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Turista cade sugli sci, portata a valle in barella. L'appello: ''Aiutatemi a trovare i miei soccorritori, voglio ringraziarli di persona''

Izolda era in vacanza a San Martino di Castrozza con amici. Tornata in Polonia, cerca di contattare chi l'ha aiutata durante l'incidente: ''Persone stupende, voglio offrire loro lezioni gratuite d'inglese''

Pubblicato il - 04 febbraio 2019 - 21:05

TRENTO. Una giornata di vacanza sulle nevi di San Martino di Castrozza rovinata da una caduta sugli sci. Un momento di difficoltà alleviato dalla gentilezza delle persone che l'hanno soccorsa e aiutata a tornare in hotel. È la storia di Izolda, una turista polacca che, una volta terminata la sua vacanza, ha mosso mari e monti per rintracciare i suoi soccorritori e ringraziarli. "Sono state persone stupende" racconta.

 

L'incidente sulle piste risale allo scorso gennaio, ma solo oggi, dopo diversi tentativi, Izolda è riuscita a mettersi in contatto con alcune delle persone che l'hanno aiutata. Per farlo ha scritto diverse email a tanti differenti destinatari, cercando gli indirizzi in Internet. Una ricerca che l'ha portata a inviare messaggi online alla Scuola di Sci San Martino di Castrozza, agli agenti di polizia che lavorano sulle nevi del Rifugio Tognola e perfino al nostro giornale, ildolomiti.it. Tutto nella speranza di ricostruire tutti i nomi e gli indirizzi di chi l'ha aiutata per poter scrivere dei messaggi di ringraziamento.

 

"Sono stata in Trentino dal 26 gennaio a venerdì scorso, l'1 febbraio - racconta via email, in un inglese perfetto, Izolda - con un gruppo di amici per una vacanza sulla neve, a Fiera di Primiero. Siamo arrivati Trentino con un gruppo organizzato dalla Polonia".

 

L'incidente è avvenuto "nel primo pomeriggio, attorno alle 14, del 30 gennaio", ricorda Iza: "Stavo scendendo sulla pista rossa che va dall'Alpe e Rifugio Tognola a San Martino di Castrozza al ristorante vicino al parcheggio. Sciavo con due amici, per la terza volta su quella pista, quando sono caduta proprio in cima, a monte. È stato uno choc per me perché non mi era mai capitato di cadere in quel modo, nemmeno l'anno scorso quando in val di Fiemme ho sciato anche su piste nere".

 

"Sono caduta e ho sentito un "click" al ginocchio destro; non riuscivo più ad alzarmi in piedi da sola - prosegue Izolda - Ma ho avuto fortuna: subito prima di me c'era un'istruttrice di sci della Scuola di Sci di San Martino Di Castrozza, che ho appena scoperto si chiamava Andrea. È intervenuta subito in mio soccorso: ha creato una croce con i miei sci in modo da avvertire gli altri sciatori di un incidente in corso sulla neve. Poi è rimasta con me, parlandomi gentilmente per capire quale fosse il problema. Quando le ho detto che non riuscivo più a sciare e che non ce l'avrei fatta a scendere a valle sulle mie gambe ha chiamato i soccorsi".

 

Quindi l'intervento di un agente di polizia, "very helpful and caring" ("molto  gentile e premuroso"), racconta Izolda. "Mi ha chiesto cos'era successo, se avessi per caso avuto un incidente con un altro sciatore. Gli ho raccontato che ero caduta da sola e che mi ero fatta male al ginocchio destro. Che non riuscivo a sciare. Mi ha controllata e fatto compagnia. Quindi è arrivato un altro agente di polizia con una slitta. Il primo agente mi ha aiutata a salirci, mi ha coperta con una coperta e assicurata con i lacci. Poi i due agenti mi hanno portata a valle e nel ristorante vicino al parcheggio" è il ricordo di quegli attimi della donna.


"Il primo agente - racconta ancora Izolda - è stato con me finché sono arrivati i miei amici. Ha controllato che tutto fosse a posto e mi ha consigliato di vedere un medico in paese oppure si è offerto di chiamarmi un'ambulanza che mi accompagnasse all'ospedale. Ma io ho preferito aspettare i miei amici e vedere più tardi come mi sarei sentita. Ora sono tornata in Polonia: il mio ginocchio è ancora un po' gonfio, ma ormai riesco a camminare senza problemi".

 

Dell'esperienza la signora Izolda dice di avere un ricordo solo positivo: "Sono davvero molto grata per tutto l'aiuto che mi è stato dato e vorrei ringraziare di persona tutte le persone che sono intervenute in mio soccorso. Sono già riuscita a ringraziare il secondo agente di polizia che è intervenuto quando lo ho incontrato al Rifugio Tognola. Ho anche scritto, tramite la Scuola di sci all'istruttrice Andrea, ma sto ancora cercando l'altro agente di polizia per scrivergli e ringraziarlo per essere stato con me tutto il tempo, in cima alla montagna e durante la discesa, fino poi a farmi compagnia nel ristorante a valle".

 

"Non ho fatto tanto, ho visto la signora a terra che aveva male e ho fatto semplicemente il mio lavoro - interviene l'istruttrice di sci Andrea - Ho visto che aveva fastidio al ginocchio, quando ho capito che non riusciva a mettersi sugli sci, le ho consigliato di stare ferma e ho chiamato la polizia. Izolda mi ha ricontattata e ringraziata: si è ricordata delle divise ed è riuscita a ricostruire il nome della scuola dalle immagini che aveva in mente. Un gesto del genere fa piacere, ti fa sentire ripagata per il lavoro svolto".

 

Ora Izolda, che è un'insegnante di inglese e una traduttrice con vent'anni di esperienza internazionale ("Ho già insegnato la lingua a professionisti in Polonia, in Francia, dove ho vissuto per cinque anni, e in Qatar", dice), offre una singolare ricompensa a chi la ha aiutata: "Per ringraziare gli agenti di polizia, l'istruttrice di sci e tutti coloro che mi hanno dato una mano vorrei offrire loro qualche lezione gratuita d'inglese (con rispetto e senza offesa, ovviamente) che potrei dare loro online od organizzare la prossima volta che tornerò in Italia. Parlo anche un po' d'italiano, all'occorrenza, anche se un po' arrugginito e il francese fluentemente".

 

Di quello che le è capitato Iza ricorda solo gli aspetti positivi: la gentilezza delle persone che le sono state vicine, la disponibilità di chi la ha aiutata e la aiuterà a rintracciarle e i nuovi contatti stabiliti con un Paese lontano. "Mi sento una persona davvero fortunata che è stata aiutata da persone stupende. Grazie a tutti" conclude.

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