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| 03 ago 2019 | 15:57

Un appuntamento fisso al parco Nelson Mandela con l’educativa di strada: “Siamo qui per dar voce a chi non ha uno spazio”

Musica, cibo, giochi ma anche pensieri per capire come i giovani vivono il territorio arcense e quali sono le loro principali esigenze. Ogni mercoledì apre al parco Nelson Mandela un “laboratorio di idee” per raccogliere le proposte dei ragazzi

Un appuntamento fisso al parco Nelson Mandela con l’educativa di strada: “Siamo qui per dar voce a chi non ha uno spazio”
di Tiziano Grottolo

ARCO. Un appuntamento fisso per raccogliere le proposte dei giovani dell’Alto Garda, un “laboratorio di idee” dove i ragazzi possano esprimersi liberamente, è l’iniziativa ‘Mi SmArco’ costola del progetto di educativa di strada Arcontatto che si terrà ogni mercoledì dalle 18 al Parco Nelson Mandela.

 

L’idea è quella di offrire ai giovani uno spazio libero dove confrontarsi con due operatori, per cercare di comprendere come i giovani vivono il territorio arcense e perché no avanzare anche delle proposte in merito. Proposte che magari fino ad ora non hanno trovato il modo o il contesto giusto per esprimerle.

 

“L’obiettivo di riuscire a dar voce a chi non ha uno spazio – spiegano gli operatori – con una parte più conviviale, con cibo e bevande e una di riflessione e confronto dove i giovani potranno proporre le loro idee”.

 

Il progetto nasce in seno alla Comunità Alto Garda e Ledro e coinvolge un’ampia una rete di soggetti appartenenti al pubblico ed al privato: che hanno elaborato insieme un progetto di prevenzione a favore della popolazione giovanile e adolescenziale.

 

L’Educativa di Strada ha avviato l’attività nel Comune di Arco lo scorso 10 giugno e proseguirà per sei mesi, fino al 10 dicembre 2019.

 

Nel concreto si tratta di un’attività rivolta a gruppi spontanei di adolescenti e giovani nei loro luoghi naturali di ritrovo, finalizzata a costruire una relazione significativa tra i componenti del gruppo e gli educatori, basata sull’ascolto, con lo scopo di far emergere idee, rafforzare i fattori protettivi, ridurre quelli di rischio ed aumentare autonomia, capacità riflessive e critiche.

 

Si è pensato dunque di stabilire una presenza costante in strada in diversi momenti della giornata e nei luoghi di ritrovo dei ragazzi, fra questi è stato individuato il Parco Nelson Mandela, anche conosciuto come Braile.  

 

“Successivamente, in base agli esiti che ci porterà l’Educativa di strada – spiega Costanza Fedrigotti del Servizio socio-assistenziale della Comunità – programmeremo per gli ultimi mesi dell’anno l’avvio di altri interventi soprattutto con le scuole e la cittadinanza, comprese le associazioni di volontariato o cittadini disponibili”.

 

Soddisfatto anche il presidente della Comunità di Valle Malfer che in una precedente conferenza stampa ha affermato: “Bene ha fatto la Provincia a mettere a disposizione delle risorse e altrettanto bene stanno facendo il mondo delle cooperative e le nostre strutture affrontando il tema nel modo più corretto. Si tratta di una sfida complessa – riprende Malfer – e proprio per questo si dovrebbe dare continuità ai primi 6 mesi di sperimentazione”.

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