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Aiuta i soccorritori e poi li ringrazia: "Quello che fate non è semplice né da tutti. Siete davvero ammirabili"

Qualche giorno fa, in Alta Val Camonica, il soccorso alpino è intervenuto in un incidente sulle piste. Una dottoressa, che per caso si trovava a passare di lì, si è fermata e ha aiutato i soccorritori. Poi ha mandato loro una lettera per ringraziarli: "Faccio il rianimatore da più di vent’anni e ho visto e vissuto tutto ciò che un medico in prima linea può vedere e voi siete davvero ammirabili"

Pubblicato il - 06 January 2020 - 13:07

VALLE CAMONICA (Brescia). Vigili del fuoco, soccorso alpino, forze dell'ordine e soccorsi sanitari. Sono gli angeli custodi che, silenziosamente e in punta di piedi, ci seguono, ogni giorno. Persone preparate e competenti, spesso volontari, che dedicano anima corpo e tempo agli altri, spesso sacrificando il proprio, di tempo, e spesso mettendo in pericolo la propria vita per salvare quella degli altri.

 

Non si contano gli interventi che, ogni giorno, vedono impegnati questi eroi. Chi ha avuto modo di incontrare uno di loro sulla propria strada, di certo non se ne dimentica. E, spesso, dimostra al proprio soccorritore infinita gratitudine e stima. E' quello che è successo, qualche mese fa, ad Alessandro Scrinzi e Alberto Folchini, due speleologi rimasti intrappolati nella grotta Bus del Diaol ad Arco e salvati dal soccorso alpino. "Hanno lavorato per noiquandoforsenoiper il casino creato, nemmeno ce lo meritavamo. Perché è gente in gamba, professionisti seri, esperti e organizzati. Persone specialiGrazie ragazzi. Grazie, grazie. Di cuore vi dobbiamo la vita", così termina la lettera indirizzata dagli speleologi ai propri salvatori (QUI ARTICOLO). 

 

Messaggi come questo, spesso, ripagano delle fatiche e dei sacrifici. I soccorritori non si fermano mai, nemmeno per le feste. Proprio in questi giorni, tutti noi li abbiamo visti centinaia di volte all'opera: sulle piste, sulle strade, in montagna e nei fondovalle. Non si fermano, mai. Ma, ogni tanto, qualcun altro li ferma per dir loro, semplicemente, una cosa: grazie.

 

E' quello che è successo alle donne e agli uomini del soccorso alpino bresciano, intervenuti qualche giorno fa in Alta Val Camonica. Durante l'intervento, una dottoressa, che per caso si trovava a passare sulla pista dove è avvenuto l'incidente, si è fermata e ha aiutato i soccorritori. La loro professionalità e competenza l'hanno molto colpita a tal punto che ha deciso di inviare loro una lunga lettera.

 

Sulla pagina Facebook del Soccorso Alpino e Speleologico Lombardia - Cnsas (QUI PAGINA) è quindi stato postato un lungo messaggio per ringraziare la dottoressa e tutti coloro che credono nei soccorritori: "Accade spesso di ricevere messaggi di apprezzamento e di incoraggiamento per l’attività che i nostri soccorritori svolgono, senza sosta, ogni giorno - si legge nel post -. Alcuni interventi sono più impegnativi, non solo da un punto di vista pratico, ma perché ci sono componenti organizzative o persino emotive particolarmente complesse".

 

Il Soccorso Alpino, poi, ci tiene a ricordare come tutti gli interventi dipendano dalla sinergia di più attori e come, questa sinergia, sia fondamentale per la loro buona riuscita. "In questi casi, è fondamentale la sinergia tra i nostri tecnici e altre realtà, come Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato, Esercito, con il coordinamento della Centrale operativa delle Soreu (Sale Operative Regionali dell’Emergenza Urgenza) e quello a livello locale e immediato".

 

"Proprio in questi giorni - continua il post - abbiamo ricevuto una lettera da parte di un medico anestesista rianimatore, una dottoressa, che ci ha aiutati in un intervento in Alta Valle Camonica. Riportiamo alcune delle sue parole:
 

Faccio il rianimatore da più di vent’anni e ho visto e vissuto tutto ciò che un medico in prima linea può vedere e voi siete davvero ammirabili, perché non solo siete stati gentili con me e con (… la persona soccorsa) ma non avrei potuto avere “infermieri” migliori. La capacità che avete avuto di posizionare in modo corretto (…) non è né semplice né da tutti, quindi grande applauso a voi

 

La dottoressa stava sciando ma, quando ha visto l'incidente, si è fermata a dare una mano, "un gesto per nulla scontato e che abbiamo apprezzato molto".

 

"Pensiamo sia giusto pubblicarlo - conclude il post - per rendere merito ai nostri soccorritori, perché il percorso che devono sostenere è molto impegnativo, fatto di intere giornate di esercitazioni, di corsi, di formazione teorica e pratica, oltre alla presenza sul campo, tolte alla loro vita e alle loro famiglie. In ogni momento, di giorno, di notte, nei periodi che di solito si riservano alle vacanze, i nostri ci sono. Le parole di questo medico, così come la soddisfazione quando l’intervento ha un esito positivo, davvero ripagano di tanti sacrifici".

 

 

 

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