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Raccontare la sicurezza in montagna al femminile. La Val di Rabbi ospita il primo meeting sulle valanghe per sole donne

La community Donne di Montagna, in collaborazione con il soccorso alpino e le guide alpine trentini, organizza per il fine settimana tra il 6 e l'8 marzo 2020 il primo meeting tutto al femminile dedicato alla sicurezza in montagna. Per raccontare le esperienze con le valanghe e come affrontarle

Pubblicato il - 03 marzo 2020 - 12:15

TRENTO. Divulgare le basi della sicurezza in alta quota e dell'autosoccorso alle “donne di montagna”. “Skialp&Safety Camp- Donne di Montagna” è il primo meeting dedicato a spiegare nel corso di sessioni di scialpinismo e freeride, in collaborazione con il soccorso alpino trentino e le guide alpine, le esperienze di donne alle prese con le valanghe.

 

Imparare a confrontarsi con questo fenomeno, acquisendo i “trucchi del mestiere” utili a non commettere errori potenzialmente fatali o ad agire con sangue freddo, è lo scopo di questo corso che si terrà in val di Sole dal 6 all'8 marzo 2020.

 

Nel solo 2019 in Trentino sono stati ben 23 gli sciatori travolti dalle slavine, con una crescita del 76% rispetto al 2018. Fortunatamente solo uno di loro ha perso la vita. Numeri analoghi si contano in ogni regione alpina, e acquisire le competenze per affrontarle diviene essenziale, nonostante questo tipo di preparazione sia talvolta sottovalutata.

 

Per questo la community Donne di Montagna, assieme alle guide alpine e al soccorso alpino trentini, con il supporto di Montura e la partecipazione dell'Azienda per il turismo della Val di Sole, organizzeranno tra venerdì 6 marzo e domenica 8 un evento unico nel proprio genere: Skialp & Safety Camp-Donne di Montagna sarà infatti il primo meeting nazionale tutto al femminile dedicato allo scialpinismo, al freeride e alla sicurezza in montagna.

 

“Abbiamo ideato questo evento – ha spiegato Marzia Bortolameotti, fondatrice della community Donne di Montagna – per far vivere un'esperienza unica e divertente a noi donne, praticando le attività invernali più amate ma portandosi a casa, allo stesso tempo, un bagaglio importante sulle nozioni di autosoccorso e sulla sicurezza in montagna”.

 

Alcune delle donne che prenderanno parte a questi corsi di formazione in alta quota hanno già vissuto sulla propria pelle cosa voglia dire trovarsi improvvisamente faccia a faccia con un enorme fronte nevoso, che impetuoso scende a valle. Ida, ad esempio, l'anno scorso si è trovata travolta da una valanga assieme a 5 compagni di cordata, ad un'altitudine di 1900 metri sul livello del mare.

 

“Sono scivolata e sono stata trascinata a valle finché non sono finita contro un albero – racconta – quando ho visto arrivare la massa nevosa, sono finita sotto la neve, ma i miei compagni sono stati straordinari a mantenere la lucidità e individuare subito le coordinate per allertare i soccorsi e a liberarmi dalla neve, coprendomi subito per ridurre l'ipotermia. In alta quota il rischio 'zero' non esiste e conoscere le regole basilari in caso di valanga è essenziale per aumentare le probabilità di sopravvivenza. Essere esperti sciatori non basta affatto”.

 

Lo Skialp&Safety Camp-Donne di Montagna si svolgerà in un esclusivo chalet di montagna e come “base” è stato scelto il Mas de la Bolp, un maso situato in una posizione strategica e panoramica, con cucina tipica e prodotti locali a chilometro 0. La cornice naturale sarà dunque quella della selvaggia Val di Rabbi, laterale della Val si Sole, con un suo anfiteatro fatto di cascate di ghiaccio e boschi di larici.

 

Il programma prevede invece un itinerario scialpinistico del Monte Sole (1100 metri di dislivello), sabato 7 marzo, per migliorare le varie tecniche di salita e discesa, godendosi al tempo stesso lo scenario della valle, posta nel Parco nazionale dello Stelvio. Per il giorno successivo, invece, è prevista la discesa del ghiacciaio del Pisgana in Adamello, una delle più belle discese delle Alpi, inserita in un solitario ambiente con oltre 2000 metri di dislivello in discesa, preceduti da una salita di circa 500 metri da compiere con le pelli di foca.

 

Durante l'ascensione si terranno i momenti formativi, con un istruttore del soccorso alpino che farà eseguire prove pratiche di ricerca in valanga con l'Arva e affronterà i temi chiave della sicurezza in montagna: cosa indossare e mettere nello zaino, come pianificare le uscite di scialpinismo e freeride, quali sono le nozioni essenziali di autosoccorso in valanga e la gestione delle emergenze.

 

“Proprio l'autosoccorso – ha spiegato la guida alpina Manuel Zambanini – nel caso dello scialpinismo e degli incidenti in valanga, è quello che fa maggiormente la differenza, perché la preparazione e i tempi rapidi di intervento dei compagni in gita, possono aiutare ad estrarre viva la persona travolta da valanga”.

 

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