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Il Teroldego Rotaliano riparte nel segno delle tre sorelle Togn e diventa anche un video d’animazione

Gaierhof lancia la sua versione di Teroldego superiore, che sintetizza appieno lo stile della cantina di Roverè della luna. Ecco il progetto delle tre sorelle Togn per rilanciare il prestigio dell’azienda di famiglia, anche grazie a un un video animato che racconta i progetti futuri

Di Nereo Pederzolli - 14 giugno 2020 - 20:23

ROVERÈ DELLA LUNA. Tre donne, giovani, preparate e con il vino nel Dna manageriale. Decise a rilanciare il prestigio dell’azienda di famiglia nel rispetto di loro padre, sempre attento e costante punto di riferimento, per consolidare la nomea dei vini del Trentino. Del Teroldego Rotaliano in particolare.

 

Nasce da questo l’innovativo ‘Progetto Riserva Gaierhof’ proposto, come anteprima assoluta, in video-degustazione che ha coinvolto una schiera di enocritici e accorti degustatori.

 

Un Teroldego Rotaliano 2016 di grande stoffa, giusta suadenza, piena vigoria. Come impone un gran vino. Un risultato importante che le tre sorelle Togn: Romina, Valentina e Martina, hanno programmato in ogni dettaglio, sotto la supervisione di Goffredo Pasolli, l’enologo di casa nonché marito di Valentina, senza tralasciare i consigli più preziosi suggeriti dal ‘patriarca’ Luigi Togn, il fondatore della dinamica azienda vinicola di Roverè della Luna, imprenditore che ha contribuito a divulgare nel mondo il blasone dei vini trentini.

 

 

 

 

Un superteroldego, si potrebbe dire, anche se la definizione è riduttiva. Perché a questo vino sono legate diverse altre strategie. Di cantina, ma non solo. Le tre Togn hanno decisamente sfruttato il ‘blocco’ imposto dall’epidemia di coronavirus e si sono confrontate con precise azioni in sintonia con l’innovativo concetto di ‘marketing della bellezza’. In tutti i sensi. Consegnando al mercato un Teroldego d’assoluta rappresentatività, ma anche un vino (e un’azienda) che vuole ibridarsi con culture, conoscenze diverse, inusuali tra le cantine tradizionali.

 

Hanno proposto un vino per vivere un’esperienza sensoriale completa, per contenuto e altrettanti valori. Quelli che esulano dalla mera degustazione didattica con la tecnica che ‘tralascia’ l’emozione. Hanno avuto il coraggio di puntare alla semplicità più sincera, quella che solo i più preparati possono generare.

 

Ma soprattutto lo hanno fatto nel miglior modo possibile, con una progettualità che guarda al futuro e che è diventata pure animata. Perché con le moderne escamotage informatiche anche il vino è una narrazione visiva. Così Romina, Valentina e Martina sono diventate un simpatico ‘cartoon’ che in pochi secondi spiega i loro progetti. Che sono sogni. Concreti. Tre donne con la capacità d’interagire, stimolare nuove opportunità, per relazioni enologiche che diventano un bene economico.

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