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Scritto al liceo, ecco il libro della ventenne trentina Angelica Beccari: "La scrittura è stata la mia terapia"

Il libro racconta la storia d'amore tra Ryan e Camille. "Mentre scrivevo, mi sentivo una ladra della mia e della sua intimità. È stato difficile accettare questo libro. Ma era una panacea, la mia panacea.  Ricordo che scrivevo ovunque, ad ogni ora, in ogni modo". Ecco come è nato ''Un raggio di sole sul tuo viso'' 

Di Arianna Viesi - 05 October 2019 - 10:26

TRENTO. Angelica Beccari ha vent'anni, lunghi capelli biondi e grandi occhi blu. "Un raggio di sole sul tuo visto" è il titolo del suo primo romanzo, pubblicato su Bookabook grazie ad una campagna di crowdfunding. Obiettivo: arrivare a 200 preordini in 100 giorni (QUI SITO). "In un solo giorno ho già venduto 20 copie", dice entusiasta.

 

Durante i prossimi mesi usciranno anche dieci video (per la regia di Leonardo Loraschi) in cui l'autrice leggerà alcuni passi dell'opera mentre Pietro Michelini e Noemi Traverso, attori emergenti, tradurranno in immagini quelle parole.

 

Il libro racconta la storia d'amore tra Camille e Ryan, due anime fragili che si incontrano e si sfiorano. Ciascuna di loro cammina portandosi appresso la propria aura di gioia, attesa, dolore. È la storia di un amore struggente e assoluto, quella tra Camille e Ryan. "Camille è figlia dell'amore occidentale - racconta Angelica Beccari - figlia di un amore che viene recepito secondo questi connotati: un amore passionale, che ti mangia. E questo è l'amore che ho vissuto io".

 

"Ho cominciato a scrivere un diario 'scacciapensieri' al liceo. Era un modo per sfogarmi", racconta. La vera svolta nella sua vita arriva, però, quando si innamora, per la prima volta. Si innamora e la sua vita, lentamente, inizia a cambiare. 

 

Si conoscono, diventano amici e poi si perdono di vista. Si incontrano qualche anno dopo, a diciotto anni, in un supermercato. Così, un po' per caso. Si innamorano e stanno insieme per circa cinque mesi. Una storia intensa e difficile. Il loro primo amore. In questo lasso di tempo, Angelica ha scritto. Ha scritto tanto: quasi 500 pagine in cui ha condensato tanto di sé, di quello che è stata e di quello che è. Sette mesi, soltanto sette mesi, le sono serviti per mettere insieme tutte queste parole.

 

"Avete presente il film Colleteral Beauty? Ecco, a volte le cose belle finiscono senza un reale motivo. E la perdita ha un altro significato: quello della bellezza collaterale. Elaboravo quello che mi stava succedendo in questa maniera: scrivendo".

 

Il libro è stato scritto, inizialmente, per darlo alla persona che l'ha ispirato. Ma non parla solo di lui. Parla (anche) di un padre lontano, di amicizie perse e ritrovate, di una vita un po' storta.

 

"Mentre scrivevo, mi sentivo una ladra della mia e della sua intimità. È stato difficile accettare la scrittura di questo libro. Ma la scrittura era una panacea, la mia panacea. L'ho scritto l'ultimo anno di liceo e ricordo che scrivevo ovunque, ad ogni ora, in ogni modo".

 

Angelica Beccari aveva proposto il suo romanzo alla casa editrice Longanesi che, pur avendolo valutato positivamente, non l'ha ritenuto adatto alla propria linea editoriale. "Sono arrivata a Bookabook un po' per caso. Avevo perso le speranze, in realtà: se sei un autore esordiente è molto difficile farsi spazio nel mondo dell'editoria".

 

Poi Angelica comincia a raccontarci la sua storia: "Ovviamente io mi davo la colpa quando qualcosa non andava".

 

"Ma io lo amavo - continua Angelica. L'amore non va giudicato. L'amore, a qualsiasi età e in qualsiasi forma, è amore. Gli altri non lo capivano e mi dicevano che ero esagerata".

 

Poi la loro storia è finita ma ha lasciato, dietro di sé, una lunga scia di dolore e rimpianto. "Ora mi rendo conto che dipendevo da risposte che non potevo avere perché, semplicemente, risposte non ce n'erano. Il libro mi ha aiutata a superare tutto questo: non posso salvare tutti. Rifarei ogni cosa, ma c'è un limite oltre cui non si può andare. Mai".

 

"Riprendere in mano il libro per pubblicarlo è stato doloroso. Mentre leggevo pensavo 'Quanto sei stupida!'. Odiavo la mia immaturità e la mia tendenza ad assolutizzare certi sentimenti, la mia banalità. Sono passata per  uno stadio di non accettazione e totale rifiuto di quello che avevo scritto. Ma poi, con il tempo, ho capito. Tanto che non l'ho modificato: perché non era giusto. Oggi sono una persona diversa, ma devo rispettare la persona che sono stata perché, comunque, fa parte di quello che sono e di quello che sarò".

 

"Un raggio di sole sul tuo viso" è un libro sincero, autentico. Uno specchio che riflette, metaforicamente, un periodo di vita difficile e, proprio per questo, cruciale. "Quello che voglio sottolineare - continua  - è questo: io non sono diversa dagli altri, non mi sento superiore. Mi sento solo consapevole, e rispettosa, del dolore che ho vissuto. Scrivere questo libro è stata una forma di resilienza, è stato far crescere un fiore che spero molti vorranno cogliere. Mi piace pensare che questo libro sia il cadavere di una storia d'amore ma anche il frutto di una rinascita".

 

Ora Angelica è felice. Studia lingue all'Università di Trento, è fidanzata con un ragazzo che ama molto e si dedica alla sua più grande passione: il teatro. "Il teatro è diventato un modo per esprimere le mie emozioni sottocutanee. È una forma di terapia".  

 

"Ora comincio a riappassionarmi alle cose. Ci vuole tempo, ma ce la sto facendo. L'Angelica di adesso guarda con tenerezza alle cose successe due anni fa. Ho perdonato tutto: il perdono è risolutivo. Ma, soprattutto, ho perdonato me stessa. Il dolore ti dà una grande forza, ti fa andare dove vuoi, ti fa sentire invincibile. Anche se, in fondo, non lo sei mai perché la vita, si sa, va un po' come vuole".

 

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