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Al Brennero la guerra dei mezzi pesanti, gli autotrasportatori scrivono a Salvini: ''Così non si va avanti, serve una procedura contro l'Austria. Il Governo si faccia rispettare''

Le continue limitazioni stanno creando molti problemi agli autotrasportatori che chiedono una "procedura d’infrazione davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea". Dal Brennero transita oltre il 10 percento dell’intero import-export italiano

Di Giuseppe Fin - 28 novembre 2022 - 15:24
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BRENNERO. Parlano di “Continue e sistematiche violazioni del diritto europeo al Brennero da parte dell’Austria” e chiedono l’avvio di una procedura d’infrazione davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea”. Dopo il documento sottoscritto nei giorni scorsi e indirizzato alla Commissione Europea (QUI L'ARTICOLO) le associazioni  Anita, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Conftrasporto e Uniontrasporti, società del sistema camerale italiano per questioni trasportistiche, si rivolgono congiuntamente al ministro Matteo Salvini per chiedere il ripristino della libera circolazione e il rispetto del diritto Ue al Brennero.

 

“Il Land austriaco del Tirolo – spiegano gli autotrasportatori -  da anni porta avanti una politica volta a limitare il transito di mezzi pesanti non tirolesi attraverso la propria regione. Questa politica selettiva colpisce in particolar modo l’economia italiana, dal momento che dal Brennero transita oltre il 10 percento dell’intero import-export italiano. Si tratta di gran lunga della rotta commerciale via terra più importante per l’Italia. Infatti, il 70 percento delle esportazioni terrestri passano attraverso le Alpi e di queste la massima parte attraverso il Brennero, il passo che unisce le due principali manifatture d’Europa, quella germanica e quella italiana”.

 

I divieti di circolazione tirolesi formalmente sono misure ambientali atte a garantire i valori limite della qualità dell’aria. Questo, però, spiegano sempre le associazioni che si sono rivolte al ministro Salvini, si trasformano in “limitazioni discrezionali del traffico merci europeo volte a favorire le imprese tirolesi”.  Il divieto notturno di transito, attualmente la misura tirolese più restrittiva, viene spiegato, non impatta in alcun modo positivamente sulla qualità dell’aria lungo l’asse autostradale, producendo al contrario una concentrazione dei traffici durante il giorno, provocando code, disagi e inquinamento.

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“Oltre ai divieti di circolazione è in vigore anche un sistema di dosaggio al confine austro-tedesco per i mezzi diretti verso l’Italia. Tale sistema, quando attivato, crea lunghissime code con tempi di attesa attorno alle 3-4 ore per attraversare un confine Schengen nell’Ue” continuano gli autotrasportatori. 

 

Da qui la decisione nelle scorse ore di consegnare il documento di richieste al ministro Salvini. “Il nostro auspicio è che si arrivi in fretta a una soluzione, nell’interesse del comparto dei trasporti e dell’economia italiana”, sottolinea Thomas Baumgartner, presidente di Anita, facendo riferimento al fatto che da anni la Commissione europea non interviene per risolvere la situazione.

Patrizio Ricci, Presidente di Cna Fita ha spiegato che “I divieti di circolazione tirolesi rappresentano una limitazione discriminatoria e illegittima. Da tempo chiediamo con forza che vengano prese le necessarie misure contro una decisione unilaterale contraria ai principi europei e che penalizza le imprese di autotrasporto del nostro Paese”. L'auspicio da parte di Confartigianato è che siano “tutelate  le imprese di autotrasporto italiane ripristinando parità di condizioni a beneficio della produzione nazionale. È ora di dire basta alle discriminazioni e alla violazione del diritto comunitario attuate dal Tirolo. Speriamo sia la volta buona che il Governo italiano si faccia rispettare”.

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Della stessa posizione anche il presidente di Conftrasporto Paolo Uggè che ha dichiarato che “È giunto il momento di risolvere questo problema antieuropeo”. Il presidente di Uniontrasporti, Alberto Zambianchi ha rincarato la dose sottolineando che “Il Brennero non è un problema dell’autotrasporto italiano, ma un problema dell’economia nazionale intera”.

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