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Isolato per 4 giorni senza elettricità, un gestore di una malga di Misurina viene soccorso con il gatto delle nevi. "Ora attendiamo il sole"

Il gestore della Malga Rin Bianco, nel Comune di Misurina, ha testimoniato via social una situazione che nei giorni scorsi era diventata sempre più drammatica. Isolato per le grandi quantità di neve cadute nella zona, senza energia elettrica e carburante, è stato soccorso nella mattinata di mercoledì, quando un gatto delle nevi è riuscito finalmente a raggiungere il rifugio. "Grazie a tutti per la vicinanza e l'aiuto. Ora attendiamo il sole con un po' più di ottimismo"

Di Davide Leveghi - 09 dicembre 2020 - 16:56

BELLUNO. “Una gran bella notizia. Il gruppo di Protezione civile di Auronzo ha raggiunto Malga Rin Bianco, portando soccorso alle persone lì isolate, oltre che un generatore di corrente e carburante”. Esulta così l'assessore alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin. Le grandi nevicate di questi giorni hanno infatti lasciato isolate diverse persone in tutta la provincia di Belluno, rendendo necessarie delle vere e proprie missioni per la messa in sicurezza dei presidi montani e di chi li abita.

 

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque. La vicenda di Malga Rin Bianco, nel Comune di Misurina, aveva infatti attirato l'attenzione di molti, che via social si mantenevano informati sugli aggiornamenti dati dal gestore, Andreas Quinz, rimasto bloccato sotto i metri di neve caduti a partire da venerdì.

 

Con l'energia elettrica assente, il generatore che tirava gli ultimi e la troppa neve che impediva ogni movimento, il gestore della malga aveva lanciato il suo grido d'aiuto ancora nella giornata di sabato, quando Misurina era ormai divenuta irraggiungibile a causa del maltempo. Partito con la speranza di riaprire ai visitatori, Quinz si è reso conto progressivamente delle grandi difficoltà imposte da un meteo decisamente sfavorevole.

 

“Da ieri sera alle 20 circa siamo senza corrente elettrica - scriveva ancora nella mattinata di domenica – speriamo di mettere in funzione quantomeno il piccolo generatore di emergenza o che ci ripristino le linee al più presto”. Ripristinata per qualche ore, l'energia elettrica saltava nuovamente. “Qui continua a nevicare. La corrente ci ha mollato per un grave guasto al quale metteranno rimedio solo con l'intervento dell'elicottero, quando si potrà volare. Abbiamo un piccolissimo generatore che fatica e, soprattutto, sta finendo il carburante”, aggiungeva all'ora di pranzo di lunedì.

 

Solo e armato di badile, con il cellulare che progressivamente si scaricava, Quinz dava conto di una situazione al limite del drammatico. Ogni via di comunicazione con il Comune di Misurina era resa infatti impossibile dallo spesso manto di neve e dagli alberi crollati sotto il peso dei fiocchi accumulati.

 

A partire da lunedì, il gestore della malga contava solo i momenti che lo separavano dall'arrivo dei soccorsi. “Nessuna novità particolare. Senza corrente e non raggiungibili, come Misurina intera – scriveva in un post pubblicato nel pomeriggio di lunedì, non senza un velo di ironia – il nostro generatore ha tirato gli ultimi. Confidiamo in e-distribuzione, piuttosto che nei santi”.

 

Il lieve miglioramento registrato nella giornata di martedì rendeva a quel punto più probabile l'arrivo dei soccorsi. “Per fortuna il nevicare odierno è più contenuto – spiegava – siamo in attesa dei soccorsi che, per il sottoscritto, non significa abbandonare la nave ma cercare di tenerla a galla: abbiamo bisogno di corrente elettrica, per i congelatori e la caldaia a rischio congelamento, quantomeno di un generatore elettrogeno funzionante (anche questa mattina ho tentato un'improbabile riparazione) e carburante per alimentarlo...”.

 

Purtroppo non ci sono mezzi in grado di raggiungere la malga, e nonostante l'impegno del Comune, della Protezione civile e del Soccorso alpino dei carabinieri, ho dovuto rivolgermi a un privato di Cortina che tenterà di aprire la strada per poi portare un nuovo generatore e il carburante. Morale della storia? Aspettiamo gli sviluppi”, aggiungeva.

 

Nella notte fra martedì e mercoledì, l'arrivo dei soccorsi, sentito come ormai imminente, subiva però un intoppo. Gli alberi schiantati rendevano infatti impossibile proseguire da Cortina verso Misurina e la malga. Un altro gatto delle nevi privato, nella mattinata di mercoledì, provava però un'altra sortita, questa volta decisiva.

 

“Grazie. Grazie alla Protezione civile che è salita a portare il gruppo elettrogeno provvisorio e il carburante, grazie a Giuseppe Vecellio Segate del Tre Cime Service per aver trasportato mezzi e uomini – scriveva nell'aggiornamento delle 13.30, in un messaggio che vale come un grande sospiro di sollievo – i problemi restano, come la corrente solo provvisoria e parziale, tonnellate di neve sul tetto e tettoie, la strada chiusa. Adesso possiamo attendere il sole con un po' più di ottimismo. Quando riapriremo? Dubito per questo weekend, speriamo per quello successivo”.

 

Le grandi quantità di neve caduta sulle montagne venete ha spinto nondimeno il Soccorso alpino a ammonire la popolazione, affinché presti la massima attenzione. “Il nostro appello è rivolto come sempre ai frequentatori abituali della montagna in veste invernale, ma soprattutto a quanti, anche a seguito della chiusura degli impianti e in alternativa a altre attività precluse da regolamenti anti-Covid in vigore, vi si avventurano per la prima volta o con poca esperienza”, scrivono in una nota.

 

Controllare sempre il bollettino valanghe, avere chiare le previsioni meteorologiche prima di decidere se e dove andare, informarsi sulla meta, utilizzare abbigliamento e calzature appropriati, scegliere itinerari alla propria portata e utilizzare dei dispositivi di soccorso sono le regole principali di un vademecum che è bene tenere a mente prima di recarsi in montagna.

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