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Trento
24 giugno | 00:19

"C'è anche quella del matrimonio di Lady Diana con Carlo". Giuliano e le sue 10mila birre (VIDEO). "E' la più grande collezione italiana. Ci sono anche pezzi degli anni '60"

Giuliano Marinelli, titolare della pizzeria Vignola di Avio, custodisce la più grande collezione italiana di bottiglie di birra: oltre 10.000 pezzi provenienti da 120 Paesi del mondo, tra rarità, edizioni commemorative e articoli che raccontano decenni di storia brassicola

di Margherita Tomadini

AVIO. Dalla bottiglia dedicata al matrimonio di Lady Diana e re Carlo, datata 1981, alle storiche bottigliette da 20 centilitri degli anni Sessanta, passando per pezzi particolarissimi provenienti dall’America, dall’Africa e da altri 120 paesi del mondo.

 

È un vero e proprio viaggio nella storia della birra quello custodito da Giuliano Marinelli, 59 anni, originario di Malè e titolare della pizzeria Vignola di Avio, dove dal 1997 accoglie i clienti circondato da una collezione che ha sicuramente pochi eguali nel mondo.


Si tratta della più grande collezione italiana e, probabilmente, della terza più importante al mondo: la sua raccolta conta oggi 10.200 bottiglie diverse, ancora piene e sigillate con il contenuto originale, appartenenti a circa 2.000 marchi: si passa da birre alcoliche ad analcoliche, da piccoli formati a bottiglie di grandi dimensioni, fino a edizioni commemorative e rarità ormai introvabili.

“Ho iniziato sin da piccolo a entrare nel mondo del collezionismo. Prima con i francobolli, poi, crescendo, ho deciso di dedicarmi alle bottiglie di birra" racconta a Il Dolomiti il collezionista Giuliano Marinelli.

 

Una passione coltivata per decenni, costruita bottiglia dopo bottiglia: alcuni esemplari sono stati acquistati personalmente durante viaggi in Italia e all’estero, altri sono entrati nella collezione grazie all’acquisizione di raccolte private di altri appassionati come lui. 


Poi, Marinelli prosegue: "Ricordo un viaggio a Pfungstadt, a nord di Stoccarda, in Germania, dove c’era – e forse c’è ancora – un piccolo centro commerciale dedicato esclusivamente al mondo delle bevande. Ovviamente non mancavano le birre e ne acquistai diverse. Negli anni Novanta, invece, a Milano c’era un beer shop chiamato ‘A tutta birra’ e anche lì non mi sono potuto trattenere. Ancora oggi, quando mi capita di trovare qualcosa di particolare, la compro e cerco di informarmi sulla sua storia. Le ultime bottiglie, ad esempio, le ho acquistate all’Eurospin di Avio.

 

Per Marinelli non esistono quindi le birre cosiddette banali: “Le compro anche nei supermercati perché continuano a uscire nuove etichette. Quelle che oggi sembrano anonime, proprio perché tutti le sottovalutano, tra qualche anno potrebbero acquisire valore.”

La raccolta continua a crescere e oggi circa 7.800 bottiglie sono esposte nella pizzeria "Vignola", mentre tutte le altre sono conservate nella sua abitazione. Parallelamente, il collezionista sta portando avanti un importante (e lungo) lavoro di catalogazione: “In questi mesi mi sto dedicando seriamente a catalogarle una a una per ottenere maggiori informazioni sui pezzi che possiedo. Di molte conosco già la storia, ma essendo parecchie, di altre ne so meno. L’intelligenza artificiale mi sta aiutando parecchio: caricando la fotografia dell’etichetta su Chatgpt riesco a trovare collegamenti, curiosità e dettagli interessanti di cui magari non ero a conoscenza. Sono fermamente convinto che almeno l’80% delle bottiglie che posseggo abbia una storia da raccontare.”

 

Tra i pezzi più preziosi della collezione c’è una birra belga risalente al 1965, con una gradazione di dieci gradi alcolici. Non mancano poi le storiche bottigliette da 20 centilitri, simbolo di un’epoca ormai decisamente lontana: “Negli anni Settanta la birra alla spina non esisteva e quindi nei bar si vendevano queste piccole bottiglie. Ogni volta che le guardo mi ricordano di quando ero bambino. Produrre birra da solo? Ci ho provato, ma ho capito subito di non essere portato, meglio che a questo si dedichino gli esperti produttori" prosegue scherzosamente Marinelli. 

 

Entrare nella pizzeria Vignola significa immergersi in un ambiente unico, fotografato ogni giorno da clienti e turisti incuriositi dalle migliaia di bottiglie esposte. E non mancano di certo le domande dei locali o turisti più curiosi: “Spesso qualche turista straniero mi chiede se sono in possesso anche di qualche birra del suo paese d’origine. Molte volte riesco a sorprenderli, altre invece nominano marchi che proprio non conosco. Sarebbe bello riuscire ad averle davvero tutte. Poi, collezionando birre, ti rendi conto di quanta varietà esista nel mondo. Molti clienti pensano che io le abbia tutte, ma non è così. Inoltre, quando ho iniziato, non c’erano ancora tutti i micro-birrifici che esistono oggi. Solo di queste micro produzioni si contano oggi circa ventimila etichette diverse e io ne possiedo forse cinquecento. Quello che ho raccolto rappresenta quindi soltanto una piccola parte dell’immenso patrimonio brassicolo esistente.


La collezione del trentino Giuliano Marinelli, in continua evoluzione, unisce passione, ricerca e anche memoria. Ogni nuova bottiglia aggiunta agli scaffali racconta un pezzo di storia e alimenta un sogno che il collezionista coltiva da anni: riuscire un giorno a trasformare la sua raccolta nella più grande collezione di bottiglie di birra del mondo.

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