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| 17 nov 2022 | 16:46

Al Brennero scoppia la guerra dei mezzi pesanti, le associazioni di autotrasporto contro le limitazioni imposte dal Tirolo: ricorso contro la Commissione Europea

A presentarlo le associazioni dell’autotrasporto merci Anita, Fai e Fedid congiuntamente a Confindustria e ad alcune sue componenti associative particolarmente colpite dalle limitazioni. "Le limitazioni al transito stradale dei mezzi pesanti attraverso il Tirolo rischiano di creare un danno incalcolabile per l’economia del Paese"

Al Brennero scoppia la guerra dei mezzi pesanti, le associazioni di autotrasporto contro le limitazioni imposte dal Tirolo

TRENTO. Contro le limitazioni unilaterali al transito stradale di mezzi pesanti imposte dal Tirolo. Nelle scorse ore è stato ufficialmente depositato il ricorso alla Corte di Giustizia dell’Ue contro la Commissione Europea da parte associazioni dell’autotrasporto merci Anita, Fai e Fedid congiuntamente a Confindustria e ad alcune sue componenti associative particolarmente colpite dalle limitazioni.

 

“Ormai da troppo tempo – viene spiegato in una nota - il Land Tirolo applica indisturbato dei divieti che generano significativi extra costi per le imprese italiane, minando la competitività delle produzioni nazionali e della nostra economia. Il 70% dell’export italiano passa attraverso le Alpi e la maggior parte di esso transita per il valico del Brennero, posto lungo il Corridoio Scan-Med che è uno degli assi portanti della rete transeuropea di trasporto”.

 

Una situazione che è stato definita “inaccettabile", da parte delle associazioni di categoria. Il presidente di Anita Thomas Baumgartner ha spiegato che “in assenza di interventi decisivi da parte delle Istituzioni europee, abbiamo deciso, trovando piena sintonia nelle altre organizzazioni del trasporto e dell’industria, di mettere in campo un’azione legale per porre fine alla reiterata violazione dei principi di libera circolazione delle merci e di equa concorrenza nell’Ue”.

 

Da parte di Fai l'auspicio che si arrivi quanto prima ad accertare le responsabilità “di chi – ha spiegato il presidente Paolo Uggé - nel corso di questi anni, ha assistito impassibile allo scempio perpetrato ai danni delle nostre imprese, evitando di aprire una procedura d’infrazione verso l’Austria per violazione delle norme del Trattato UE sulla concorrenza e sulla libera circolazione delle merci.”

 

Per le associazioni che hanno presentato ricorso, le limitazioni al transito stradale dei mezzi pesanti attraverso il Tirolo, decisa unilateralmente senza alcuna consultazione con il Governo Italiano, e senza alcuna riflessione sui costi e sulle conseguenze che esso sta provocando, non da oggi, rischia di diventare un danno incalcolabile per l’economia del Paese.

 

Secondo Anita, Fai e Fedit, le problematiche delle emissioni nocive sono state da tempo superate grazie agli investimenti degli autotrasportatori nel ricambio del parco automezzi con motori di ultima generazione. “Le stazioni di rilevamento lungo l’autostrada nel Tirolo – spiegano - non registrano più superamenti della soglia di emissioni imposta dalle normative europee”.

 

Le imprese di autotrasporto sono favorevoli al maggiore utilizzo del trasporto combinato ferrovia-strada ma oggi non ci sono tracce disponibili e i terminali per il trasbordo sono già saturati e quindi, finché non entrerà in funzione la Galleria di base del Brennero BBT, non ci saranno alternative al trasporto stradale.

 

“Per l’importanza strategica del Corridoio Scan-Med, è necessario assicurare l’utilizzo di entrambe le modalità, ferroviaria e stradale, e garantire il principio di libera circolazione delle merci nonché quello di equa concorrenza, sia per il traffico in transito sia per il traffico di destinazione ed arrivo nel Tirolo. Con il ricorso si vuole proprio accertare se le misure restrittive imposte unilateralmente dal Land del Tirolo siano compatibili con il diritto dell’UE” hanno concluso i proponenti.

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