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Monitoraggio Lea, risultato brillante per il Trentino. Alto Adige con 2 indicatori su 3 negativi

I dati analizzati sono ricavati dal Report sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei conti e prendono in esame i risultati del 2017 che vengono raffrontati al 2016. Si tratta di risultati conseguiti nella precedente legislatura, la Giunta Rossi

Di Luca Andreazza - 08 giugno 2020 - 15:53

TRENTO. Il Trentino brilla nell'aggiornamento basato sul Nuovo sistema di garanzia dei Lea. Sono 11 le Regioni che risultano adempienti nelle tre macro aree (ospedale, distretto, prevenzione) rispetto ai 9 territori della rilevazione precedente. I dati analizzati sono ricavati dal Report sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei conti e prendono in esame i risultati del 2017 che vengono raffrontati al 2016. Si tratta quindi di risultati conseguiti nella precedente legislatura, la Giunta Rossi.

 

E' la seconda simulazione, mentre il Nuovo sistema di garanzia Lea entrerà in vigore effettivamente a partire dai dati relativi al 2020, un piano approvato nel dicembre 2018 dalla Conferenza Stato-Regioni. Questa metodologia valuta distintamente le tre aree di assistenza e attribuisce un valore compreso in un range 0-100.

 

La garanzia di erogazione dei Lea si intende raggiunta qualora, entro ciascun livello, sia raggiunto un punteggio pari o superiore a 60, in modo da non consentire la compensazione tra livelli.


Il punteggio di ogni area è determinato dalla media pesata dei 22 indicatori (con un peso pari a 1 qualora la soglia è data dalla mediana dei valori regionali, e un peso pari a 2 se è fissato dalla normativa di riferimento). I restanti 56 indicatori condivisi dal Gruppo di lavoro saranno oggetto di ulteriori approfondimenti.
 

Promossi a pieni voti Piemonte, Lombardia Trento, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche, che confermano il risultato del 2016, mentre si aggiungono sull'analisi dei dati del 2017 Abruzzo e Puglia.

Sono 4 le Regioni con un indicatore negativo su tre: Friuli Venezia Giulia (carente la prevenzione per l’insufficiente copertura vaccinale a fronte di valori di screening oncologici elevati), Lazio e Basilicata presentano valori bassi per quanto riguarda il distrettuale, quindi la Sicilia carente nella prevenzione, l’insufficienza della copertura dei vaccini si accompagna a un livello degli screening sotto la soglia critica della griglia. E ancora Val d'Aosta e Sardegna con valori bassi nel campo del distrettuale. 
 

L'Alto Adige presenta 2 indicatori su 3 negativi. I livelli di insufficienza in Provincia di Bolzano sono in 'prevenzione' e 'distrettuale'. Gli altoatesini si classificano con Molise e Campania (ospedaliera e distrettuale) e Calabria (prevenzione e distrettuale).

 

I 22 indicatori sono individuati tra i sei per l’area della prevenzione (copertura vaccinale pediatrica a 24 mesi per esavalente e Mpr, controllo animali e alimenti, stili di vita, screening oncologici); i nove per l’attività distrettuale (tasso di ospedalizzazione di adulti per diabete, Bpco e scompenso cardiaco e tasso di ospedalizzazione di minori per asma e gastroenterite, intervallo chiamata-arrivo mezzi di soccorso, tempi d’attesa, consumo di antibiotici, percentuale re-ricoveri in psichiatria, numero decessi da tumore assistiti da cure palliative, anziani non autosufficienti nelle Rsa) e i sei per l’attività ospedaliera (tasso di ospedalizzazione standardizzato rispetto alla popolazione residente, interventi per tumore maligno al seno eseguiti in reparti con volumi di attività superiore a 150 interventi annui, ricoveri a rischio inappropriatezza, quota di colecistectomie con degenza inferiore ai 3 giorni, over 65 operati di frattura al femore entro 2 giorni; parti cesarei in strutture con più e meno di 1000 parti l’anno).

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