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| 01 gen 2019 | 20:21

Targhe estere, multe e confische di mezzi, De Laurentis: ''Leggi europee contraddittorie e il Dl Salvini è un disastro''

I cittadini che emigrano stagionalmente per lavoro si trovano fuorilegge. De Laurentis: "Casi anche in Trentino. I governi italiani fanno le leggi senza ragionare. Diversi problemi e il settore auto è visto solo per monetizzare e trovare risorse fresche"

Targhe estere, multe e confische di mezzi, De Laurentis: Leggi europee contraddittorie e il Dl Salvini è un disastro''

TRENTO. "E' un problema che esiste, soprattutto in quei territori di confine del Nord del Belpaese. Anche in Trentino si registra qualche caso perché in Italia facciamo leggi un po' così e quelle dell'Europa non sono chiare", così Roberto De Laurentis, imprenditore, consigliere Aci ed ex numero uno degli artigiani, che aggiunge: "Un passaggio di un decreto, quello di Salvini sulla sicurezza, che è un disastro. In linea di massima non risolve nulla e comporta maggiori criticità".

 

Il Dl sicurezza vorrebbe combattere i "furbetti" che magari immatricolano i veicoli nell'Est Europa per risparmiare su bollo e assicurazione, ma crea invece diversi "grattacapi" a quelle persone che hanno una targa estera per necessità lavorative e sono residenti in Italia. Una norma entrata in vigore a inizio mese e che, soprattutto nel bellunese, colpisce indistintamente tantissimi cittadini (Qui articolo): si viene multati, mentre il veicolo può essere sequestrato e confiscato.

 

La soluzione sembra semplice: cambiare targa e registrarsi in Italia. Più facile a dirsi che a farsi. "Ma le leggi europee - prosegue De Laurentis - sono contrastanti. Se in Germania si vive per sei mesi è necessario registrare l'auto lì. E la nuova normativa italiana, senza senso e scritta senza ragionare, prevede una situazione simile. Il lavoratore italiano si trova fuorilegge in entrambi i casi, pur rispettando la legislazione di entrambi i Paesi. La soluzione più semplice sarebbe quella di effettuare maggiori controlli sul territorio e multare i furbi, quelli veri".

 

Non mancano alcuni casi in Alto Garda, i gelatieri si spostano stagionalmente per portare avanti la propria attività, mentre un altro settore sotto la lente di ingrandimento è quello degli autotrasportatori. "Un imprenditore - dice De Laurentis - ha il dovere di rispettare leggi e regole, ma deve anche riuscire a portare avanti i propri interessi. Nel comparto del trasporto ci si trova davanti a realtà con diverse sedi, l'impresa sceglie quella più conveniente per ragioni funzionali".

 

Insomma la coperta sembra corta, come si fa, si sbaglia. "I legislatori europei - evidenzia l'ex presidente degli artigiani - dovrebbero affrontare le discrepanze normative e prevedere leggi in grado di adattarsi agli Stati. I governi italiani dovrebbero ragionare meglio, senza approvare in fretta e furia dispositivi sbagliati solo per far vedere che si raggiunge un qualche risultato, spesso poi arrivano i problemi. In generale bisognerebbe eliminare norme e normative legate al comparto auto, un settore che serve solo a recuperare soldi".

 

E in arrivo un'altra accisa. Ogni governo promette l'eliminazione, ma poi tutto viene congelato e anzi vengono aggiunti provvedimenti. "Paghiamo - prosegue l'imprenditore - ancora il finanziamento della guerra d'Etiopia del 1935/36 e ora sono preoccupato per quanto riguarda la Sicilia tra Etna e Stromboli. La politica deve agire sui costi, ma nessuna legislatura sembra avere il coraggio di intervenire in modo serio".

 

Insomma, serve un intervento a livello centrale, ma intanto è stallo. Un'altra soluzione è quella di iscriversi all'Aire, l'anagrafe degli italiani all'estero. Spesso però mancano i requisiti perché hanno casa e i figli frequentano la scuola,senza dimenticare che questo passaggio si traduce nel venire meno dell'assistenza sanitaria, l'eventuale pagamento dell'Imu e controlli vari, come quello dell'Agenzia delle entrate.

 

Non solo i cittadini, ma anche le amministrazioni, soprattutto quelle piccole, rischiano tanto: i parametri cambiano, i coefficienti di calcolo vengono falsati e si rischia il cortocircuito. "In Veneto ci sono problemi maggiori - conclude De Laurentis - mentre in Trentino la situazione sembra sotto controllo, ma restano i problemi legislativi e le contraddizioni europee e italiane. E' solo l'ennesimo caso della nostra classe politica, scadente".

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