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Targhe estere nel Dl sicurezza, multe e confische di mezzi. L'Unione europea potrebbe aprire una procedura d'infrazione contro l'Italia

Una norma entrata in vigore a inizio anno e che, soprattutto nel bellunese, ma alcuni casi si sono registrati anche in Trentino, colpisce tantissimi cittadini. In febbraio Herbert Dorfmann, europarlamentare dell'Svp, ha presentato un'interrogazione per verificare la nuova legge. Per Pierre Moscovici si potrebbe aprire un procedimento contro l'Italia

Di Luca Andreazza - 20 marzo 2019 - 13:03

TRENTO. L'Unione europea potrebbe aprire una procedura d'infrazione contro l'Italia. Il motivo? La norma contenuta nel Dl sicurezza vorrebbe combattere quei "furbettiche immatricolano i veicoli nell'Est Europa per risparmiare su bollo e assicurazione, ma che alla prova dei fatti colpisce soprattutto quelle persone che hanno una targa estera per necessità lavorative e sono residenti in Italia.

 

Una norma entrata in vigore a inizio anno e che, soprattutto nel bellunese (Qui articolo), ma alcuni casi si sono registrati anche in Trentino (Qui articolo), colpisce tantissimi cittadini: multe salate da 500 euroil veicolo che può essere sequestrato e confiscato. Una situazione complessa, tanto che l'onorevole veneto Luca De Carlo (Fratelli d'Italia), già sindaco di Calalzo di Cadore, aveva scritto a Matteo Salvini una lettera "informale" per invitare il vicepremier alla riflessione

 

La commissione europea sta, infatti, esaminando la legalità di questa norma. In febbraio Herbert Dorfmann, europarlamentare dell'Svp, ha presentato un'interrogazione scritta per verificare se la nuova legge costituisca un limite alla libertà di stabilimento e libera circolazione delle persone in Europa, specialmente quelle provenienti dalle regioni di confine, che lavorano in un altro stato europeo e acquistano un veicolo per queste esigenze. 

 

L'europarlamentare ha chiesto alla Commissione europea di verificare se la nuova legge italiana in materia di targhe straniere sia effettivamente compatibile con le leggi dell'Unione e, in caso contrario, quali azioni intenda intraprendere.

 

Il Commissario europeo per gli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, ha risposto che la Commissione intende indagare sul caso e probabilmente avvierà una procedura d'infrazione nel caso in cui la nuova legge non sia compatibile con il diritto dell’Unione.  "Questo è un importante passo avanti. Il decreto italiano - commenta Dorfmann - è palesemente malfatto e spero che l'Unione europea ora aumenti la pressione sull'Italia per introdurre immediatamente i miglioramenti necessari".

 

Una norma contenuta, come anticipato, nel Dl sicurezza. L'articolo 93 vieta che chi ha stabilito la propria residenza in Italia da oltre 60 giorni circoli con un veicolo immatricolato all'estero. Se "pizzicati" come fuorilegge la multa va da 712 a 2.848 euro e se non ci si attiva per il cambio della targa entro 180 giorni ecco che scatta il fermo amministrativo.

 

Diversamente, per i cittadini non residenti in Italia entra in vigore un altro articolo che consente la circolazione dei veicoli immatricolati all'estero per un anno. Il Dl sicurezza vorrebbe colpire quelle persone che pur vivendo in Italia utilizzano veicoli con targa straniera per eludere il pagamento delle relative imposte. A questo si aggiunge che spesso questi cittadini vengono "premiati" con altre agevolazioni, quali premi assicurativi e la mancata notifica di sanzioni.

 

Questo provvedimento però non tiene conto di un'intera categoria di cittadini e lavoratori che mantengono la residenza in Italia e trascorrono diversi mesi all'estero per gestire un'attività e rientrare in patria nel periodo di chiusura. Professionisti e imprenditori che rientrano dopo 7 e 8 mesi dall'estero e che acquistano l'auto oltre confine, magari in Germania, perché trascorrono la maggior parte della vita lavorativa lì. In forza dell'attuale normativa però queste persone non possono più circolare a causa della vettura munita di targa straniera

 

Una soluzione? Basterebbe registrare la macchina in Italia. Sembra facile, ma in realtà non funziona. In questo caso i gelatieri, tornano poi in Germania e scatta la norma teutonica: se vivi per sei mesi in Germania devi registrare il veicolo lì. Per essere in regola, ogni volta bisognerebbe immatricolare il mezzo tra stress, burocrazia e costi. Una situazione paradossale.

 

Un'altra possibilità è quella di iscriversi all'Aire, l'anagrafe degli italiani all'estero. Il problema principale è che spesso mancano i requisiti: questi cittadini hanno casa in Italia e i figli frequentano la scuola. Questo passaggio si traduce anche nel venire meno dell'assistenza sanitaria, l'eventuale pagamento dell'Imu sulla prima casa e dover effettuare controlli vari, come quello all'Agenzia delle entrate.

 

Non solo i cittadini, ma anche le amministrazioni, soprattutto quelle piccole, rischiano tanto: i parametri cambiano, i coefficienti di calcolo vengono falsati e si rischia il cortocircuito. Interi Comuni rischiano di sparire, così come i relativi servizi. Una situazione che potrebbe portare all'ulteriore spopolamento delle montagne. 

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