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Dal Trentino arriva ByebyeCoda che per negozi e ristoranti, tra regole stringenti e accessi contingentati, può accorciare le distanze

L’idea è di Massimiliano Mazzarella, già amministratore delegato di FreeLuna, e di Manuel Cramerotti, grafico di Aldeno ed esperto in pubblicazioni editoriali per diverse aziende agroalimentari del Trentino. Con loro uno staff di giovani sviluppatori che hanno messo le basi per un progetto decisamente innovativo e utile: ''Gestire meglio il tempo pianificando gli acquisti in negozio e quindi riportando le persone dall’on-line all’in-store è il nostri principale obiettivo''

Di Nereo Pederzolli - 16 maggio 2020 - 18:23

TRENTO. No, non riuscirà a farti superare le auto in coda sul Grande raccordo anulare ma per le file di questa Fase2 può rappresentare una grande soluzione. Tutta trentina. Un ‘portale internet’ che ti evita di stazionare davanti punti vendita o locali, bar, ristoranti dove cerchi d’entrare. Per bisogno o per divertimento. Basta digitare http://www.byebyecoda.it/ e puoi prenotare tempi e modi per entrare, per trovare quanto hai selezionato in precedenza, evitando scocciature, ma soprattutto rimanere il meno possibile a contatto con altre persone. In questi tempi di mascherine, guanti e distanziamento sociale, un ByebyeCoda può essere – se digitato sul tablet o quant’altro – davvero un toccasana.

 

L’idea è di Massimiliano Mazzarella, già amministratore delegato di FreeLuna, e di Manuel Cramerotti, grafico di Aldeno ed esperto in pubblicazioni editoriali per diverse aziende agroalimentari del Trentino. Con loro uno staff di giovani sviluppatori che hanno messo le basi per un progetto decisamente innovativo e utile.

 

Le immagini sulle prime timide riaperture da ‘liberi tutti’ ci mostrano schiere di avventori in fila per poter soddisfare le voglie più disparate. Per mordere un hamburger, per comprare biancheria intima, prendere una birra, senza contare le chilometriche serpentine per entrare nei supermercati. Una situazione impensabile, ma che con il Covid19 diventa ulteriore spauracchio, meno pericoloso del subdolo virus, ma comunque un malessere avvertito, generalizzato. Attese e persone impazienti non solo sulle vie che portano ai centri commerciali urbani o davanti a note catene di ‘fast food’, ma lungaggini assolutamente scoccianti pure per entrare in qualche stabilimento balneare, per recarsi in piscina, in palestra, addirittura per salire lungo un sentiero che porta in quota, lassù sulle Dolomiti.

 

 

 

 

Ecco perché lo staff di ByebyeCoda ha cercato di … superare le attese. E allo scadere della ‘quarantena’ ha già testato il ’sito’ a livello informatico. E avviato una primissima sperimentazione operativa. Hanno coinvolto negozi e qualche operatore commerciale ‘di vicinanza’. Sembra l’ossimoro di ‘vicini distanti’. Ma è certamente il modo più pratico per verificarne l’efficacia. Hanno coinvolto un negozio di generi alimentari, una farmacia di Trento, alcuni punti vendita in centri commerciali. Prove tecnico/pratiche per essere pronti il 1 giugno. 

 

Come funziona? ''Le modalità saranno due – spiega Manuel Cramerotti, tra una videoconferenza e continue richieste d’informazioni – arrivando davanti al negozio con il proprio cellulare si potrà richiedere il proprio “pass” di accesso e si riceverà un messaggio con l’orario in cui ripresentarsi all’ingresso. A quel punto si è liberi di spostarsi per fare altre faccende, senza perdere il proprio posto in quella che diventerà una “coda virtuale”, basterà tornare all’ora stabilita. Altrimenti, iscrivendosi al sito byebyecoda.it, sarà sufficiente scorrere l’elenco dei negozi aderenti e prenotare il proprio posto organizzando le diverse commissioni con la comodità di non perdere tempo in coda, ammassati. Per le iscrizioni al sito saremo pronti entro l’ 1° giugno”

 

Del resto nel ‘dopo del tempo sospeso’ cambieranno radicalmente consuetudini quotidiane. Di e per tutti. Dal modo di fare la spesa, a come soddisfare la voglia di convivialità. Che sarà messa a dura prova, specialmente per quanto concerne brindisi amicali, pranzi gioviali, confronti sensoriali. Secondo Massimiliano Mazzarella ''questa è una grande opportunità per modificare in meglio i nostri usi e costumi. La nostra visione va oltre all’emergenza, diversamente non ci avremmo investito denaro e nottate insonni. Gestire meglio il tempo pianificando gli acquisti in negozio e quindi riportando le persone dall’on-line all’in-store è il nostri principale obiettivo. Un esempio, riteniamo, di come si possa supportare con la tecnologia le esperienze presso gli esercenti che saranno molto colpiti da questa pandemia''.

 

La ristorazione sarà alle prese con il cosiddetto ‘delivery’. E il mercato del ‘food’ non sarà per nulla facile, neppure semplice. Il settore sarà non solo ‘nuovo’, pure insidioso. ‘Spadellare a distanza’, per poi soddisfare il palato di un cliente virtuale, metterà a dura, durissima prova tecniche culinarie, brigate di cucina, modalità di trasporto delle pietanze. Cucinare per clienti che rimangono al desco casalingo più per questioni sanitarie che di pigrizia è e sarà sempre più difficile. Lo dicono i cuochi più arguti. Chef blasonati o schietti osti che saranno costretti a cucinare in mascherina e guanti in lattice.

 

Così non riusciranno certo a gestire il flusso dei profumi, sudore al viso e al naso, tra fumi e l’imbarazzo di una normale gestualità. I guanti: qualcuno li ha definiti ‘la cosa più anti-igienica dopo il mocio, straccio da pavimenti' sensati solo se indossati nel pieno rispetto antivirale, vale a dire continuamente cambiati e smaltiti in maniera idonea. Ma torniamo al cibo, a quello che ti consegneranno a domicilio. Che sarà comunque diverso. Perché mancherà quel fattore emozionale del manicaretto messo in tavola dal cameriere, la battuta del cuoco, tra sensi gustativi e altre riflessioni da condividere con i o il commensale. Ed ecco allora che – anche in questo settore – le iniziative come Byebyecoda possono superare incomprensioni, stimolare l’innovazione, accorciando distanze.

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