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Il coronavirus non spaventa l’istituto Martino Martini: le lezioni si faranno online. La dirigente: “Non possiamo permetterci ritardi nel programma”

Alle lezioni online hanno aderito con entusiasmo 89 docenti su 90, la dirigente Rossi: “Niente è improvvisato, sono sei anni che facciamo formazione su questi strumenti”. La Uil però frena e diffida la preside: “Valuteremo la promozione di ogni opportuna azione anche giudiziale”

Di Tiziano Grottolo - 05 marzo 2020 - 05:01

MEZZOLOMBARDO. In tempi di isteria collettiva c’è chi ha scelto di non farsi prendere dal panico e, utilizzando gli strumenti a sua disposizione, ha trovato una soluzione alla chiusura delle scuole prevista per l’emergenza coronavirus. È il caso di Tiziana Rossi dirigente dell’istituto Martino Martini di Mezzolombardo che già nei giorni scorsi si è adoperata affinché i propri studenti possano seguire le lezioni direttamente da casa, senza per questo rimanere indietro con il programma.

 

“Come temevo alla fine è arrivata la sospensione delle lezioni fino al 15 marzo, ma non possiamo permetterci uno stop così lungo – afferma Rossi che poi aggiunge – sfruttando i mezzi che la scuola mette a disposizione abbiamo scelto di proseguire con il programma”. Gli studenti del Martini potranno collegarsi online con i professori che in questo modo terranno regolarmente le varie lezioni.

 

L’istituto da tempo è tra quelli all’avanguardia per quanto riguarda le implementazioni della didattica online. Sono già sei anni che la scuola ha aderito alla piattaforma Google “G Suite for Education” grazie alla quale studenti e docenti ricevono una mail (la scuola gestisce direttamente il dominio) con la quale entrare in contato fra loro. “Attraverso una serie di app – spiega la dirigente – i ragazzi possono riceve e svolgere i compiti oltre ad avere accesso a vari strumenti come le videochiamate e spazi di archiviazione digitali”.

 


 

Ogni docente può scegliere lo strumento che ritiene più opportuno per svolgere le proprie lezioni: “Ho lasciato carta bianca per la scelta del luogo di lavoro, gli insegnati possono decidere se lavorare da casa o venire a scuola”, specifica Rossi. La “vita scolastica” quindi, nonostante il coronavirus, prosegue normalmente scandita dal normale orario scolastico, con le lezioni che iniziano puntuali alle 8.

 

Giovedì e venerdì scorsi questo sistema è stato sperimentato con successo “la stragrande maggioranza dei docenti ha scelto di tenere le lezioni da casa, d’altra parte meno contatti abbiamo meglio è”, ricorda la dirigente. Nulla però è lasciato al caso: “Sono sei anni che facciamo formazione su questi strumenti, niente è improvvisato” dice Rossi con orgoglio. Effettivamente il suo istituto è anche l’ente capofila della “Rete Piana Rotaliana-Königsberg per l’animazione digitale”.

 

L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo praticamente da tutti i docenti 89 su 90. Qui per la verità si è aperto un piccolo caso perché il sindacato della Uil, tramite il responsabile del comparto scuola Pietro Di Fiore) e facendosi carico della richiesta di qualcuno che evidentemente ha ritenuto che i propri diritti siano stati lesi, ha dato mandato a un avvocato di presentare una diffida facendo presente che “il personale docente non è tenuto per i prossimi due giorni a prestare alcuna attività di docenza, visto che l’ordinanza del Presidente della Pat ha sospeso tutte le attività didattiche nelle scuole”.

 

Questo accadeva alcuni giorni fa quando sono state avviate le lezioni online, la missiva arrivata alla preside via Pec,  si concludeva con un minaccioso: “Per queste ragioni, comunico che, nel caso in cui gli ordini di servizio oggi emanati non vengano revocati ovvero proposti espressamente come facoltativi, valuterò la promozione di ogni opportuna azione, anche giudiziale, per tutelare le ragioni degli iscritti al Sindacato da me assistito (ovvero il sindacato della Uil ndr)”.  

 

In sostanza la Uil chiedeva di ritirare le lezioni a distanza: “Ovviamente non ho risposto alla diffida, di fronte a simili contestazioni ognuno può trarre le sue considerazioni” chiosa Rossi. In effetti l’opportunità di una simile azione, arrivata addirittura per mezzo di un legale, lascia quantomeno perplessi, considerando che siamo davanti a un istituto che ha saputo organizzarsi in pochissimo tempo per fronteggiare un’emergenza nazionale salvaguardando la salute di studenti e insegnanti, ma anche il diritto allo studio. Un’iniziativa dunque che dovrebbe fare da esempio anche per le altre scuole anziché essere osteggiata.

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