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Se il ''challenge'' serve anche a pensare: la Sat mostra l'Adamello ferito, Chico Forti come in 20 anni la situazione è rimasta la stessa

In questi giorni spopola su Facebook e Instagram l'hashtag #10yearschallenge. Ecco come può trasformarsi in qualcosa di serio, sul quale riflettere. Da un lato per mostrare quanto il ghiacciaio si sta ritirando dall'altro come per il trentino all'ergastolo in Florida parole e annunci non hanno cambiato le cose  

Di Luca Pianesi - 20 gennaio 2019 - 22:52

TRENTO. C'è una #10yearschallenge che aiuta a pensare, che mostra con spietata efficacia come in 10 anni (o poco più) le cose siano peggiorate visibilmente o rimaste immutate, identiche a sé stesse con buona pace di chi sperava in un cambiamento. Il tutto inserendosi nella moda del momento, quella appunto della #10yearschallenge di postare proprie foto di oggi e di 10 anni fa, per mostrare un prima e dopo sul quale, tendenzialmente, sghignazzare. Ma le immagini, in realtà possono far riflettere. E' il caso, per esempio della foto del ghiacciaio dell'Adamello postata dalla Sat Carè Alto che mostra quanto in poco più di 10 anni il ghiaccio si sia ritirato. Il confronto è tra il 2005 e il 2018 ed è impietoso.

 

Il ghiacciaio più grande della Alpi dal 2006 a oggi ha perso circa 50 metri di spessore. Addirittura nell'ultima estate nella parte di colata che si dirige verso la Val Genova, la Vedretta del Mandrone, ne aveva persi 15. Dati allarmanti di un trend sempre più preoccupante che l'esperto del Museil glaciologo Christian Casarotto spiega che porterà nell'arco di 20 anni alla scomparsa dei ghiacciai sulle Dolomiti e addirittura ce ne vorranno meno per l'Adamello nella parte trentina (QUI ARTICOLO). ''Noi della SAT Carè Alto - questo il post a commento delle immagini - preferiamo fare un altro tipo di #10yearschallenge... queste foto ci fanno pensare, oltre che al passato, anche al futuro del nostro mondo e delle persone che verranno... #climatechange''.

 

E fanno riflettere anche le immagini postate sulla pagina Facebook di Chico Forti. Qui la sensazione è opposta: ''not #10yearchallenge but #20yearchallenge'' scrive. In 20 anni non è cambiato niente. Accusato di omicidio nel 1998 e condannato all'ergastolo nel 2000 da 20 anni si dichiara innocente e vittima di un errore giudiziario. Due decenni durante i quali politici e figure pubbliche hanno annunciato, ciclicamente delle svolte, sul suo caso, acceso speranze e fatto annunci dei più vari, da quello di riportarlo in Italia alla riapertura delle indagini. A oggi, però, poco o nulla è cambiato. Il nuovo anno si è aperto con l'arrivo di un cucciolo di labrador per ciechi a lui affidato part time per addestrarlo e con la volontà di procedere con la richiesta di revisione del processo e con la domanda di trasferimento in Italia

 

 

 

 

Sulla sua pagina Facebook le sue foto ricordano che ''Un italiano dimenticato in carcere negli USA da 20 anni. Not #10yearchallenge but #20yearchallenge#chicofortiFREE #chicoforti #199115 #lifesentence #nonmollare ‪#nevergiveup‬ #miami #florida #usa''. Poche frasi, perché alle volte le immagini parlano più di mille parole.

 

 

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