Autovelox non omologati, quale è la situazione in Trentino? L'assessore Gottardi: "La sentenza va letta con attenzione. Comunque i dispositivi verranno controllati"
In Veneto è già scattato il piano per il controllo degli autovelox, perché si teme l'effetto "domino" di ricorsi, visto che potrebbero essere tantissimi i dispositivi semplicemente "autorizzati" e non "omologati". "Attenzione, però - spiega l'assessore provinciale - perché in Italia i precedenti non sono vincolanti"

TRENTO. In Veneto è già scattato il piano per il controllo degli autovelox, dopo la recente sentenza emessa dalla Corte di Cassazione che ha cancellato la multa ad un automobilista trevigiano in quanto il dispositivo che aveva rilevato l'eccesso di velocità (97 chilometri contro i 90 km/h imposti) era semplicemente "autorizzato" e non "omologato" (QUI ARTICOLO).
Il timore che i ricorsi possano fioccare è concreto e, in caso di annullamento in primo grado, quanti comuni ricorrerebbero in appello e poi in Cassazione con il rischio di vedersi respinte le istanze con conseguente spreco di denaro pubblico visto questo precedente?
Il rischio, come dichiarato pubblicamente anche dal direttore dell'Anci del Veneto, Carlo Rapicavoli, è che tantissimi autovelox non siano omologati, perché dal 2020 si è praticamente proceduto quasi esclusivamente con le "autorizzazioni" perché pareva bastasse così. E invece, la Cassazione ha detto che "no": devono essere omologati.
E in Trentino quale è la situazione? Gli autovelox presenti sul territorio sono omologati e, dunque, le sanzioni comminate possono essere considerate "valide", oppure potrebbero essere impugnate perché il dispositivo che ha rilevato l'eccesso di velocità non possiede l' "omologazione"?
L'onorevole di Fratelli d'Italia Alessia Ambrosi ha parlato di una "formidabile vittoria nella nostra battaglia per i diritti e contro i soprusi", definendo gli autovelox "macchine mangiasoldi" e di "sistema vessatorio per i cittadini" (QUI ARTICOLO).
Lo screening sugli autovelox situati sulle strade trentine verrà effettuato, ma l'assessore provinciale ai trasporti e alla mobilità Mattia Gottardi invita alla prudenza e a leggere attentamente la sentenza della Cassazione. Che non prevede automaticamente l'annullamento della multa (ma solamente dopo il o i ricorsi) e, soprattutto, ricordando - da uomo di legge quale è (svolge la professione di avvocato) che, dal punto di vista legislativo, in Italia i precedenti non sono vincolanti, come invece accade in altri Stati.
"Ho letto proprio oggi - commenta l'assessore provinciale ai trasporti e alla mobilità - la sentenza della Cassazione. Da giurista invito alla prudenza non vigendo in Italia il principio del "precedente vincolante". La sentenza, al di là del principio enunciato, va letta nel suo iter processuale (in primo grado e in appello si decide nel merito, la Cassazione invece sulla legittimità) e analizzata. Allo stesso tempo non è direttamente applicabile alle sanzioni, dovendo eventualmente ogni "multato" rivolgersi ad un tribunale per chiedere l'applicazione del principio di diritto. Sicuramente gli enti proprietari degli autovelox verificheranno la conformità delle omologazioni, a prescindere dalla sentenza".












