''In 30 anni il ghiacciaio ha perso 2 chilometri e la fronte è passata da quota 2.600 a quota 3.100'', quando le immagini parlano più di mille parole
A commentare i due scatti, uno del 1992 e uno del 2022 è Cristian Ferrari, presidente commissione Glaciologica della Sat: ''Il ghiacciaio è quello de "La Mare" nel Parco Nazionale dello Stelvio Trentino''

TRENTO. ''Nel 1992 la SAT - Società degli Alpinisti Tridentini faceva uscire questo numero del Bollettino sociale con in copertina una bellissima fotografia di Roberto Bombarda. Il ghiacciaio è quello de "La Mare" nel Parco Nazionale dello Stelvio Trentino. Nel girovagare per montagne raccogliendo misure e documentazione fotografica era inevitabile cogliere quasi lo stesso scatto 30 anni dopo (foto 2022)''. E, come spesso accade, le immagini parlano più di mille parole. Il ghiacciaio si è ritirato e il ''mare'' di neve e ghiaccio è sempre più ristretto.
L'immagine di confronto è dell'anno scorso, 2022, l'anno nero dei ghiacciai che ha visto, però, con questa estate peggiorare le condizioni ad ogni livello. Il 2023, infatti, rischia di essere l'anno più caldo di sempre a livello mondiale e su scala locale si inserisce tranquillamente tra le prime dieci (al sesto posto nel Nord Italia e all'ottavo su scala nazionale). Poi c'è questo avvio di autunno caldo, caldissimo, con temperature estive e zero termico spesso e volentieri superiore ai 4.000 metri, un disastro per i ghiacciai già provati dalla lunga estate appena trascorsa.
Tornando alle immagini quanto letto a inizio articolo è di Cristian Ferrari, presidente commissione Glaciologica della Sat. Il suo pensiero è stato rilanciato sui social del sodalizio alpinistico con questa aggiunta: ''Continuo a sostenere come la potenza comunicativa delle immagini nella divulgazione scientifica, sia quasi più importante di quella legata a grandezze e e numeri (che non devono mancare ma che spesso sono più adatte agli "addetti ai lavori"). Quando si racconta che "sembra di essere in un altro posto" a volte si fa fatica ad essere creduti. Dal 1980 questo ghiacciaio è riuscito ad avanzare di quasi un centinaio di metri come documentato da Franco Secchieri e poi nelle misure di Cristina Voltolini e Luca Carturan sono stati registrati arretramenti di quasi 2 chilometri (1 chilometro abbondante nella sola estate 2022), portando la fronte dai 2.600 metri sul livello del mare della foto 1992 ai 3.100 della foto 2022''.












