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Runner fa il giro del lago di corsa in 24 ore per promuovere il turismo sul Garda. "Impresa che non ha mai compiuto nessuno"

Davide Moretto, architetto e appassionato di corsa, ha deciso di promuovere il turismo sul Garda, colpito dalle conseguenze dell'emergenza sanitaria, imbarcandosi in un'impresa tutt'altro che facile e che nessuno aveva mai compiuto: percorrere l'intero giro del lago correndo. "150 chilometri in un luogo bellissimo. Speriamo che i turisti tornino"

Di Davide Leveghi - 24 giugno 2020 - 12:55

RIVA DEL GARDA. 24 ore e 53 minuti. È questo il tempo che un appassionato runner rivano ha impiegato per compiere di corsa tutto il giro del lago di Garda. Lo scopo? Promuovere le rinomate località lungo le tre sponde (la trentina, la bresciana e la veronese) in questa fase di crollo dell'attività turistica dovuto all'emergenza sanitaria.

 

 

Partito a mezzanotte dalla punta del lago, a Riva del Garda, Davide Moretto, architetto appassionato di corsa, ha passato un'intera giornata a percorrere il giro completo. Un giro in senso antiorario che lo ha portato a lambire tutte le spiagge e i lidi del territorio, tra momenti più o meno difficili dovuti al grande caldo e alla scarsezza di acqua, ed altri invece di grande emozione, con l'ingresso in notturna in alcuni dei luoghi più suggestivi del Garda o la percorrenza, rigorosamente in solitaria, dei tratti già costruiti della ciclovia ad anello.

 

 

Sono partito a mezzanotte di lunedì 22 giugno per evitare il caldo e il traffico delle gallerie – racconta il protagonista di questa impresa – tornando precisamente 24 ore e 53 minuti dopo. Le uniche interruzioni fatte sono state per riposare un po', a Salò, e poi a Bardolino, per bere e farmi un bagno visto il grande caldo che faceva. Tutto di corsa, con un unico tratto di camminata in mezzo. Le temperature, infatti, erano troppo alte”.

 

Ad accompagnarlo nel primo tratto, solo per questioni di sicurezza, c'era il padre. Sullo zaino un cartello indicava la natura dell'impresa. “Mio padre ha insistito per accompagnarmi nel primo tratto, in cui ho dovuto percorrere le gallerie. Dietro con l'auto, i fari accesi, mi ha seguito fino a Limone, per poi girarsi e tornare a casa. Da quel momento sono sempre stato solo, cercando di portare a termine un'impresa che nessuno aveva mai fatto”.

 

Da Riva a Riva, infatti, Moretto ha compiuto una lunga e faticosa traversata, centrando un obiettivo unico. Il tutto per promuovere un luogo tanto rinomato per il turismo quanto “svuotato” dai tanti visitatori che normalmente animano le sue coste. “Il nostro è un lago bellissimo – prosegue – un posto bellissimo che merita di essere visto e conosciuto. Io stesso ho visto cose che non mi era mai capitato di vedere, specie nella parte bassa del lago. Partendo da Riva a mezzanotte sono arrivato in notturna a Limone, cosa molto suggestiva, per poi arrivare a Salò attorno all'alba”.

 

“Lì ho dormito qualche ora su una panchina, per riprendermi e partire verso Sirmione. Il sole stava intanto salendo e faceva caldissimo. Le spiagge, di contro, sono bellissime. Qui mi sono fermato per comprare una bottiglia d'acqua, puntando poi verso Bardolino, dove in un bar, gentilissimi, mi hanno offerto da mangiare. A Garda ho fatto un tuffo per rinfrescarmi un po'. Se in questa parte centrale, visto il grande caldo e la fatica, ho dovuto camminare per un po' di ore, quando si è avvicinata la sera ho potuto riprendere, godendomi il rientro e arrivando, appunto, a Riva, attorno a mezzanotte e 50 di martedì”.

 

 

In tutto i chilometri percorsi – conclude Moretto – sono stati 150. Non male, insomma, per un giro bellissimo in un luogo altrettanto bello. Questo, d'altronde, è stato il mio modo di dire quanto mi piacerebbe che il turismo riprendesse”.

 

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