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Il rifugio Europa transfrontaliero di nome e di fatto: dopo la ricostruzione sarà gestito da Italia e Austria. "Una collaborazione nello spirito europeo"

La struttura si trova nelle Alpi Zillertal ed è presto destinata a fare parte di un progetto "transfrontaliero", partendo dal suo rinnovamento. Essendo parte della struttura danneggiata, il rifugio verrà interamente ricostruito. Obiettivo che si intende concretizzare entro il 2024, per la ricorrenza dei 125 anni dalla sua apertura

Pubblicato il - 10 October 2020 - 16:43

BOLZANO. Il rifugio Europa, che si trova esattamente sul confine tra Italia e Austria (a circa 8 chilometri ad est del Brennero), diventerà luogo simbolo di unità Europea. In futuro sarà infatti gestito da una fondazione internazionale dalla Provincia di Bolzano, dal Cai, il Land austriaco del Tirolo e quindi dall'Alpenverein tedesco.

 

La struttura si trova nelle Alpi Zillertal a quota 2.693 metri ed è presto destinata a fare parte di un progetto "transfrontaliero", partendo dal suo rinnovamento. Non si parla però di ristrutturazione.

 

A causa della complessa struttura del sottosuolo, infatti, l’edificio attuale del rifugio presenta molteplici problemi di staticità. Si registra in particolare il cedimento del basamento sotto l'edificio principale, e fessurazioni dovute ai movimenti della dorsale rocciosa fortemente smembrata a causa dei cambiamenti di gelo-disgelo, ma anche dei "movimenti di creep", soprattutto sul versante nord, a causa del permafrost in scioglimento.

 

La situazione precaria del rifugio è dovuta anche all'influenza dei cumuli di neve e dell'acqua penetrante durante lo scioglimento della stessa.

Nonostante il permafrost, il rifugio Europa potrà essere ricostruito nel medesimo sito. Questo emerge dagli esiti di uno studio propedeutico rispetto alla futura progettazione. Prima di avviare la fase progettuale, infatti, l’Ufficio provinciale geologia e prove materiali, che fa capo all’assessore provinciale all’edilizia pubblica e patrimonio Massimo Bessone, ha condotto una serie di indagini geologiche e geotecniche per approfondire vari aspetti. Lo studio propedeutico è stato condotto in sinergia con la facoltà di Ingegneria dell’Università di Monaco di Baviera.

 

Si intende concretizzare questo obiettivo entro il 2024, per la ricorrenza dei 125 anni del rifugio.

 

Gli esperti provinciali assieme a quelli universitari hanno adottato vari metodi d’indagine nello svolgimento dello studio. "Una ha interessato lo stato delle fessurazioni e dei vettori di movimento delle strutture statiche della struttura del rifugio, che è stata sottoposta anche ad una scansione laser da tutti i lati - spiega Volkmar Mair, direttore dell' Ufficio geologia e prove materiali - inoltre sono state compiute misure di movimento del rifugio stesso così come degli annessi e dei blocchi di roccia nelle immediate vicinanze, un rilevamento geologico, strutturale e geotecnico dell'intera dorsale rocciosa e, non da ultimo, indagini geoelettriche e sismiche del sottosuolo.

Costruito dall’associazione alpinistica tedesca Dav Deutscher Alpenverein di Landshut, il rifugio Europa fu inaugurato nell’agosto 1899. Dopo la Prima Guerra mondiale, con il trattato di S.Germain, nel 1919 attraverso il rifugio fu fatta passare la linea di confine.

 

Dal 1989 da Landshuterhütte – Rifugio Venna alla Gerla, fu rinominato Rifugio Europa/Europahütte. Il progetto rifugio Europa è stato uno dei temi in agenda della recente riunione della Giunta dell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino a Stams. È stato sottoscritto un protocollo d'intesa per l’istituzione di un’apposita fondazione in cui saranno rappresentate la Provincia auotnoma di Bolzano, il Land del Tirolo e il Dav Landshut, che in futuro si occuperà della progettazione e gestione del rifugio.

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