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Ogni anno riparte da una pannocchia della stagione precedente, e poi nessun trattamento e acqua solo piovana. A 'Naturalmente Selvatica Io' l’Oscar Green

Giulia De Biasi ha lavorato dodici anni per un'azienda edile ma il richiamo della natura era troppo forte. Ora gestisce un’azienda agricola unica nel suo genere:'' Io coltivo in mezzo al niente, oso dove non hanno osato altri. In azienda siamo io, il mio cane, addetto all’accoglienza e la mia direttrice creativa: la gallina Rosita. Mia mamma e il mio compagno mi aiutano quando hanno tempo libero''

Di Claudia Schergna - 10 agosto 2020 - 19:28

CIVEZZANO. “Sono nata nei boschi, la mia nonna aveva la passione per l’orto. Io ero affascinata già da bambina, poi ho capito che avrei dovuto farlo diventare un lavoro”. Giulia De Biasi ha lavorato dodici anni per un'azienda edile ma il richiamo della natura era troppo forte. Ora gestisce un’azienda agricola unica nel suo genere. Naturalmente Selvatica Io, è stata premiata nella categoria “Fare Rete” per gli Oscar Coldiretti.

 

L’azienda, situata a Civezzano, vende tisane e cosmetici prodotti con erbe officinali, frutta, verdura, fiori commestibili e mais antico, tutto realizzato nel rispetto dei ritmi della natura. “Non sono un supermercato - spiega Giulia - ho le cose solo in certi periodi dell'anno e faccio vedere al cliente dove ho coltivato cosa”. Giulia non osa nemmeno intervenire su quelli che sono i processi naturali di crescita.“È una vera e propria questione di mentalità - racconta -: le erbe, cerco di farle crescere spontanee. Non do loro l’acqua perché poi rischiano di non essere più in grado di sopravvivere se succede qualcosa di inaspettato a livello climatico e se crescono naturalmente sono più ricche di principi attivi. L’essiccazione avviene senza forzature. Quando bevi una mia tisana, senti il mio bosco, la mia passione”.

 

Per quanto riguarda la farina, Giulia segue un processo a regola d’arte: “Il mais antico lo coltivo in piccole quantità. Quest’anno l’ho venduto tutto ancora prima di raccoglierlo”. Il mais che coltiva ha più di 50 anni ed è stato tramandato per generazioni. Ogni anno viene ripiantato utilizzando una pannocchia dell’anno precedente. La macinatura avviene tramite un antico macchinario manuale e, come da tradizione, solo nei mesi che contengono la “R” cioè i mesi freddi. Inoltre la farina viene venduta in confezioni al chilo, fatte in carta oleata e chiuse con piccoli anelli metallici, sia per eliminare la plastica ma anche per ricordare le confezioni di una volta ed evocare “dolci ricordi”.

 

Le Piante officinali vengono usate sia per le tisane che per i cosmetici, dal doccia gel alle tre mente, alle saponette all’olio d’oliva, tutto prodotto entro i confini regionali. Le piante vengono coltivate a diverse quote perché godano dei benefici delle escursioni termiche e del suolo fertile. Inoltre le colture vengono fatte ruotare per evitare malattie e problematiche del terreno e mantenere inalterato l'equilibrio del terreno.

 

Per seguire la sua produzione Giulia si sveglia alle 4 e mezza del mattino e molto spesso non rientra prima di mezzanotte. Una routine in solitaria ma piena di amore: “Io coltivo in mezzo al niente, oso dove non hanno osato altri. In azienda siamo io, il mio cane, addetto all’accoglienza e la mia direttrice creativa: la gallina Rosita. Mia mamma e il mio compagno mi aiutano quando hanno tempo libero. Per fortuna ho il sostegno e l’amore della mia famiglia”.

 

Naturalmente Selvatica Io collabora con l’Ecomuseo dell’Argentario. “Quando sono nata mi piaceva l’idea di far conoscere non solo la mia realtà ma tutto il mio territorio, la natura che ho intorno. Io mi occupo del mio pezzetto ma il territorio è molto più grande e sfaccettato”. Per questo i prodotti di Naturalmente Selvatica Io hanno il logo dell’Ecomuseo dell’Argentario: “È un ritorno per tutti. Venendo da me, il cliente vede delle cose che altrove non vede. Io consiglio sempre ai miei clienti di esplorare la natura qui intorno perché fa parte dell’esperienza”.

 

L’espansione commerciale non è una priorità di Giulia: “I miei sono prodotti di nicchia e voglio che restino tali. Non ho interesse a diventare un’industriale. Se mi chiedi dove coltivo la menta, io ti dico anche quando l’ho raccolta e se c’erano sopra le farfalle”.

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