire ai bombardamenti. Dal canto suo, Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha detto: “Stiamo guardando a quella che potrebbe diventare la più grande crisi di rifugiati in Europa di questo secolo. Mentre abbiamo visto un’enorme solidarietà e ospitalità da parte dei Paesi vicini nell’accogliere i rifugiati, anche da parte delle comunità locali e dei privati cittadini”.
Fra questa solidarietà c’è anche quella che arriva dal Trentino dove si stanno raccogliendo aiuti ma stanno trovando accoglienza anche le prime famiglie di rifugiati. Non solo, perché lo scorso 28 febbraio, da Trento, è partito un autobus speciale. Si tratta di un mezzo della compagnia Matuzzi dell’Alto Garda, messo a disposizione su iniziativa del Consorzio degli autonoleggiatori trentini, che è partito proprio alla volta di Medyka. Questa cittadina polacca si trova a ridosso del confine con l’Ucraina ed è una delle principali zone di passaggio per i profughi che scappano dalla guerra.
Come spiegava a Il Dolomiti, Claudio Matuzzi, titolare della ditta che ha materialmente messo a disposizione il mezzo, la scelta è ricaduta sulla compagnia altogardesana perché tra i suoi dipendi ci sono due autisti, uno polacco e l’altro ucraino. Perfetti per questa speciale missione. Dariusz Jadczyk e Vladimir Turcan (originario dell’Ucraina) non hanno esitato un momento: una volta ricevuta la notizia sono partiti a bordo di un pullman da 60 posti carico di cibo, medicinali e altri beni di prima necessità che saranno scaricati sul posto. L’autobus è arrivato a destinazione intorno alle 4 della mattina del primo marzo.
Dopo l’attesa, per sapere dal consolato ucraino a Cracovia quali persone far salire per poi essere portate al sicuro in Trentino. Nel pomeriggio di ieri è finalmente arrivato il via libera e i primi profughi hanno potuto salire a bordo. Se tutto dovesse procedere secondo i piani l’autobus della speranza dovrebbe rientrare in Trentino nella giornata di oggi. Sempre secondo l’Onu, negli ultimi 5 giorni, sono già più di mezzo milione i rifugiati che sono fuggiti dall’Ucraina nei Paesi vicini e molti altri stanno tentando di varcare il confine proprio in queste ore.















